Con l’arrivo del caldo il centro di Ostia brulica di vita, tra famiglie a passeggio, turisti di ritorno dalla spiaggia, romani in cerca del ponentino serale. Proprio a ridosso della zona pedonale, in via della Stazione Vecchia 5, a poca distanza dal lungomare, si affacciano le vetrine di Komorebi, che propone piatti e mixology in stile giapponese, con aperture alla cucina cinese tradizionale.

Non si tratta del solito all-you-can-eat o del cinese ‘riconvertito’, ma della scelta del proprietario, Cristian De Luca, di esaltare il meglio della cucina orientale, senza creare mix artificiosi. Tre food zone ben distinte infatti si occupano delle macroaree in cui è divisa l’offerta: piastra teppanyaki, vaporiera e sushi.

In cucina tre diversi chef, uno addetto alle cotture al teppanyaki, uno al sushi bar e uno alla vaporiera si preoccupano di mantenere distinte le varie preparazioni,  che si tratti di ravioli di gamberi, gyoza o bao, preparati secondo le ricetta tradizionali e cotti nei caratteristici cestelli di bambu.

O dei sushi e sashimi, che nel menu sono articolati in diverse dimensioni (da 5,50 € il Salmon da 4 pezzi ai 39,50 € del Sushi & Sashimi large, che comprende anche nigiri e hosomaki). Immancabili il tonno (rosso di Gaeta e bianco) e il salmone, ma ovviamente anche spigole, ricciole e i tagli del pescato che da queste parti arriva freschissimo ogni giorno. Battuti e carpacci di tradizione più nostrana (accompagnati comunque da condimenti giapponesi) si trovano nella sezione Antipasti.

L’area teppan si divide tra carne, pesce, crostacei e verdure, piastrate secondo ricette tradizionali. Manzo, pollo, ma anche costolette di agnello servite con una salsa a base di umeboshi, mirin e sake, oltre al wagyu, che a quanto pare da prelibatezza ricercata e rara si sta diffondendo con una certa rapidità.

Una buona parte del menu è costituita dai roll, divisi in hosomaki e uramaki,  tra i 5 e i 12 €, da 6 o 8 pezzi, a seconda degli ingredienti e della preparazione. Una scelta in linea con l’approccio generalmente svelto di questo locale, strutturato per il pre- e l’after- dinner oltre che per pranzo e cena veri e propri.

L’ampia zona mixology è parte integrante del format, nato anche dalla consulenza di Alessandro Montedoro (che ha curato anche la recente riapertura del BOA, il birrificio artigianale di Ostia), con una drink list non marginale rispetto al menu, che prevede whisky giapponesi, sakè e tecniche di miscelazione importate dal Sol Levante.

La sezione dessert, il tallone d’Achille di molti ristoranti orientali, continua a parlare giapponese con alcune delle specialità tradizionali. Spiedini di dango al caramello, mochi (in questo caso ripieno di fragole) e devo dire un ottimo dorayaki ai fagioli azuki.

Il grande pregio di Komorebi è la sua versatilità, in grado di offrire cibo giapponese di qualità a un pubblico molto ampio: che siano gli amanti degli aperitivi e chi indugia in spiaggia fino all’ultimo sole, che con con una ventina di euro o poco più soddisfano palato e curiosità, o chi sceglie di trascorrere una serata dai sapori orientali, seduto al tavolo o al bel bancone, osservando i bartender operare le loro magie.

Per una cena completa si spendono intorno ai 35-40 €, qualcosa in più se ai vai piatti si abbinano cocktail anziché il più classico calice di vino.

Komorebi. Via della Stazione Vecchia 5. Ostia (Roma). Tel. +39 06 69416093