Maltus Faber. La birra è di casa a Genova

Maltus Faber, ovvero Massimo Versaci, 43 anni, e Fausto Marenco, 50 anni, colleghi di lavoro alla ex Centrale del Latte di Genova poi Parmalat.

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Massimo, l’organizzatore, genovese e grande tifoso del Genoa, ha l’hobby del collezionismo, in particolare degli oggetti legati alla birra. Possiede 25 mila lattine di birra, recuperate in tutta Europa. E’ stato il responsabile della sezione “Liguria” de “Il Barattolo”  (2 raduni nazionali a Genova) e ha girato l’Europa , Germania, con Bamberg e la Schlenkerla, Lussemburgo,  e da ultimo Olanda e Francia. Semplice il passaggio dal collezionismo birrario alla birra artigianale grazie alla scoperta di Birra Busalla, birrificio genovese famoso per la specialità alla castagna, e a un assaggio con un altro genovese birrariamente importante, “Kuaska”, di una Cantillon Gueze e di una Frambozen.

Nel 2004 fonda la “Compagnia della birra”, associazione culturale che ha l’obiettivo di divulgare la cultura della birra artigianale con 4000 persone iscritte alla newsletter.

Molti e originali gli eventi organizzati, fra i tanti il noleggio di un trenino storico, un’elettromotrice della vecchia linea Genova – Casella, e120 partecipanti ad una degustazione di una birra biologica, condotta da Kuaska,  in una piccola stazione. O “La valle del gusto, birra e dintorni”, con abbinamenti fra birre artigianali e tutti i prodotti del territorio. E ancora  “Birre trappiste in abbazia”  a San Nicolò del Boschetto in un chiostro del ‘400, illuminato a lume di candela, a degustare la Orval con il minestrone, il salame di sant’Olcese con il 50% di carne bovina e il 50% di carne suina accompagnato dalla Westmalle Tripel e la Rochefort 10 a far compagnia al cioccolato Paganini.

Fra le attività dell’associazione anche l’organizzazione di viaggi birrari, ogni marzo in Belgio, con Kuaska a fare da guida.

Lavorando nella medesima azienda, Massimo parla di birra con Fausto e assaggiav tutte le sue sperimentazioni da homebrewer. Lo mette in contatto, nel 2002, con Sandro Merlano della “Confraternita della Grande Schiuma “ di Pasturana, associazione nata per valorizzare la birra artigianale, e da qui parte la scintilla progenitrice di Maltus Faber.

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Fausto Marenco, il birraio, è di origine piemontese, ma vive da sempre a Genova. Grande appassionato di cucina, hobby curato con l’elaborazione di diverse ricette, e  di vino. Con il vino ha girato a lungo in Francia, Alsazia, Borgogna e Bordeaux, ed in Italia. Girava per cantine, spesso seguendo le guide, e ricorda ancora l’accoglienza, la disponibilità e la correttezza dei prezzi della cantina Forteto della Luia, gestita da Giancarlo Scaglione, famoso enologo della cantina Braida, ed in particolare un Monferrato rosso “ Le Grive”, Pinot Nero e Barbera. Ancora oggi ha una cantina di 150 bottiglie, fra cui Sassicaia, Graticciaia che ama molto, Solaia, Tignanello.

Il suo rapporto con la birra inizia nel 2000, con l’homebrewing, e parte subito con l’all Grain. Nel 2002 conosce Sandro Merlano  ed insieme organizzano ad ottobre 2003 la serata del Battesimo nella birra della Confraternita. Iniziano a progettare nel 2003 un impianto per il birrificio di Pasturana ed a Pasqua 2004  l’avviano. Fausto sarà il birraio del birrificio Pasturana dal 2004 al 2007 e porterà a termine 59 cotte in questo lasso di tempo.

Molte delle ricette odierne di Maltus Faber derivano da questa esperienza.

Fausto è un tecnico concreto e preparato desideroso di scambiare opinioni e confrontarsi, consapevole delle conoscenze spesso ancora insufficienti. Questo aspetto autocritico, di serietà ed umiltà mi ha colpito molto, soprattutto perché di un birraio a mio avviso molto competente.

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Maltus Faber nasce nel 2007, sul luogo di una vecchia birreria la Cervisia, con una scuola per Mastrobirrai e un impianto da 10 hl/cotta che nel 2010 produrrà circa 400 hl di birra. Fra i tanti aneddoti particolarmente curioso è il fatto che spesso arrivano in birrificio persone che hanno lavorato o conosciuto il  vecchio stabilimento di Birra Cervisia, fra cui una vecchietta di 96 anni che ha lavorato nel dopoguerra per un ventennio in sala cottura.

Lo stile birrario di Maltus Faber è lineare: stili chiari e precisi, senza aromatizzazioni eccessive e coprenti e con un’attenzione alla pianificazione della produzione e che trae spunto dall’esperienza industriale in Parmalat. Le sperimentazioni di Maltus Faber avvengono rigorosamente in fusto e solo in caso di risultato positivo si passa in bottiglia.

Ho degustato con loro:

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Imperial barricata: l’ultima nata, dalla base Imperial Stout. Per questa birra sono stati usati i tonneau adoperati dall’azienda Talenti per il Brunello di Montalcino. Naso vinoso, con sensazioni di porto e di marsala, con un sottofondo da malti torrefatti, caffè tostato e cioccolato. In bocca comanda il malto, ma ben accompagnato da una lieve acidità, e con un finale caratterizzato dai sapori di torrefazione.

Maltus-Faber-new_blondeLa luppolatura non è banale perché evita derive dolci eccessive e permette una buona chiusura ed un ottimo equilibro, spesso inusuale nelle Imperial Stout. La maturazione in botte ha aggiunto corposità, acidità e complessità. Questa birra mi  piace per la sua complessità e profondità.

Blonde. Trae origine dall’omonima ricetta di Pasturana, rimodulata però dai 7° originari agli odierni 5,5°alcolici. Naso con molte sensazioni fruttate, frutta tropicale, ananas in particolare e poi miele e camomilla e infine sensazioni erbacee. Al gusto si rivela una blonde particolare per la sua generosa luppolatura, abbastanza secca, con una caratteristica di fondo di bevibilità.

Maltus Faber. Via Fegino, 3/U. Genova. Tel. +39 340 1230069

Foto: MS65

4 Commenti

  1. bell’artico Paolo, come al solito…
    Ma solo un dubbio, che ce la mettono a fare la birra nelle barrique, visto che i profumi del biondo nettare sono quelli che gli si mettono fisicamente dentro? Che vogliono fà ‘na birra all’aroma di rovere di slavonia?
    😀
    Ciao A

  2. Argomento dibattuto Alessandro, abbiamo discusso a lungo sui forum sull’effetto omologante della barrique e anche di questa birra specifica.
    Il mio parere strettamente personale è chein questa fase siamo agli inizi di queste sperimentazioni ed esse devono procedere permettendo ai birrai di padroneggiare questa tecnica, poi quando si sarà consolidata fra qualche anno si potrà decidere.
    La birra permette sperimentazioni continue e molto veloci, essendo le cotte con cadenza quotidiana o anche meno ed essendo un ciclo, senza maturazioni particolari di 1 mese o giù di lì.
    Certo avere un effetto omologante è quello che i bitrrai devono sfuggire

  3. Ottime birre (appene prese!) e devo dire che son migliorate molto in 3 anni. La extra brune semplice è ottima, ma la tripel superba.
    Gli esperimenti in botte non mi son piaciuti molto ma i gusti son gusti!!! Continuate così!

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