Assaggi. Sangiovese 2006 alla prova dei 9

Tempo di lettura: 3 minuti

Il pezzo di Cristiana sul sangiovese ha acceso la miccia e inauguriamo gli assaggi di scattidivino con una degustazione, appunto, di sangiovese del 2006 provenienti dalle principali zone della Toscana con la voluta eccezione di Montalcino (dedicheremo ai Rosso e ai Brunello una sessione specifica).

Abbiamo scelto i vini pensando “a una buona bottiglia di sangiovese” senza troppi limiti di denominazione e quindi di composizione. Nessuno dei vini assaggiati ha l’obbligo di essere sangiovese in purezza (anche se ce ne sono) e abbiamo cercato di schierare una selezione qualificata e rappresentativa.

As-sangiovese-tavolo

L’annata 2006 è stata complessivamente buona, anche se le prime uscite di alcuni vini base ci avevano fatto immaginare risultati migliori sui vini più importanti, specialmente nella zona del Chianti Classico; i vini che abbiamo assaggiato sono risultati tutti di alto livello e abbiamo anche trovato un paio di campioni.

La domanda iniziale è stata: ma questi vini ci piacciono? Da bere, chiaro, quasi tutti i 2006 sono già stati recensiti un anno fa e i giochi sono in gran parte già fatti (e questo spiega qualche assenza poiché alcuni vini non sono più reperibili con facilità).

As-sangiovese-scheda

La nostra risposta è nella classifica finale, complessivamente positiva e assolutamente non scontata, in cui abbiamo privilegiato un vino di livello assoluto e uno riuscito particolarmente bene, comunque tutti e due in gran forma. Complessivamente il sangiovese ci è piaciuto (anche a Cristiana!) e questi 2006, nella loro varietà di denominazioni, zone e stili, evidenziano interpretazioni anche molto diverse tra loro ma più rispettose delle qualità originarie dell’uva di quelle che avremmo potuto incontrare fino a qualche anno fa. Tutto bene, quindi? Qualche ombra resta. Tra i nove vini di cui vi parliamo abbiamo trovato qualche eccesso, qualche tecnicismo è ancora evidente e non tutto appare armonioso ma la nostra valutazione complessiva è positiva.

As-sangiovese-bicchieri

Tra le conferme la più impressionante è quella del Castello di Ama, due vini che sono la descrizione perfetta di un sangiovese di qualità e che sono perfettamente equilibrati nelle loro caratteristiche: il Bellavista è un giovane senatore, la sua nobiltà si rende disponibile con l’energia di un purosangue; il Chianti Classico è oggi perfetto, una bottiglia seducente.

Anche il Fontalloro e l’Asinone si confermano validi esempi di due vini che possiamo definire classici della moderna Toscana. Giovane e irruento il sangiovese di Felsina che è perfettamente riconoscibile nelle sue caratteristiche di potenza; preciso e scolpito il vino di Poliziano, anche lui molto tipico nella sua nobile bellezza.

Quercetonda e Don Rufina sono le piacevoli sorprese di questo assaggio. Non siamo certo noi di SdV a scoprirli ma siamo molto contenti di averli inseriti nella selezione e ve li raccomandiamo anche se non sono di facile reperibilità. Vale la pena cercarli.

Il Fabrizio Bianchi di Monsanto è ancora molto giovane, viene dal nord del Chianti Classico che dà sempre vini lenti a maturare e lo stile della casa asseconda questa naturale tendenza. Un po’ di pazienza e le iniziali durezze spariranno.

Discreti i vini di Monteraponi e Melini, due realtà che rappresentano gli estremi in termini dimensionali del Chianti Classico: due vini affidabili e molto equilibrati anche se meno fascinosi e personali degli altri.

4-bicchieri-scatti

ScattidivinoVino Cantina Anno G.R. 'E2000V WA
4 scattiChianti Classico Bellavista DocgCastello di Ama20062 br17,5596
4 scattiVino Nobile di Montepulciano Quercetonda DocgLe Casalte20063 b4
3 scattiDon Rufina riserva DocgFattoria di Colognole200616
3 scattiChianti Classico DocgCastello di Ama20062 br18492
3 scattiFontalloro Toscana IgtFattoria di Felsina20063 b16,5594
3 scattiAsinone Vino Nobile di Montepulciano DocgPoliziano20063 b18591
3 scattiFabrizio Bianchi Toscana IgtCastello di Monsanto200616,5488
2 scattiChianti Classico Campitello DocgMonteraponi200618,54
2 scattiChianti Classico Riserva La Selvanella DocgMelini20063 b17,5

La scheda tecnica della degustazione
Data e luogo: martedì 26 ottobre 2010, Trimani il wine bar a Roma
La commissione: Cristiana Lauro, Alessandro Bocchetti, Jovica Todorovic, Paolo Trimani

Legenda: G.R. = Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso (bicchieri); ‘E = Guida I Vini d’Italia de l’Espresso (punteggio in ventesimi); 2000V = Duemilavini Bibenda (grappoli) ; WA = Wine Advocate (punteggio in centesimi).

Foto: Vincenzo Pagano

19 Commenti

  1. Carissimi, noto con piacere che un posto libero per me lo lasciate sempre!
    Anzi ne vedo due…
    Mi son perso qualcuno?
    Ciao
    nic

  2. ha risposto a nicola massa: doveva esserci un ospite che ha dato forfè all’ultimo, per cause di famiglia… anzi lo saluto, ciao Riccà 😉
    Cmq molto interessante la degustazione è sempre utile fare un punto…
    ciao A

  3. Possibile partecipare anche solo come auditore a un vostro assaggio? Recentemente ho assaggiato Fontalloro 2006, molto giovane ma un vino eccezionale! La Lauro ha cambiato idea sul Sangiovese???

  4. ha risposto a Giacomo: mi diverte l’idea di far partecipare anche dei lettori di ScattidiVino agli assaggi…
    Ma dobbiamo sentire anche il capo… Paolo cosa ne pensi? 😀
    ciao A

  5. ha risposto a Giacomo: Le degustazioni sono aperte, ci mancherebbe! Io più che cambiare idea sul Sangiovese ho confermato quello che pensavo, non posso dirti i miei voti, ma guardacaso sono coerenti con alcuni vini citati nel pezzo che hai letto qualche tempo fa. Ci tengo a dire che la degustazione era veramente coperta. Grazie per il tuo intervento!

  6. ha risposto a nicola massa: I due posti mancanti sono per Vanghota e NANO NANO VACCI PIANO che sono sempre con Alessandro e con me, solo che a volte fanno i timidi…
    So proprio scemo!!!!
    😉

  7. ha risposto a mario: Scusi l’espressione Sig. Mario, e lungi da me prendere le difese della Sig. Lauro, che peraltro si sa difendere meglio da sola….ma che maroni!!! il solito intervento sospettoso ed accusatorio!
    Non ne sono al corrente perché non ero presente, ma immagino che tutte le bottiglie degustate siano in vendita presso l’enoteca Trimani di Roma.
    Secondo il suo ragionamento quindi, dovremmo impedire anche a Paolo Trimani, uno dei migliori intenditori di vino della capitale, di degustare e poi scrivere di vino?
    Ma secondo lei, la Sig.ra Lauro con tutte le ottime relazioni costruitasi professionalmente nel mondo del vino, ha bisogno di scattidigusto per promuovere le aziende con le quali collabora?
    Bastasse questo per averla vinta sul mercato signor Mario, bastasse una rivista online…
    Ma chi dovrebbe parlare di vino se non chi vive e lavora in questo mondo da anni?
    E poi, li ha visti i giudizi delle guide? A parte il Gambero, Castello di Ama é in testa su tutte le altre. In testa con voti alti, per alcune é al top, per altre poco ci manca.
    Si rilassi Mario, si beva un bicchiere del vino che piu’ le garba e non pensi che ci sia sempre del male dietro ad ogni circostanza. Vedrà il suo vino sarà ancora piu’ buono.
    A presto
    nic

  8. ha risposto a mario: Gentile Mario, mi spiace solo per l’apostrofo su “impressionante”, in quanto non mi impressionano i vini di Castello di Ama, semplicemente mi piacciono, appunto piacciono a me e come a me anche a molti altri appassionati di vino. Bizzarro il suo accento giacchè normalmente vengo etichettata come l’amica del Gambero Rosso. Andiamo, non mi dica che lei, così informato, non ha letto il mio nome sulla guida. Non aggiunga inoltre di non aver sentito parlare della mia grande amicizia col direttore Daniele Cernilli, non le crederei! Benchè non la conosca, noto con piacere che lei invece è informato sul mio conto, vero Mario? Ripeto, vero Mario? Fatte queste premesse le chiedo: Com’è che con tutte queste credenziali, onorificenze, canali preferenziali, Castello di Ama quest’anno non ha avuto i tre bicchieri del Gambero Rosso? Me lo dica lei, la prego, perchè io invece glieli avrei dati, ma il mio amico Cernilli invece no, e siamo grandi amici lo stesso. Grazie per il suo intervento, mi piace confrontarmi, davvero!

  9. Gentile Mario, la ringrazio per il suo breve intervento che permette a scattidigusto di mettere in chiaro ulteriormente un paio di considerazioni. Oltre al fatto che le bottiglie erano coperte (solo per scattare le foto sono state “scartate”) e un collaboratore di Paolo Trimani conosceva la combinazione numeri-etichette delle bottiglie che erano in un’altra stanza, è evidente che il risultato finale è dato dai giudizi di più persone. Comprendo la sua richiesta di trasparenza, ma noi non abbiamo voglia del lavoro di notai ed avvocati perché crediamo a un codice deontologico di autoregolamentazione, perché ognuno ci mette la faccia con tanto di nome e cognome (e mi dispiace dover dire che lei non ha fatto lo stesso), perché il mercato o gli operatori conoscono le persone che assaggiano. La squadra coordinata da Paolo Trimani ha deciso di dare un’indicazione con gli “scatti” anziché con voti per evitare che ci si appuntasse sugli “zerovirgola” e per conservare il piacere di un buon bicchiere di vino.
    Proprio per questo, e rispondo a Nicola, la decima bottiglia è rimasta fuori. Non ha offerto piacere e poteva essere un incidente di percorso. Ma c’erano altre 9 bottiglie a svolgere egregiamente questo ruolo e quindi è stata levata dal panel. Come succede con i ristoranti: se non si prova piacere si evita di scriverne (come dice un amico, ci dovrebbero solo avvelenare).

    Se ancora dubbi le persistono, egregio Mario, esca dal suo anonimato, ci fornisca le credenziali per cui dovremmo credere che ne sa una più del diavolo, si mostri nella sua trasparenza e vedremo di farla partecipare a una degustazione dove ci meraviglierà o con le sue papille da rabdomante o con la sua vista a raggi infrarossi.

  10. Sono molto contento per il risultato del Quercetonda : la 2006 è una versione molto equilibrata , più della 2004. Il Chianti “base” (guai a chiamarlo così) Ama è uno di quei vini che compro praticamente alla cieca , di un’ affidabilità impressionante. Ho assaggiato insieme a Marco e Lorenza un’ ottima versione 2007 e un’ Apparita pari annata ancora in fasce ma di grande preospettiva … una versione probabilmente storica.
    Fontalloro sarebbe da 3 scatti e mezzo per me ! 😀

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui