Se è vero che abocar in spagnolo significa avvicinare, è vero anche che non potevamo attenderci migliore conferma dell’aspettativa suggerita dal nome Abocar Due Cucine di questo nuovo ristorante stellato di Rimini.

Avvicina, nel senso di unire, anima e corpo; avvicina Mariano Guardianelli e Camilla Corbelli, compagni nella vita professionale e privata; avvicina il cliente a un concetto di cucina fresca, giovane e finalmente briosa.

Una coppia perfetta e ben rodata: lui, argentino di nascita e italiano di origine, si esprime in cucina con uno stile fortemente identitario tra anima “caliente” e genialità italiana. Lei, riminese di origine e rientrata nella città natale dopo importanti esperienze tra i fornelli di rinomati ristoranti d’Europa, sfoggia in sala il suo savoir-faire ed elegante leggiadria. Le due anime di questo locale dialogano dunque alla perfezione, con una offerta gastronomica che, nonostante “tecnica” e “di rigore”, esprime appieno una freschezza sorprendente, frutto della profonda passione di Mariano, ed un servizio, snello ma presente, che sembra confondersi per eleganza tra le piacevoli tonalità écru dell’ambiente.

Le proposte dello chef colpiscono indubbiamente per il forte ancoraggio alla materia prima di cui dimostra attenta conoscenza: i suoi piatti, infatti, danno voce esclusivamente a piccoli artigiani locali e del nostro Paese, cui si affiancano armonicamente eccellenze della sua Argentina, per un risultato complessivo che stupisce per equilibrio e brio. Incuriosiscono, quindi, le creazioni di un menu volutamente contenuto nelle quali si ritrovano il suo sapere e la sua esperienza, filtrate attraverso una mente lucida, retta da una mano creativa con forte senso del gusto.

La sala è il regno di Camilla, che svela un poliedrico talento nel relazionarsi con il cliente, nonostante studi e percorsi da cuoca l’abbiano vista viaggiare tra Ca’ Sento in Spagna, Uliassi e David Toutain a Parigi.

Abbiamo ritrovato un Abocar maturo da quel lontano 2013, anno di nascita del ristorante-progetto, quando i due giovani iniziavano ad esprimere il loro credo attraverso una cucina non pienamente consapevole, in cui si intravedevano pacata innovazione e carattere prorompente. Quello stesso vigore che si coglie oggi nel menu e nella cura del dettaglio, nel binomio perfetto tra le varie anime del locale, ma arricchito di consapevolezza e da una solida filosofia.

Capaci di intrigare il palato, le portate assaggiate paiono muoversi tra un “io” argentino e un “es” italiano, lungo il fil-rouge della intelligente fusione multiculturale e della tecnica a servizio della passione.

Il cavolfiore in crosta di pane, crema di noce affumicata e scaglie di tartufo, infatti, regala inaspettati sapori di sottobosco e di tipiche giornate autunnali.

Piatto storico, la seppia, purea di carote e fonduta al brie si muove tra elogio alla tradizione riminese più verace e mano consapevole che dona una sorprendente armonia ad ingredienti così apparentemente lontani.

Ben studiato, per contrasti cromatici, di consistenze e di sapore il piatto dedicato alle verdure, che affascina l’occhio per tonalità cangianti ed appaga il gusto con ragionate variazioni di crucifere e tuberi magistralmente marinati e lavorati con differenti tecniche.

La pancia cotta nel suo grasso, finita sulla brace, accompagnata da tamarindo e fugazzeta è un omaggio ben riuscito all’Argentina: la finitura, infatti, impreziosisce la pancia, tenera e scioglievole, con vaghi “ricordi” dell’asado sudamericano, mentre il contrasto dolce/amaro del tamarindo e la cipolla cotta lungamente alla brace (fugazzetta) rendono il boccone un divertente gioco tra retrogusto “tostato” e vaghi sentori fumé.

Compagni del viaggio gastronomico, calici accuratamente selezionati da Camilla da una carta giustamente profonda, nella quale trovano espressione piccoli vignerons e le principali aree vitivinicole italiane ed estere.

Conclude piacevolmente il percorso una simpatica carta di Gin&Tonic, caratterizzata anch’essa da sapiente artigianalità e autenticità delle etichette rappresentate.

Un’esperienza “divertente” e atipica per uno stellato; un gioco interattivo con il cliente al quale far scoprire, attraverso il gusto, l’indole nascosta di un nuovo concetto di ristorazione.

Il menu degustazione con 8 portate scelte dallo chef costa 75 €

Abocar Due Cucine. Via Farini 13/15. Rimini. Tel. +39 0541 22279