Mille le anime di Master Taste, interessante ristorante indiano di Vicenza. Un po’ Suq con quei profumi inebrianti della cucina speziata, un po’ “mediterraneo” per la calda accoglienza della giovane titolare (Gioia), un po’ luogo non luogo in cui il momento del pasto non è un mero bere e mangiare.

Qui, infatti, il desinare diventa una full immersion in una cultura assai lontana da quella d’Occidente, non solo per una cucina fortemente autentica, ma anche per quella cornice, fatta di ospitalità e professionalità, che riesce a rendere “diverso” questo ristorante. Sarà per il forte legame che unisce i due giovani intraprendenti titolari (compagni di vita e lavoro), sarà per quell’ambientazione dal fascino d’antan, sarà per quella calda ospitalità, ma qui l’esperienza è certamente una sana espressione della tradizione enogastronomica del Paese.

Gioia, nata e vissuta a Napoli, riesce con quel savoir-faire tutto campano, ad accogliere il cliente, incuriosendo tanto l’avventore con golose proposte enogastronomiche, tanto l’habitué che si lascia consigliare su nuovi abbinamenti di una cucina tutta da scoprire. Da Master Taste, infatti, si gustano pietanze bengalesi, per via delle origini del marito Junon, che ben si destreggia tra fornelli, spezie e tandoori, regalando piatti dal gusto netto, sorprendentemente armonico, nei quali la buona qualità della materia prima è esaltata da una mano capace e da una speziatura fine, mai invadente e che mai sovrasta la piacevolezza complessiva.

Punto di forza del locale, il tandoori trova ampio spazio in un menu che, nonostante “ricco” e forse eccessivamente lungo, riesce a garantire la freschezza delle preparazioni grazie a Junon e al suo affiato team, quotidianamente alle prese con le lente cotture del tandoori e con le sue peculiarità. Tante, molte quelle di questa antica tecnica di lavorazione, sulla quale il giovane Junon ha studiato e investito, acquistando un forno originale dalle dimensioni notevoli, del quale sembra aver appresso tutti i segreti.

Affidandoci ai consigli di Gioia ed optando per un percorso di degustazione, scopriamo l’essenza più profonda delle tradizioni culinarie bengalesi, l’espressività e le capacità dello chef che – senza dubbio – colpisce per la delicata eleganza dei suoi piatti. Non solo tecnica, dunque, ma anche tanto cuore alla base di ogni ricetta: se i samosa (foto in apertura) intrigano il palato con un perfetto mix tra verdure e spezie e per una riuscita frittura, il tandoori di pollo (meno, ma comunque buono, quello di agnello) cattura l’olfatto grazie a delicate nuance orientali, e il morso con la perfetta succulenza della carne, la dosata aromaticità, l’eleganza di una cottura ancestrale. Morbido e mai stucchevole, reinvita al boccone successivo, in abbinamento al tradizionale riso servito assieme a lenticchie e ceci. Da non dimenticare, il nan, il tipico pane cotto nel forno d’argilla e proposto in numerose varianti: tutte, dalla classica a quella con patate e spezie, rivelano una buona padronanza anche dell’arte della lievitazione.

L’angolo del bere si compone di birre indiane (nella versione Bionda, Empire IPA e Lion Stout) e di un paio di etichette di vini del territorio, semplici e di pronta beva che, tuttavia, reggono bene il passo delle portate.

I dolci sono una fedele interpretazione delle tradizioni orientali: ricchi di zucchero, spesso abbinati a miele e vaniglia, si riconoscono per freschezza e per una mano “genuina”. Spiriti e liquori a base di cardamomo e/o altre spezie locali chiudono piacevolmente il pasto. Così come il sorriso di Gioia completa l’esperienza, congedando il cliente o l’avventore che spera in un prossimo ritorno.

Master Taste. Corso S. Felice Fortunato, 344. Vicenza. Tel. +39 0444 193 3426