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Luigi Recchiuti nasce a Notaresco (Teramo) 42 anni fa. Agronomo, laureato presso l’Università di Bologna, lavora inizialmente come libero professionista e successivamente come rappresentante per la Monsanto. Il richiamo di un’attività in proprio però è molto forte, in una zona del Teramano ricca di vigneti, Montepulciano e Trebbiano, e di oliveti e con il padre piccolo imprenditore agricolo e proprietario di un frantoio.

Già dal 1999 ha i primi approcci con la birra artigianale grazie a Guido Taraschi, allora presidente di Unionbirrai. Nel 2001 presenta il primo progetto per un microbirrificio, ma non riesce a superare alcune difficoltà burocratiche. Apre quindi una struttura agrituristica, con mescita di birra, l’Agripub, e inizia un’attività di distribuzione birra, che segue ancora oggi. Da homebrewer appassionato sceglie molte birre belghe di qualità, tutte le trappiste, che visita ripetutamente la Chouffe, la Brasserie Dupont e altre. Tra queste il birrificio Saint Monon, che ricorda perché l’ingegnere birraio aveva costruito in proprio l’impianto, riciclando vasche per il latte, e i fori del tino di filtrazione erano stati realizzati con un trapano.

Fra i tanti ricordi di viaggio spicca quello dell’abbazia di Westvleteren, quando ancora si potevano acquistare 10-20 casse di birra, e con la vendita si riusciva anche a pagare una parte del viaggio in Belgio. La sua attività di homebrewer prosegue ininterrotta dal 2000 al 2009 e fra i tanti ricordi significativa è l’esperienza di lavorare sui cloni delle birre importanti che gli permetterà di capire e padroneggiare gli stili, di saper dosare gli ingredienti e comprenderne a fondo l’utilizzo.

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La possibilità di aprire un birrificio diventa più concreta grazie alla moglie che decide di svolgere una tesi sull’analisi dei costi e sull’economia di un microbirrificio contattando Birra del Borgo a Borgorose. Difficile credere ad un’impresa di successo e dal carattere innovativo in un paesino del reatino, tra l’altro non moto distante da Notaresco. Invece i primi contatti con Leonardo Di Vincenzo si rivelano sorprendenti e l’esperienza di Leonardo è fondamentale soprattutto per ridimensionare le paure di Luigi sulle necessarie autorizzazioni per realizzare un impianto artigianale.

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Il nome del birrificio “Opperbacco” è un richiamo alla cultura del vino, il logo è “Il Bacco di Caravaggio” con in mano però un boccale di birra, al posto del vino. L’apertura è a febbraio 2009, e in un anno Luigi produce nel 2010 ben 600 hl, con un mercato territoriale, anche grazie all’azienda di distribuzione e all’Agripub che consente una notevole quota prodotta in fusto, fatto abbastanza inusuale per i micro italiani. Opperbacco, però non è solo un birrificio legato al territorio, le sue bottiglie e i suoi fusti sono diffusi su tutto il territorio nazionale, forte dei riconoscimenti ricevuti da Slow Food che nella sua guida alle birre d’Italia 2011 premia con 5 stelle “10 e lode” e “Bianca Piperita”. Anche la parte impiantistica si sta sviluppando, con fermentatori della Spadoni e un tino miscela con capacità di 20 hl/cotta. Molte delle sue ricette nascono dal lavoro da homebrewer come la Triplipa che unisce le caratteristiche di una triple e di una IPA o come la 10 e lode che nasce dal clone della Westvleteren tappo giallo per evolversi successivamente.

Provate con Luigi

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4 punto7. La birra nasce come clone della Burgerbrau Wolzenach, una hell di bassa fermentazione, successivamente si diversifica assomigliando oggi ad una blond ale o forse ad una bitter ale . Colore giallo carico , olfatto ricco di sensazioni di frutta tropicale, ananas e mango , di pesca, insieme a sensazioni di agrume, tipiche dei luppoli adoperati : Amarillo, Columbus e Simcoe, aggiunti nel mosto caldo a fissare di più gli aromi. Al gusto si percepisce una sensazione maltata iniziale e una luppolatura non invasiva a chiudere. Birra che possiede una buona caratterizzazione aromatica ed una buona struttura soprattutto se rapportata alla bassa gradazione.

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Bianca piperita. L’addizione di menta è per il prodotto in bottiglia, nel fusto Luigi preferisce non dosarla perché sarebbe invasiva. Blanche addizionata di scorze d’arancia dolce e coriandolo e di miele. Caratteristico l’ottimo amalgama che si realizza senza nessun sentore predominante, in un insieme di grande bevibilità e morbidezza.

Microbirrificio Opperbacco di Recchiuti e Calisti. Via Ponte cavalcavia, 38. Notaresco (Teramo). Cell. +39 320.0734714

Foto: Emanuela Marottoli

5 Commenti

  1. Personalmente trovo un buon equilibrio dei sapori e degli odori e spesso ciò non avviene nelle blanche, magari c’è abbondanza di coriandolo, o di fenolico o di sensazioni dolci. Nella Bainca piperita ho trvato tutto ciò abbastanza in armonia.
    Una parole anche per Triplipa, birra di carattere da provare assolutamente, senza far torto alle altre che sono pure molto interessanti
    La 6son IPA presentata recentemente, la 10 e lode, anche maturata in legno, la 4 punto 7 e così via…

  2. Con i tuoi articoli, in cui racconti così bene la storia e le caratteristiche della birra che di volta in volta decidi di portare all’attenzione di noi lettori, fai venire la curiosità di provarla immediatamente, anche a chi, come me, non è una grande bevitrice di birra! Grazie!:-)))

  3. Le sue birre ce l’ha Mirko Caretta del bir&fud, in via Valerio, vicino via Fermi, anche Off License in via Veio, oppure bisogna andare all’Agripub a Notaresco (TE).

    Si potrebbe chiedere a Vincenzo di organizzare e offrire una festa magari da Dino per tutti noi scrittori……e magari invitare Luigi e le sue birre!

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