Finalmente Gino Sorbillo è arrivato a Roma.

Lo dico perché sono contrario all’idea di prendere il Frecciarossa per calarmi nei Tribunali e mangiare la sua pizza a ruota di carro.

E lo sottolineo a maggior ragione dopo che il panorama della pizza napoletana fatta dai napoletani è migliorata di molto con l’apertura dell’altrettanto mitico Da Michele al Flaminio (siamo sempre in zona Roma Nord) e a Fontana di Trevi.

Ben supportato dalla new entry Angelo Pezzella al lato opposto della città, sull’Appia, con la sua fortissima pizza canotto.

Mi sono fiondato a Piazza Augusto Imperatore dove Gennaro Rapido, braccio destro nelle nuove aperture di Gino e Toto Sorbillo, sta sistemando gli ultimi dettagli.

Si apre con rito tutto scaramantico e napoletano martedì 19 febbraio alle ore 19.

Un gioco di numeri che per la pizzeria Lievito Madre è consuetudine sin dal primo vagito sul lungomare di Napoli con la ricorrenza del numero 7.

Ora voi vi chiederete se vale la pena presentarvi martedì e mettervi sicuramente in fila considerato il clamore e il successo che hanno i locali di Sorbillo dall’apertura e via via nel corso della loro attività.

L’ultimo esempio è la joint venture con Ciro Nennella che ha esportato la famosa trattoria dei Quartieri Spagnoli all’ombra della Madonnina: chili e chili di pasta, patate e provola eseguita secondo la rituale “ricetta scientifica”.

La ricetta che Gino porta a Roma è la stessa che accomuna tutti i suoi locali e che, fedele alla tradizione napoletana, delinea un prodotto quasi inimitabile intriso (anche) di tutta la comunicazione che il pizzaiolo gli riserva.

La prima pizza non poteva che essere una margherita.

Anzi, come da menu, una Antica Margherita (7,80 €) con fiordilatte misto bufala.

Fa da apripista al forno che inizia a salire di temperatura.

Ritrovo i sapori e la consistenza dei Tribunali.

Ancora meglio è la marinara profumata di origano del Matese (7,50 €) e solo perché qui all’Ara Pacis non ci sono i vicoli di Spaccanapoli né il mare con Castel dell’Ovo e Capri capiamo che siamo a Roma.

La terza pizza ci dice che il forno è già pronto per sfornare le ennemila pizza che ogni pizzeria di Sorbillo è “abituata” a produrre.

La Salame di Faicchio (9,80 €) si presenta forte della tradizione napoletana con uno sguardo alla Pepperoni americana in un ponte che piacerà soprattutto ai giovani pronti a continuare la serata in giro per la Città Eterna.

E poi c’è tra le altre, la pizza Barbie nata dopo la fortunata collaborazione di Ludovica Sorbillo con la Mattel con crema di ricotta rosa (fuscella + pomodoro), fiordilatte di Napoli, olio extravergine di oliva e basilico.

Un assaggio del reparto fritti segna la differenza tra la croquette di patate di scuola napoletana (3,50 €) con quella romana del Trapizzino e della Gatta Mangiona che – faccio il campanilista – preferisco. Panatura sottile, ma la croccantezza delle romane fa segnare un punto in più sul tabellone giallorosso.

E ora tocca a voi. Mettervi in fila per assaggiare la pizza a ruota di carro di Gino Sorbillo che promette di far girare il mondo della pizza a Roma in maniera ancora più vorticosa.

Scommettiamo?

Lievito Madre a Roma. Piazza Augusto Imperatore. Roma