Brunello amaro. Il Tenuta Nuova 2001

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brunello-Tenuta-Nuova-2001-WS-bott“Obiettivamente e non perché adoro Giacomo, è un vino spaziale!”

Queste le prime parole pronunciate qualche sera fa da Roscioli davanti a una bottiglia di Tenuta Nuova 2001, il Brunello di Montalcino di Casanova di Neri che nel 2006 conquistò il primo posto – Wine of the year – nella famosa classifica annuale di Wine Spectator.

La bottiglia era felicissima, giovane e brillante. Naso complesso di frutti rossi, ciliegia in particolare con una bella e forte nota di grafite. In bocca armonico, di grande finezza e notevole struttura tannica. Lungo e preciso, scolpito, il finale. Un vino perfetto.

La vigna dove nasce questo capolavoro è molto bella, situata a sud di Montalcino, Giacomo Neri sostiene che questo conferisca al vino sapori mediterranei. In cantina la lavorazione è classica e lenta, fermentazione macerazione e affinamento in rovere durano 30 mesi.

vigneti-Casanova-di-Neri

Eppure non è piaciuto, anzi è andato di traverso a molti.

Colpisce che ancora oggi, a distanza di anni dai successi americani e dopo le polemiche successive alle (doverose) inchieste della Procura di Siena, Giacomo Neri e i suoi vini siano nell’occhio del ciclone additati come traditori della purezza e della tradizione.

Non abbiamo né l’intenzione né gli strumenti per dirimere le questioni legali aperte a Montalcino dalle inchieste, vale però la pena ricordare che Casanova di Neri fu una delle pochissime aziende di Montalcino a non imbottigliare nemmeno una goccia di Brunello 2002. Scelta obbligata per Giacomo vista la qualità irregolare della vendemmia, che nel suo caso assume un valore del tutto particolare proprio perché dopo i trionfi del 2006 restò un anno fermo al palo senza Brunello per soddisfare le richieste che gli arrivavano in cantina da tutto il mondo.

vinificazione

Azienda Agricola Casanova di Neri di Giacomo Neri. Località Casanova – Podere Fiesole. 53024 Montalcino (Siena). Tel. +39 0577 834455

9 Commenti

  1. Il 2006 è ormai così lontano. Sembrano dimenticati i giorni in cui tutti ORGOGLIONI del exploit Italico gonfiavamo il petto fieri di aver piazzato in vetta al mondo un nostro vino. In quei giorni anche il Wine Spectator ci sembrava più competente e meno prezzolato del solito. Il made in Italy con il vento in poppa e gli USA golosi e generosi negli acquisti, poi d’imporvviso il crollo finanziario e le inchieste toscane. Sembra lontano il fragore del successo e l’alternarsi continuo e inverosimile dei flash della ribalta. Oggi la Toscana non tira, Il sangiovese non ci emoziona più e il diavolo beve Merlot e Cabernet. Io so che in Toscana continuano ad esserci grandi vini e vado daccordo sia con il legno grande che con la barrique, il Merlot non mi fa paura e bevo volentieri anche il Cabernet. Spero solo che qualche grande piemontese non commetta degli errori facendo uscire qualche scheletro dall’armadio oppure che non si scopra che tutta questa borgognosa finezza, che sembra spopolare, non sia artificiosa tanto quanto certe marmellate del passato. Che botto mamma mia, non voglio neanche pensarci. 🙂

  2. ha risposto a jovica todorovic (teo): Teo, non impariamo niente dal passato! Purtroppo abbiamo sostituito feticcio con feticcio… Amo il Pinot nero da sempre, non ho mai amato i mertot meridionali… Ma diamine mi sta quasi venendo voglia iare gusti!di cab

  3. ha risposto a Cristiana Lauro: Mai parlato male, ma posso provarlo lo stesso 😉
    Il vino canta nel bicchiere, è un contratto che si perfeziona solo nel goderne… Non esistono vini buoni, carini e giusti in se… Per la procedura e lo stile, ma solo vini buoni, mediocri, cattivi o ottimi. Casanova spesso fa vini ottimi! È un fatto… Il resto è noia 🙂 ha ragione Teo una partitura già frusta…
    Ciao A

  4. Casanova spesso fa vini ottimi!
    Il Tenuta Nuova 2001 è un vino veramente buono, straordinario nell’esame olfattivo e superbo in quello gustativo.
    L’unica cosa che non mi è piaciuta è stata la politica commerciale, attuata dall’azienda subito dopo che il vino è stato premiato da W.S.
    Sono stati annullati ordini già fatti dai ristoratori, per ripromuovere le bottiglie in cassettine con altri vini.
    Strategia che ha portato l’azienda a vendere più caro Il Tenuta Nuova 2001, ma nello stesso tempo ha allontanato parecchi Ristoranti ed Enoteche dal comperare i vini dell’azienda negli anni successivi.

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