Un bicchiere di vino al giorno toglie il medico di torno: è veramente così? Ci si chiede quanta verità ci sia tra quello che ancora non si è capito se sia effettivamente mito o realtà, quanto ci sia vero e quanto di esagerato.

Il dottor Edoardo Gronda dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) MultiMedica di Sesto San Giovanni (Milano), in un articolo pubblicato su Medicamente.com sostiene che il vino rosso contenga una sostanza chiamata resveratrolo, una molecola della famiglia delle fitoalessine dalle proprietà anti-ossidanti e anti-coagulanti, benefiche per la circolazione sanguigna. Sulla base di ricerche, condotte però – c’è da sottolineare – su topi da laboratorio e non su esseri umani, si è arrivati alla conclusione che il resveratrolo previene malattie cardiovascolari, demenza senile e morbo di Alzheimer.

Risultati che, comunque presi con le pinze, sembrano promettenti. Ma che non devono essere giustificativi di un consumo eccessivo di vino! Lo stesso Gronda fa però presente che il consumo non deve essere superiore ai 150 ml, oltre che assunto da individui fisicamente sani e senza particolari patologie o disturbi alimentari o cardiovascolari. Ma quanta sostanza benefica c’è un calice di vino?

La ricerca stilata dal Journal of the American Medical Association, smentisce completamente quanto affermato dai meneghini. Lo studio condotto dai ricercatori della John Hopkins University, dell’Università di Barcellona e dell’Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani di Ancona ha coinvolto un numero di quasi un migliaio di consumatori di vino, in una fascia di età intorno ai 65 anni: sono stati confrontati i livelli di resveratrolo nel sangue dei vari soggetti con i parametri ematici correlati ai processi infiammatori o di degenerazione cellulare. Ed è emerso che non sussiste alcun positivo collegamento tra questa molecola e il rallentamento dei processi degenerativi.

Anzi, il dottor Carlo La Vecchia, del dipartimento di epidemiologia dell’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, ha invece messo in risalto il fatto che l’etanolo prodotto dall’alcool contenuto nel vino sia invece dannoso per il corpo sul lungo termine. Ma anche qui occorrono fare le dovute precisazioni! Lo stesso dottore ha sottolineato che un consumo regolare, ragionato e moderato di bevande alcoliche – di qualsiasi tipo, non solo vino – non porta alcun effetto, che sia positivo o negativo, sulla salute dell’uomo. È altrettanto però doveroso specificare, ancora una volta, che il discorso non è valido per tutti: è infatti altamente sconsigliato alle donne incinte e alle persone non in salute il consumo di qualunque tipo di sostanze alcoliche.

Lo stesso dottore ha inoltre chiarito un punto: nel vino c’è più alcool che resveratrolo. In pratica, le controindicazioni sono superiori ai benefici che questo comporta (il cosiddetto “paradosso francese”). La quantità di questa molecola miracolosa contenuta nel vino è così bassa che per assumerla occorrerebbe bersi più di un bicchiere di vino al giorno. Vanificando di fatto tutto il discorso.

Di medesimo avviso è anche la biologa nutrizionista Giulia Vincenzo, che in un’intervista sulla rivista online di Marie Claire, è sulla stessa cresta d’onda della comunità scientifica. Di tutt’altra idea circa il consumo: secondo la dottoressa il consumo regolare di vino e sostanze alcooliche è qualcosa di non naturale per il nostro organismo, che deve essere sottoposto ad uno sforzo maggiore del previsto per smaltire l’etanolo. “Paradossalmente” – sostiene – “è meglio fare una bevuta più consistente una volta ogni tanto”, che quotidianamente, poiché “tra una bevuta e l’altra il fegato ha più tempo di riprendersi”.

Insomma, il mantra è sempre lo stesso: bere sì, ma con moderazione e pari passo ad una dieta sana e bilanciata. E non da intendersi come assumere un elisir di lunga vita o una medicina agli eccessi alimentari.

[Testo: Manfredi Scarinci. Link: Marie Claire]