L’annuncio ufficiale è arrivato su Instagram: Stefano Callegari aprirà un nuovo – quinto – Trapizzino:

Lo avete chiesto in tanti. Dopo Roma, Firenze, New York e Milano, Trapizzino arriva a TORINO. Siete pronti?

Un trapizzino che spunta teatralmente da una tenda rossa socchiusa, una polpetta al sugo che occhieggia – la scritta TRAPIZZINO TORINO MARZO 2019 e nient’altro, ma tanto è bastato a suscitare un’ondata di turbamento nei compassati gourmet torinesi, con commenti entusiastici (forse uno solo chiedeva lumi su cosa stesse succedendo), centinaia e centina di “mi piace”, e – insistente – la richiesta della conferma della località in cui sorgerà questo nuovo locale. Tutti parlano di Porta Palazzo, zona al centro di un’importante riqualificazione che dovrebbe vedere protagonista non unico, ma importante, il cibo.

Poche parole sul trapizzino e su Trapizzino: si tratta, per chi non lo conoscesse (tipo l’instagrammer del commento), di un triangolo fatto di pizza (bianca) a foggia di tramezzino, aperto sul lato lungo e farcito.

Nato a Roma su idea appunto di Stefano Callegari, ha riscosso subito grande successo, anche perché propone come farcitura la rielaborazione in stile-panino dei classici della cucina romanesca, oltre a quelli italiani e internazionali.

Il successo ha portato alle aperture internazionali, e a quella milanese, seguita a un primo assaggio qualche anno prima durante una serata con la birra Baladin. Sarà stato l’assaggio, sarà stato l’effetto-Expo2015, sta di fatto che il locale è stato preso d’assalto già all’inaugurazione.

E ora, lo sbarco a Torino – che è la patria del tramezzino, padre del trapizzino (la madre, ovvio, è la pizza), nato nel 1925 al Caffè Mulassano di Piazza Castello a Torino come versione italica del suo parente inglese, il sandwich.

L’effetto-Expo probabilmente ha “contagiato”, seppure con una (troppo) lunga incubazione, anche gli amministratori torinesi, che nel presentare la ristrutturazione di Porta Palazzo e del suo Mercato hanno coniato il marchio “Torino capitale del gusto”. A parte che, e lo dico da milanese, la vera e unica capitale del gusto è Milano – forse si poteva trovare da meglio.

Scherzi a parte, il nuovo Mercato Centrale Torino – leggiamo in un articolo di Alessandra Iannello sul Messaggero –aprirà negli spazi del Palafuksas, con botteghe artigianali, una scuola di cucina, un lounge bar e un laboratorio didattico sul formaggio che sarà gestito da Beppino Occelli, marchio ormai storico della produzione casearia piemontese. E – ci viene da pensare – con il Trapizzino di Callegari.

Fra un paio d’anni dovrebbe essere pronto anche il Mercato del Pesce ristrutturato – anche qui, locali, street food, e un ristorante. Torino sempre più meta gourmet, a quanto pare, anche se con alti e bassi (si veda la chiusura, di queste settimane, di Piano 35).

[Immagini: iPhone Emanuele Bonati; le foto di Torino nell’ordine: Scopri Porta Palazzo / Corriere Torino e Pierre 5018]

[Link: Il Messaggero]