Eataly Roma. Vieni a vedere se le 3 birre Dogfish convincono anche te

Eccola la linea americana del Birreria Eataly Roma con Sam Calagione, non presente fisicamente per motivi logistici, che ha voluto fortemente che a Eataly Roma fosse contemplata una rappresentanza delle sue birre, oltre alla Joint venture con Birra del Borgo e la loro My Antonia.

Leonardo Di Vincenzo, Teo Musso e Brooks Carretta ci introducono in questo viaggio stars and stripes, allacciatevi le cinture (che dopo vi servono….).
Dopo una chiacchierata introduttiva  a base di Duchessa, la Saison al farro di BdB, e Nora , birra antica dai sentori mediorientali di Baladin senza luppolo sostituito da una resina della famiglia della mirra, Leonardo e Teo raccontano di Eataly, del progetto e delle loro birre, specificando che la loro volontà è di creare un laboratorio dove usciranno dei prodotti one-shot (una botta e via…) e di instaurare altre collaborazioni con altri amici produttori, mentre la Golden Ale Birreria la si può definire la birra ufficiale di Eataly Roma, presente sia nel brewpub che in tutti i ristorantini del megacentro capitolino.

I nomi di queste collaborazioni saranno quelli di grandi donne di oggi e del passato, così come nella tradizione di Baladin e infatti la Tina (la Dark Mild) è dedicata a Tina Turner mentre la speziata ambrata Urma è una variazione di Uma Thurman.

Ma passiamo a Sam Calagione: 3 sono le birre presenti a Eataly Roma, grandissima la volontà di Sam di esserci, nonostante una produzione che riesce a coprire solo il mercato americano, così come accade per molti produttori artigianali d’oltreoceano.

Raison d’être, birra ispirata alle grandi tradizioni belghe ma…. una Barley Wine non barley Wine che funziona come una Barley Wine…
Prodotta con zucchero di canna belga e uva passa verde, si presenta ambrata carica con riflessi rubino, la schiuma non persistente, al naso è profumatissima, consistenza di mescita, odore e sapori ipercomplessi la fanno sembrare una Barley Wine, ma la gradazione comunque alta ma di soli 8° (mica cotica!) non la inseriscono nello stile, anche se Brooks ci fa sapere che una volta l’ anno viene brassata una versione a 12° e allora sì, siamo nel mondo delle Barley Wine. Questa ale è nata come l’ alternativa definitiva ai rossi per accompagnare le T-Bone Steaks, le nostre fiorentine, e potremmo dire che sì, si cono riusciti.

La seconda birra è la India Brown Ale, come recita il sito “ Un incrocio tra una Scotch Ale, un India Pale Ale e una Brown americana, indiana Brown Ale è ben luppolata e maltata allo stesso tempo (è magia!)”. Prodotta con malto aromatico e zucchero di canna biologico con un dry hopping in stile IPA, si presenta rubino scurissima con un ampissimo cappello nocciola sopra, alla mia domanda se fosse caffettosa la risposta è stata no, infatti è cioccolatosa sia al naso che in bocca, complessa nei sapori e nella speziatura, rimane nonostante gli oltre 7° alcolici beverina e gustosa.

E siamo arrivati alla birra che mi ha conquistato (e messo KO ma non lo diciamo in giro…), la Midas Touch, Malto, Miele, Uva Moscato, Zafferano… e 9° (nove, sì). Prima delle birre serie “Antica” di dogfish, prodotta con gli ingredienti che sono stati ritrovati intorno la tomba di Re Mida, antichi di 2700 anni, è una birra dolce e secca al contempo. Sam ci dice dal suo sito che questa è una birra che trova i favori sia dei bevitori di birra che di quelli degli appassionati di chardonnay, si sposa con piatti di pesce e carni bianche, oltre che con piatti asiatici come il riso al curry.

Color albicocca  brillante, al naso frutta esotica, che poi ritroviamo in bocca accompagnata da altri sapori, tra cui lo zafferano appunto,  che ne affievoliscono il maltato e la fanno chiudere secca. Delle 3 presenti a Eataly Roma senza dubbio la mia preferita anche se i 9° non la rendono indicata a bissare la bottiglia (soprattutto in caso di guida).

Birre proposte a un prezzo nettamente superiore la media, ma la difficile reperibilità unita alla grandissima qualità espressa nel bicchiere danno ragione alla spesa.

Provare per credere!



9 commenti su “Eataly Roma. Vieni a vedere se le 3 birre Dogfish convincono anche te

  1. Se la Nora fosse prodotta senza luppolo, come scritto e sottolineato, non sarebbe classificabile come birra.
    Inoltre il luppolo oltre alle proprietà aromatizzanti e amaricanti è un conservante naturale.
    Dovrebbe essere prodotta con il minimo di luppoli consentiti dalla legge (se non vado errato).

    Attenzione a quello che scrivete.

    • Non te lo dico che l’ ha descritta così Teo Musso, così la responsabilità e la colpa di tale e siffatta contraffazione e alterazione della verità sarà solo mia.
      Perche’ ho capito che io, solo io, sempre io, anche io, nient’altro che io, proprio io ero il vitello dai piedi di balsa inventore di una storia falsa.
      La quantità di luppolo presente è talmente minima giusto per le doti conservatrici che praticamente la si può definire senza luppolo, se ho scritto solo senza luppolo perchè il gusto non è dovuto dal luppolo non penso che domani mattina mi vedrò alla porta la polposte e la FFGG…

  2. desideri caro ste birre saranno squisite sicuramente ma e’ noto che tu sia un incompetente…lo sanno anche i muri…quindi non ti atteggiare …non saresti in grado di distinguere birra dall’acqua piu’ scura del po

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