Il Moloch della ristorazione e della cucina italiana. Il ristorante tre stelle Michelin in grado di macinare fatturati da capogiro in barba ai soliti refrain dei pochi tavoli per coltivare l’ambito riconoscimento.

Da Vittorio, il ristorante della famiglia Cerea a Brusaporto, campagna bergamasca, è un modello di efficienza italica.

Ristorante e catering, hotel Gallia, Cantalupa, street food, eventi, l’altissimo standing e il pop. Una fusione perfetta guidata con piglio sicuro da Bobo e Chicco Cerea i cui “nick name” segnano la cifra dell’accoglienza.

Un locale non affettato – è il giudizio di amici e conoscenti che qui hanno fatto tappa – ma millimetricamente preciso.

Ci sono stato, ospite di amici, in quel di marzo e all’uscita nel giardino che digrada dalla collinetta su cui c’è il caseggiato che accoglie anche stupende camere d’albergo mi ero subito chiesto se quello sarebbe stato il migliore pranzo dell’anno 2018.

Per me hanno vinto anche nello scontro pluristellare che ha allietato questo mio anno.

“Almeno una volta nella vita” sarebbe il titolo giusto da abbinare a un racconto del Da Vittorio. Lo dico subito perché la carta del ristorante tristellato ha una voce costo impegnativa. Anche se la formula Pranzo d’Affari (80 €) servito tutti i giorni esclusi i festivi e la domenica permette di avvicinarsi a questa tavola e assaggiare un piatto storico come i paccheri alla Da Vittorio.

Centrare con il massimo punteggio i 5 obiettivi della Guida Michelin non è affare semplice, ormai lo abbiamo capito tutti.

Ricordiamoli questi 5 punti.

1. Qualità della materia prima
2. Tecnica di cottura
3. Personalità della cucina
4. Costanza nel tempo
5. Rapporto qualità-prezzo

Al vostro cronista in questa occasione mancherebbe il punto che maggiormente infervora le discussioni tra appassionati, cioè il numero 5.

Mi difendo, permettetemi, copia incollando il giudizio dell’ispettore Michelin che in poche righe sintetizza con efficacia questo ristorante.

In una villa sulle prime colline bergamasche, Da Vittorio è la gioiosa immagine della generosità e della laboriosità familiare. Elegante ma non ingessato, sontuoso ma non freddo, i clienti sono accolti con affettuosa e spontanea amicizia, mentre dalla cucina sopraggiunge una memorabile carrellata di piatti che, per quanto tecnici ed elaborati, puntano soprattutto ad un gusto pieno ed opulento. Se alla base vi è un’accurata selezione delle migliori materie prime – scampi di Mazara del Vallo, carni piemontesi, funghi nostrani, tartufi d’Alba e una quantità indescrivibile di altri ingredienti che viaggiano ogni giorno dai luoghi di origine alla cucina del ristorante – le preparazioni si caratterizzano per il loro forte impatto scenico, nonché per l’esasperata precisione sia di esecuzione che di sapore. “Tradizione e genio creativo”: la formula vincente che rende la sua tavola unica. Merita il viaggio!

Una fiche dunque la punterei ed è per questo che sono partito dal rapporto qualità-prezzo. Almeno una volta all’anno e se per voi è possibile una al cambio di menu o ogni mese, ben venga. Capitalizzerete una notevole felicità.

Percorso perfetto, non una sbavatura e un piatto su tutti, Uovo all’Uovo.

Un vassoio dei pani e dei lievitati che è una droga e invita a una spontanea scarpetta.

Lo scampo appena scottato è il mare che ci piace.

Gli spaghetti di ventresca di tonno con pistacchi su bagna cauda danno corpo a quella combo tradizione e genio creativo evocata dalla Guida Michelin.

L’ho anticipato: Uovo all’Uovo è una mano vincente con gli strati di crema di patate, uovo di quaglia, uovo di salmone e il Beluga iraniano a completare.

Meraviglioso il risotto con gambero di Oneglia alla brace, la sua bisque, crema di carciofi e carciofi croccanti, riduzione di bitter Campari con polvere di carboni vegetali.

Mare e ancora mare con i rossetti in tempura, chips di patate e spuma di pastinaca con polveri di limone e liquirizia.

La foglia di verza nasconde un trancio di rombo in casöeula, verza (buonissima), chips di polenta croccante con il ristretto a finire il piatto.

Sfera di cioccolato bianco, cuore di mandarino da fare esplodere in bocca, gelato al biscotto e chips di cioccolato.

La mela verde e il sedano a resettare il palato.

I Cerea vogliono farvi divertire e la preparazione del dripping di dolci eseguito rende i commensali protagonisti della scena. Si fa quasi fatica ad assaggiarlo sconvolgendo la composizione.

C’è tempo per un assaggio di panettone (allora) fuori stagione, e per le coccole dei cannoli.

I dolci immersi nello zucchero filato è per ritornare bambini.

E se non vi basta, c’è il carrello dei bonbon – buonissimi – per finire di leccarsi le dita.

Io, noi, ci siamo veramente divertiti e abbiamo mangiato benissimo.

Lo ripeto, almeno una volta nella vita Da Vittorio dovete andarci.

Da Vittorio. Via Cantalupa, 17. Brusaporto (Bergamo). Tel. +39 035681024