Cantine Aperte. Scrive l’inventrice Donatella Cinelli ColombiniTempo di lettura: 4 min

Ho inventato la giornata “Cantine Aperte” per puro caso. Era il 1993 e in Italia c’erano solo 25 cantine accessibili ai visitatori. Uno studio dell’Università Bocconi dava al passaparola il primo posto fra i sistemi di divulgazione del turismo del vino per cui bisognava portare fisicamente in cantina il primo anello della catena umana “bocca-orecchio”. Ma come fare senza soldi?

Mi venne l’idea di chiedere a 100 amici produttori toscani di aprire contemporaneamente le loro porte ai visitatori domenica 9 maggio. Accettarono per amicizia come i giornalisti che divulgarono l’evento. Nessuno credeva veramente che sarebbero arrivati i turisti invece il miracolo avvenne. 5.000 pionieri che a noi sembrarono un’enormità. L’anno successivo, la giornata Cantine Aperte interessava contemporaneamente 7 regioni per poi diffondersi rapidamente in tutta Italia. Per anni Cantine Aperte ha avuto il ruolo del locomotore del turismo del vino italiano consolidando, nei produttori, la fiducia nel potenziale economico della vendita diretta e nella fidelizzazione di una clientela competente e motivata.

Oggi, a distanza di 17 anni, in Italia si contano 154 Strade del Vino e 12.000 cantine visitabili. Sembra un sogno!

Ma chi sono le persone che trascorrono il loro tempo libero nei sotterranei di Bacco? Grosso modo li potremmo dividere in turisti per caso, turisti del vino e grandi appassionati. I primi sono spesso in gruppo, preferiscono visite brevi, con spiegazioni arricchite da aneddoti. I turisti del vino sono persone evolute che leggono di vino e assaggiano spesso. In cantina vorrebbero incontrare il produttore o almeno il cantiniere per avere da loro qualche perla di cultura enologica. Si aspettano di assaggiare cose nuove e le comprano volentieri anche quando sono costose. I veri appassionati sono quasi dei maniaci a caccia di bottiglie esclusive e di qualità stratosferica. Odiano le visite in gruppo e adorano le degustazioni fiume quelle che finiscono con bottiglie antiquarie.

Negli ultimi anni i turisti del vino sono cambiati: chi arriva in cantina è più giovane, spesso viaggia in coppia, progetta l’escursione fra le vigne come un intrattenimento o come un’avventura. In altre parole c’è chi vuole accompagnare la sua storia d’amore con cose belle e buone e chi cerca bottiglie introvabili per avere a casa una collezione di capolavori enologici.

Relax godereccio e esclusività a tutti i costi; ecco le due nuove motivazioni del turismo del vino del nuovo millennio.

Oggi la giornata Cantine Aperte è un appuntamento fisso per chi ama il vino e vuole vedere dove nasce. La lista delle 900 aziende in cui andare domenica 30 maggio è consultabile nel sito del Movimento turismo del vino (qui potete scaricare l’elenco completo delle cantine italiane che aderiscono a Cantine Aperte 2010). Ogni regione presenta opportunità da non perdere associando alla visita dei luoghi di produzione assaggi esclusivi, specialità gastronomiche, mostre, eventi e altre piacevoli proposte. C’è insomma qualcosa in più rispetto agli altri giorni dell’anno.

I giovani fra i 18 e i 30 anni avranno un’opportunità molto divertente: potranno partecipare al concorso “PerBacco” indetto dall’Enoteca Italiana – Ente nazionale per la valorizzazione del vino – (di cui sono vice presidente) all’interno del progetto “Vino e giovani”. Si tratta di inventare un’immagine, uno slogan o uno spot originale sul vino. Gli elaborati andranno inviati all’Enoteca Italia (Fortezza medicea Siena) entro il 12 giugno e quelli che risulteranno vincitori saranno realizzati.

Donatella-Cinelli-Colombini-gruppo

Nella mia cantina del Casato Prime Donne di Montalcino io le mie cantiniere aspettiamo i visitatori per offrire loro una visita guidata in cantina, dove le botti si alternano a dipinti sulla storia di Montalcino e alla nuova tinaia del vento costruita per vinificare il Brunello con i suoi lieviti autoctoni. L’assaggio prevede 10 grandi formaggi italiani abbinati a 10 dei migliori vini della fattoria. Spero che sarà un’esperienza piacevole per tutti.

Vorrei dare un suggerimento a chi desidera partecipare a Cantine Aperte e sta scegliendo i luoghi da visitare: le sorprese più belle vi arriveranno seguendo le tracce di bottiglie poco conosciute ma con grande personalità distintiva. E’ nelle loro cantine di provenienza che troverete produttori appassionati, autentiche eccellenze a prezzi abbordabili e nuovi amici. Difficilmente si hanno le stesse emozioni in una cantina celebre dove tutto è più prevedibile.

Prima di concludere, qualche consiglio per conciliare gli assaggi con l’alcool test. Bisogna ricordare qualche regola: dopo un assaggio abbondante, gli uomini hanno bisogno di meno tempo, rispetto alle donne, per tornare entro i parametri di legge. Le bollicine innalzano immediatamente il tasso alcolico nel sangue per cui vanno degustate solo all’inizio, bisogna evitare i superalcolici (grappa, brandy), infine è meglio fare la visita in cantina o nelle vigne dopo la degustazione e non prima. In ogni modo è meglio accompagnare il vino con una bella merenda ed evitare di rimettersi alla guida poco dopo aver bevuto, molto meglio fare una bella passeggiata fra le vigne.

E adesso, basta chiacchiere e passiamo all’azione: le grandi cantine italiane ci aspettano a braccia aperte.

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1 commento

  1. Ho partecipato lo scorso anno al fine settimana di svinatura anche con la mia bambina di allora 1 anno e mezzo e si è divertita tantissimo a mangiare l’uva direttamente dal grappolo…da buona intenditrice!!Naturalmente la location e l’ospitalità è stata eccezionale.

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