Black Mamba. Novello. Berne 1 per evitarne 100

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“San Martino ogni mosto è vino!”, narrava un detto popolare. Lo sapevate che a Roma l’11 Novembre è la festa dei cornuti? Sì che lo sapevate, non siate ipocriti! Presto affronterò questo argomento su un blog di settore più specifico e sarà mia cura inviarvi prontamente il link. Ma parliamo di vino perché sono convinta che a ognuno di voi sia capitato una volta nella vita di bere vino Novello e metto in conto che a qualcuno sia anche piaciuto. Non scherziamo, dai, non fate i furbi con Black Mamba!

BM novello s martino barilla

Come potete aver dimenticato quel vino così piacevole, fruttato, beverino, che scende giù come una gazzosa e che sullo stomaco si ferma, non vi molla più, si imparenta di primo grado, fino ad entrare diabolicamente nel vostro asse ereditario? Amici, quest’oggi vi esorto a non resistere alla tentazione così attuale di fare outing. Comincio io confessando di aver bevuto Novello almeno un paio di volte fino alla mia prima Comunione, ma prima di arrivare al punto di vergognarmi di me stessa, ho sospeso la pratica in via definitiva. Fino a poco tempo fa avevo addirittura rimosso l’esperienza. Badate bene, ho detto rimosso, non dimenticato! Tuttavia, grazie ai buoni uffici del mio psicanalista, l’inconscio è attualmente riemerso ed eccomi qui a parlarvi di vino novello, quindi peggio per voi! Ovviamente ho chiuso col mio psicanalista e in tempo reale riconvertito quegli 80 euro a seduta, in bicchieri di vino al Goccetto di Roma…seduta. Trascuriamo gli aspetti tecnici, non è mio compito erudirvi in materia, conoscete tutti la differenza sostanziale nel sistema di vinificazione dei vini novelli, che risiede nella fermentazione carbonica. In buona sostanza i grappoli non vengono pigiati ma utilizzati interi e la fermentazione dei lieviti avviene per via intracellulare.

s-martino-vino

Questa pratica fa sì che l’acido malico degradi e il risultato (Dio lo perdoni!) è un vino con bassa acidità e malolattica veloce, velocissima direi. Sotto il profilo gustativo ne risulta un prodotto che in un momento di particolare entusiasmo definisco vino ma che altro non è se non una bevanda al sapore di fragola e di lampone, ricca di sostanze aromatiche sempre uguali, omologate e indipendenti dal vitigno e dal territorio di provenienza. Il vino Novello continua la sua fermentazione, anche una volta ingerito, quindi attenti agli effetti collaterali che mi farete la cortesia pudica di non descrivere mentre sto mangiando. Attenzione anche alla data di scadenza, come la mozzarella, non cadete nella trappola del cesto con l’offerta di Aprile, prima della Santa Pasqua! Sappiate comunque, se questo in qualche modo può ristabilire il vostro umore, che bravi e noti produttori hanno venduto in anni passati questo vino, a partire da Gaja negli anni ’70 se non ricordo male e da Antinori che forse ha smesso pochi anni fa.

Insomma, facciamo outing, facciamolo tutti e purifichiamoci in coro ricordando un brano un po’ stagionato di un insolito trio: Luciano Ligabue, Piero Pelù e Lorenzo Cherubini, dal titolo “Il mio nome è mai più”. Novello: berne uno per evitarne 100!

26 Commenti

  1. Io faccio outing volentieri: una bottiglia all’anno la compro e la bevo, poi me ne pento regolarmente e risolvo con molta enterogermina. Io sono per bocciare il Novello!

  2. Secondo me il vino Novello non lo beve più nessuno. Forse in qualche sagra di paese, ma nelle enoteche se fate caso negli ultimi anni è diminuita la proposta di questa tipologia. Personalmente lo detesto e mi fa venire un gran mal di pancia. Complimenti per il vostro blog!

  3. ha risposto a Giacomo: Giacomo, col prezzo di una scatola di enterogermina compri un vino base altoatesino niente male, che so, un T di Tramin. Quindi molla ‘sto Novello! =D

  4. ha risposto a Diego S.: Dovremmo chiedere al nostro amico Paolo Trimani che ha un’enoteca, effettivamente io non so come si comporti il Novello sul mercato, giacchè lo evito come la peste…e secondo me anche Trimani, anzi, ora che ci penso non mi pare di aver mai visto una bottiglia di questo vino nella sua prestigiosa enoteca…magari ce lo chiarirà lui…

  5. Questa volta sono del tuo stesso avviso. Il Novello è una ricca Sòla.
    Ricca perchè i prezzi arrivano prepotentemente fino ai 10€, sola perchè le aziende, per legge devono utilizzare “in fase di confezionamento almeno il 30% di vino ottenuto con macerazione carbonica dell’uva intera.”
    il rimanente 70%, può essere composto da vino dell’annta precedente. Un ottimo metodo per fare “pulizia in cantina” 😉

  6. figurati che io organizzavo la “Notte del novello”, erano gli anni ’90 e la gente voleva anche sapere quale fosse quello più buono!
    Cristiana che ne pensi di organizzare coi novelli la prossima degustazione di SdV? magari invitiamo anche Mario così potrà rendersi conto che siamo personcine ammodino

  7. ha risposto a Paolo Trimani: Cacchio, questa sì che è un’ideona, me la segno! Mario secondo me può fare anche il presidente della commissione di assaggio, non si sa mai che Teo o Bocchetti facciano i furbi…Anzi sai cosa faccio, gli chiedo se conosce Mazzella (qualcosa mi dice che lo conosce) e se invita anche lui, così in caso di brogli, siamo allineati e coperti, no?

  8. ha risposto a Cristiana Lauro: visto che siete in tanti… il novello me lo posso saltà ;-)… cedo il posto volentieri a mario, a giacomo, a GLuca e a chi diaminevolete… 😛
    No il novello, no!
    ciao A

  9. Io, in gioventu’, e mi perdoni Bocchetti se parlo al passato;-) ne ho bevuto assai di novello…
    Ricordo dei pomeriggi a Calcata…
    Ma adesso sono a Rio e bevo Cachaca Pitu’!
    Beijos
    Nic

  10. Sarà che la macerazione carbonica dona al vino delle note olfattive particolari, sarà il colore particolarmente vivo e un gusto dove predomina la freschezza degli aromi…a me il novello piace! Certo è un’altra cosa rispetto ai vini invecchiati che rimandano ad un gusto quasi meditativo, riflessivo. Il vino novello ha una diversa filosofia: “carpe diem”, emozioni subitanee, sapore di primo autunno.Sempre meglio bere un buon novello che tante bevande commercializzate a base di pessimi ingredienti, additivi, etc. etc….!!!

  11. ha risposto a Pina: Madre de dios. Abbiamo una pedofila del vino.

    Comunque per i tre moschettieri Black Mamaba, Qwerty e Paolo ho fatto un fioretto che mi impedisce di bere roba che fermenta internamente. Quindi mio malgrado dovrò perdermi la orizzontale più pazza del mondo.

  12. Io, se in gioventù, ia Padova,, avessi bevuto quella cosa, se oavessi chiesto quella cosa, o avessi evocato quella cosa, , sarei stato condotto alle porte della città,privato degli effetti personali e abbandonato sul ciglio della strada, in una giornata di pioggia, a marcire come un mocio dentro al suo ricovero.
    Quando emigrai a a Roma, scoprii con stupore che non solo quella cosa era bevuta, ma se la memoria non mi tradissce, quella cosa era anche bevuta con una certa allegria compagnona. Ecco.

  13. ha risposto a umberto: Umberto, sei un grande! Ma in Veneto il vino è una cosa seria, non una semplice attrazione per pisquani, come il powerade o il redbull.

  14. Giovanni Santoni, che fu uno storico direttore commerciale prima di Antinori e poi di Frescobaldi, e che ora non c’è più, usava dire “dal Galestro mi guardi Iddio che dal Novello mi guardo io”. Appropriato, no?

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