Coronavirus: come faranno i ristoranti in inverno senza tavoli all’aperto?

Coronavirus: come faranno bar, ristoranti e pizzerie in inverno senza più i tavoli all'aperto e i dehors che li hanno aiutati in estate?

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Riapre oggi l’Harry’s Bar a Venezia, che non ha tavoli all’aperto. Guerra a parte, le chiusure in novant’anni di onorata attività sono state solo due. Per i lavori di ristrutturazione, e nel 1990 per protestare contro il Carnevale, festa sottratta ai veneziani e consegnata ai turisti.

È un bel segno per Venezia e per i ristoratori della città, messi a dura prova da questi mesi durissimi.

E Arrigo Cipriani, 88 anni, dall’alto della sua esperienza, azzarda qualche risposta alla domanda che assilla i ristoratori italiani. E non solo loro.

Il decreto “Rilancio” ha permesso a bar, pizzerie e ristoranti di recuperare parte della capienza persa all’interno causa distanziamento imposto dal COVID-19. Sono stati occupati marciapiedi, aree di sosta e strade senza pagare la TOSAP, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, sospesa dal provvedimento del Governo fino al 31 ottobre.

Ma cosa succederà se con l’autunno e il freddo il contagio dovesse riesplodere? Ci auguriamo di no, ovviamente, ma come faranno i locali senza i tavoli all’aperto che in estate sono stati una boccata d’ossigeno provvidenziale?

Arrigo Cipriani, intervistato dal Gazzettino, ha spiegato come farà lui nello storico locale veneziano a due passi da piazza San Marco. Certo, l’Harry’s Bar è un locale conosciuto in tutto il mondo, posto in una città ad altissima densità turistica, anche se azzoppata dal Covid.

Tuttavia, alcuni suggerimenti possono tornare utili a tutti i ristoratori.

I 4 suggerimenti per aprire senza dehors con il coronavirus

  1. “Il servizio si svolgerà solo al piano terra, ma con solo la metà dei coperti. Il piano sopra sarà per gli eventi speciali. E se ci starà meno gente significa che li faremo pagare di più” (a metà tra battuta e reale intenzione).
  2. “Il mio locale era a posto anche senza regole anti-Covid. Detesto l’odore di cucina, ho un impianto di condizionamento da 40 hp, con ricambio dell’aria 18 volte all’ora. Terrò le finestre spalancate, sarà come stare all’aria aperta. La gente si terrà il cappotto”.
  3. “All’ingesso ho rimesso le porte da saloon e avrò soltanto una trentina di coperti per assicurare il distanziamento di un metro. Ovviamente mascherine e detergenti per le mani. I miei 15 cuochi rimarranno, ma dovrò fare a meno di un po’ del personale e in mezzo alla settimana, mercoledì e giovedì, terremo chiuso”.
  4. “A Venezia qualche segno di ripresa c’è, anche se ancora timido. Ma domina ancora il turismo modi e fuggi, il visitatore giornaliero. Gran parte degli hotel sono ancora chiusi e pochi turisti si fermano per una settimana. Ma l’Harry’s Bar riapre per loro, per dare un servizio a questo tipo di turisti. E credo nella rinascita di Venezia, nell’arrivo di nuovi cittadini. Ci vorranno dieci anni almeno per vedere un vero cambiamento”.

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