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Grado Plato, con la sua birra “Chocarrubica” ha ottenuto a Strasburgo, al Mondial de la Bière, la medaglia di platino, massimo riconoscimento internazionale. La notizia è arrivata praticamente in diretta allo stand del Salone del Gusto di Torino dove Sergio Ormea, grande personaggio di questo nostro piccolo mondo della birra artigianale, aveva allestito il suo spazio espositivo. Ed è stato subito festa con un brindisi di festeggiamento condotto da Kuaska.

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Sergio Ormea, oggi a Chieri, nasce 52 anni fa a Torino e lavora come impiegato nell’azienda che gestisce l’autostrada Torino – Savona. Ha molti hobby, come quello per il miele, e possiede 20 arnie che segue con attenzione spostando le sue api in funzione delle fioriture per ottenere mieli particolari di monofioritura. Produce ancora oggi l’idromele, forse la più antica bevanda fermentata del mondo, e l’ha usato per produrre il Cantus Caeri bevanda con il 35% di mosto d’idromele, 30% di mosto di cereale e 32% di mosto d’uva, fermentata in acciaio e maturata in legno. E poi la passione per i bonsai con la coltivazione di 80 esemplari.

Inizia con l’homebrewing all’alba degli anni 90 e lo fa in modo originale, costruendosi un impianto rudimentale per maltare l’orzo distico, adoperando inizialmente il maturatore del miele. Condivide questo hobby con un vicino, professore d’orchestra di musica classica, appassionato di whisky e birra. La sua prima birra, una ambrata, è stata realizzata con il proprio malto d’orzo.

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Nasce in questo contesto culturale la Sticher, una Alt di 6,5° alcolici, che si ispira alla “Stiche” del piccolo birrificio Uerige di Dusseldorf, probabilmente la prima birra italiana con materie prime autoctone. In un campo sperimentale vicino Chieri, di 2000 mq, in collaborazione con i docenti di agraria di Asti e Torino, semina l’orzo distico. Il luppolo autoctono della varietà Magnum Hallertau è di sua totale produzione, dopo 2-3 anni.

Nel 2003, con la collaborazione del figlio Gabriele, che abbiamo già incontrato nei Racconti a tutta birra come ispiratore di Massimo Serra del birrificio Turan di Montefiascone, apre il brewpub Grado Plato.

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Il birrificio ha un impianto Eco Brew Tech da 10 hl/cotta e quest’anno produrrà ben 1200 hl. Le birre si caratterizzano per una riconoscibilità delle materie prime e degli ingredienti adoperati, secondo la scuola tedesca o inglese, a differenza di alcune tipologie belghe che Sergio non ama, specie se prevalgono sentori di spezie o fruttati eccessivi che coprono gli altri ingredienti.

Inizia con la Sveva, una pils di 4,9°alc, la Melissa, una strong belgian ale di 7,5 ° addizionata di miele e la Spoon River, dalla raccolta di Edgar Lee Masters, una strong bitter ale di 6° alcolici, nella quale sono utilizzati luppoli americani. Una birra che nasce dai contrasti dolce/amaro. Fra le sue birre ha un storia interessante la Nanorò, una chiara di 4,7° alcolici, molto bevibile, con un piccolo sentore di fumo, dato dai malti adoperati, addizionata di miglio (a ricordare la miglio beer africana). Questa birra nasce per un progetto di cooperazione di Chieri con l’omonimo villaggio in Burkina Faso, gemellato con la cittadina torinese, che prevede la costruzione di un mercato coperto, realizzato utilizzando pezzi d’argilla essiccati e pressati in grado di resistere alle piogge del periodo monsonico, che sono devastanti per le instabili costruzioni locali.

Grado Plato è anche un brewpub recensito dalla guida Gambero Rosso per la qualità della sua cucina, con molte ricette che utilizzano anche la birra come ingrediente e ben 20 piatti a base di lumache, specialità locale. Sergio è oggi impegnato anche in alcuni preparazioni alimentari con le materie prime della birra o il mosto di birra fra gli ingredienti.

grado-plato-CHOCARRUBICA-LHo assaggiato con lui, al Salone del Gusto, le maltine, chicchi di malto tostato ricoperto di cioccolato e il Primosto di Sveva, il Primosto di Strada San Felice e il Primosto di Chocarrubica, tre preparazioni dove sono adoperati i mosti delle sue birre.

Assaggiate due birre.

La Chocarrubica, è una birra che utilizza 427 Kg di materia prima per 1000 litri di mosto, scura di 7° alcolici, prodotta con aggiunta di carrube, avena e fave di cioccolato. Birra morbida, con olfatto ricco di sentori di tostatura, di cacao e di carruba. In bocca è molto vellutata: viene adoperato per raggiungere questo obiettivo ben il 30% di avena. Si percepisce all’inizio la carruba, segue il caffè tostato e chiude il cacao con quella sua particolare nota leggermente amara. Birra di buona bevibiltà e di media corposità. L’ispirazione per questa ricetta venne a Sergio da un documentario sullo sbarco dei marines in Sicilia, nel quale si vedevano distribuire alla popolazione chewing gum e cioccolato. Il popolo siciliano era invece avvezzo alla carruba, utilizzata anche come surrogato del cioccolato ed il cui albero è ancora relativamente diffuso in Sicilia

La Strada San Felice è una strong lager ambrata di 8°alcolici addizionata di castagna. Olfatto di miele e di camomilla, morbida in bocca e di facile beva, abbastanza secca, con una leggera nota affumicata di castagna in chiusura.

Grado Plato. Info +39 334.8929754

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