Non è il solito locale del Pigneto, il The Gipsy Sushi & Cocktail Bar che apre domani in via Giovenale 14c a Roma.

Lo ha inventato Manuele Giordani, bartender con una sostanziosa esperienza dietro al bancone del The Corner, già dal 2016 papà del The Gipsy Market, catering che sposa missologia e sushi contaminato con la cultura gastronomica italiana per eventi privati, feste e occasioni importanti. “Il mercato più di ogni altra cosa esprime la contaminazione tra culture e la kampina  (il carro, ndr) dei gitani ispira a ricercare senza fermarsi mai”, spiega.

Dalla sua valigia di viaggiatore, Manuele ha scelto i pezzi e le atmosfere che meglio rappresentano il suo concetto di ristorazione: arredi comodi e d’antan, tessuti imbottiti, legno e oggetti che sono appartenuti a qualcuno, che hanno visto altri mondi e altre epoche. Chicchere e piattini, ceramiche decorate, bordi d’oro zecchino non sono esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un sushi bar.

L’impatto è tra il salotto buono delle case di una volta e i foyer dei piccoli teatri off-off, quelli con le tende legate dai cordoni di seta ritorti e le poltroncine basse.

Perché c’è qualcosa di teatrale nella preparazione dei cocktail e del sushi, una gestualità rituale che fa parte dell’esperienza gastronomica. “Vorrei che questo locale diventasse un posto dove rilassarsi e godere i piaceri della vita, – racconta Manuele – dove si può giocare e sperimentare con i sapori per creare qualcosa che prima non c’era, come è nello spirito bohemienne un po’ fiabesco che ho voluto riprodurre  nel locale”.

Un salto attraverso lo specchio, un portale dimensionale, come quello di Alice nel paese delle Meraviglie, che ha ispirato i decori di bagno e antibagno, dipinti a mano.

Gipsy Bar è aperto per ora tutti i giorni, almeno in fase di lancio, per cena e dopo cena. “La cucina chiude alle 23:30 – mi spiega Manuele “ma non è che finisce la serata. Il bar è aperto fino alle 2 di notte, sono tutti benvenuti a trascorrere piacevolmente il tempo con noi”.

La cucina è affidata a Marilena Fraschetti affiancata da Eduardo Portella e Diego Attìco, già operativi nel catering Gipsy Market, che qui avrà dal 1 ottobre il suo laboratorio permanente, “a meno di grandi eventi, in quel caso ci appoggiamo nelle cucine di Magnolia, il nostro cliente top”.

La mixologia è naturalmente il regno di Manuele, grande appassionato di gin  – “per ora ne ho solo una quindicina di etichette” ci ha confidato – affiancato da Francesco Cipollone (nella foto è intento a preparare un Belle Epoque, sotto, cocktail a base Bourbon addolcito da liquore alla ciliegia) .

I cocktail in carta sono autoriali, e utilizzano anche ingredienti home made, come i distillati aromatizzati con fiori, frutta e spezie. Cavallo di battaglia è il Gipsy Sour, realizzato con un gin al pepe rosa, di rigorosa produzione del Gipsy. Costano 8 o 10 €.

Oltre alla carta dei vini, che conta non troppe referenze ma interessanti, sia italiane che francesi, arriverà presto anche la carta dei sakè, come ci si aspetterebbe da un sushi bar, per quanto contaminato. Nel frattempo ci possiamo accontentare di un gin tonic al 100% – questo sì – giapponese.

Il menu si articola in tre tipi di entrée e due linee di uramaki roll in otto varianti. L’uso dello stampo dell’omonimo dolcetto per dare forma al riso caratterizza le Madeleine del Gipsy (3,50 € ciascuna), nigiri servito in quattro versioni: i piu classici salmone o tonno (ma entrambi leggermente marinati) e le insolite tartare di manzo esotica e crema di mortadella con granella di pistacchio. Il tris di sushi burger (9 € il piatto) ammicca al fast food e si presenta con tre mini panini con farciture diverse: salmone all’arancia & pimento, ratatouille di verdure e tartare di manzo speziata.

Il Gipsy Tramè (8 €) celebra la romanità del triangolino di pane, che stavolta è di riso, con farcitura a scelta tra: tonno limone e pepe, salmone uva sultanina e scalogno o tartare di manzo olive e uva sultanina. Sono conditi avocado, cetriolo e maionese giapponese speziata.

Sugli uramaki roll (8 o 10 € ciascuno) il Gipsy Bar si sbizzarrisce con accostamenti nippomediterranei molto gustosi in realtà, come la marinatura bourguignonne o il carciofo, e il risultato è piuttosto equilibrato. Per le basi di riso il Gipsy Bar ha optato per un seme giapponese che però cresce in Italia (distribuito da Nipponia, come gli altri prodotti per sushi), che ha la caratteristica di non risultare gommoso una volta freddato e pressato. “Gli italiani sono esigenti con il riso come con la pasta, non piace a tutti la sensazione tipica del riso giapponese sotto i denti”.

Anche gli uramaki sono disponibili con ripieno di tartare di manzo, per chi non ama il pesce, e in versione 100% vegetale per vegetariani e vegani.

Un menu a parte è dedicato alla pasticceria: Frantesca Tiranti, seconda classificata a Bake Off Italia 2016 è la chef patissier del Gipsy Bar, per il quale ha espressamente pensato quattro linee di dessert abbinabili sia ai piatti che ai cocktail in carta. Esotica (sopra), a base mango e passion fruit, mousse di ananas e biscotto al cocco con la crosticina croccante di burro di cacao;  Ace, carrot cake moderna con bagna allo sciroppo d’acero; Frutti di bosco, cheese cake con bagna al karkadè e Caramel nuts, namelaka alla noce con pralinato alla nocciola. Per un abbinamento ideale, gli elisir usati per i cocktail diventano anche le bagne utilizzate per i dolci, che costano 8 €.

I coperti sono pochi, una ventina, e questo rende possibile una cucina espressa: i piatti vengono preparati e i dessert montati sul momento. Il servizio in sala è gestito direttamente dai bartender, Manuele e Francesco, che non vedono l’ora di raccontarvi le mille storie nascoste in ogni bicchiere.

The Gipsy Bar.Via Giovenale 14C, Roma.