Verdicchio. Campioni: La Distesa e Montecappone. Ma senza 4 scatti

Tempo di lettura: 3 min

Per molti il Verdicchio è il migliore vitigno bianco italiano, noi di SdV non sappiamo se sia così, quello che sicuramente sappiamo è che è uno dei vitigni a bacca bianca più interessanti dello stivale. Forgia vini complessi, interessantissimi e dalla longevità spiazzante. Ma sappiamo anche che produce vini molto differenti tra loro, secondo l’interpretazione e il terreno da cui proviene.

L’autoctono marchigiano per eccellenza, è prodotto in due zone differenti: Matelica e I colli di jesi. I vini che escono da queste zone sono molto differenti e riconoscibili. Maggiore struttura a Jesi e profumi intensi a Matelica. Questa era la convinzione fino a poco tempo fa, ma in realtà ci sono state contaminazioni e differenze. I campioni assaggiati nella nostra degustazione afferiscono alla sola zona di Jesi, con l’intento di indagare un territorio.

Commissione d’assaggio ricca per degustatori e numero di bottiglie. Antonio Paolini, Cristiana Lauro, Paolo Trimani, Jovica Todorovic e Alessandro Bocchetti hanno assaggiato nove vini, di annate in commercio.

Li abbiamo trovati estremamente interessanti e differenti tra loro per stile e caratteristiche. In comune mantengono una certa freschezza e una bella acidità, che il vitigno sembra non perdere neanche in vinificazioni più estreme.

Dunque nove Verdicchio: dai più intensi e lavorati ai più freschi e intensi, nel mucchio anche qualche naturale. Nessun vino raggiunge la soglia dei 4 scatti, ma solo Gli Eremi 08, de La Distesa, la sfiora. I vini di Corrado Dottori ci colpiscono sempre, per una lettura integra e naturale del territorio, questo cru ha profumi intensi e tostati, all’assaggio il frutto è intenso ed integro, il legno in cui matura avvertibile ma ben integrato col corpo. Chiude su una bellissima e tipica nota di mandorla molto persistente. Tre scatti.

Ci convince molto l’Utopia 07 di Montecappone. Una lettura moderna e piacevole del vitigno, al naso sentori terpenici, freschi e agrumati, estremamente piacevoli. In bocca una materia importante ma molto ben gestita, ancora giovanissimo ma molto ben fatto, peccato per l’alcool percepito che lo blocca ad un passo dal tragurdo. 3 scatti

Fazi Battaglia, con il San Sisto 06 e il Masaccio 07 conquistano entrambi un meritatissimo 3 scatti. Due letture del Verdicchio molto diverse e particolari. Il primo è un vinone estratto e alcoolico, ma ache succoso e disteso e con un uso millimetrico del legno, negli anni diventerà grande. Il secondo ci piace molto con una beva sapida e intensa, che fa tornare al bicchiere. La materia è molto importante ed efficace.

Delude un poco le aspettative un fuoriclasse: il Villa Bucci 06 è un vino su cui tutti avremmo scommesso, forse in questa fase leggermente chiuso e ancora scombiccherato. Si ferma a 2 scatti, malgrado una eleganza notevole, peccato che in bocca sia al momento poco dinamico e contratto.

Sempre a 2 scatti, ma con il secchio, il Pievalta 09, un vino che ha diviso nei punteggi la nostra commissione: tra valutazioni molto alte e punteggi più calibrati. Tutti siamo d’accordo sull’estrema bevibilità di questo vino tale da meritarsi il secchio (il nostro coup de cour), stupisce al palato con toni nervosi e affumicati e con aromi tipici e fermentino.

Si fermano ad 1 scatto gli altri tre vini. Il Gaiospino 07 è una lettura del vitigno un poco pesante ed estrattiva, afrori surmaturi e una beva inetnsa e piacevole ma nulla più. Il Podium 07 di Garofoli, vino blasonato e di grande tradizione, appare molto vecchio stile e poco dinamico, sentori di frutto molto maturo e una beva molto dolce e alcoolica. Il Serra Fiorese 05 di Garofali, è velato da un legno importante e smaccato, in bocca poco dinamico e molto appiattito su toni dolce, rischiarati da una bella sapidità.

4-bicchieri-scatti

ScattidivinoVinoCantinaAnno'EG.R.2000V
3 scattiVerdicchio dei castelli di Jesi riserva UtopiaMontecappone200715.5/203B4 gr
3 scattiVerdicchio dei castelli di Jesi Gli EremiLa Distesa200817/202B4 gr
3 scattiVerdicchio cl dei castelli di Jesi MasaccioFazi Battaglia200716/202B rossi4 gr
3 scattiVerdicchio dei castelli di Jesi riserva San SistoFazi Battaglia200617,5/202B4 gr
2 scatti + secchioVerdicchio dei Castelli di Jesi PievaltaPievalta20093B
2 scattiVerdicchio cl dei castelli di Jesi riserva Villa BucciBucci200615/203B5 gr
1 scattoVerdicchio castelli di Jesi gaiospinoFattoria Coroncino20075 gr
1 scattoVerdicchio castelli di Jesi PodiumGiocchino Garofali200716/202B rossi5 gr
2 scattiVerdicchio castelli di Jesi Serra FioreseGiocchino Garofali20052B4 gr

La scheda tecnica della degustazione
Data e luogo: giovedì 13 gennaio 2011, Trimani il wine bar a Roma
La commissione: Cristiana Lauro, Alessandro Bocchetti, Antonio Paolini, Jovica Todorovic, Paolo Trimani

Legenda: G.R. = Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso (bicchieri); ‘E = Guida I Vini d’Italia de l’Espresso (punteggio in ventesimi); 2000V = Duemilavini Bibenda (grappoli) ; WA = Wine Advocate (punteggio in centesimi).

18 Commenti

  1. vero, villa Bucci è un mito, ne ho bevuti di strepitosi… ma la bottiglia assaggiata era abbastanza deludente. probabilmente una fase di chiusura, era contratta, dolce e piccolina… Non cattiva, anzi abbastanza fine ed elegante, ma neanche stupefacente, come i vini di Ampelio ci hanno abituato.

  2. Il verdicchio non è una mia passione. Per i bianchi resto ancorato al sud. Bucci ha deluso anche me per l’eccessiva voglia di racchiudere il bouquet che però resta lì come una mina inesplosa. Non sono d’accordo sul pievalta che secondo me merita di più nelle vostre valutazioni a scatti e potrebbe aspirare al primo posto se ad alcuni non disturbasse l’affumicatura. Per me una nota caratteristica che porta a scegliere quell’etichetta. Per altri un difetto, penso.

  3. San Michele Vallerosa Bonci 2006. Pietrone 2006. Monacesca 2006 e 2007.
    Tenuta Tavignano Misco Riserva 2006
    Villa Bucci riserva 2004.

    Questi nel 2010 mi sono piaciuti molto….
    Un pò sotto ma molto buoni Podium e Serra Fiorese e tanti altri…

  4. ha risposto a Gennaro Maglione: Sul pievalta abbiamo molto discusso Gennaro, a me piace parecchio e l’avevo già perorato nelle deg marchigiane del GR, poi in finale ha spopolato… Per me è una grandissima lettura del verdicchio, tipica e beverina che di un colpo rende giustizia di tanta retorica naturalistica…

  5. Le Distese Gli eremi 2006, Gaiospino, Balciana, San Sisto 2006, Collestefano 2006, Vigna delle Oche riserva 2006, antonucci 2006, le Vaglie 2006, Tralivio 2006, tutti buoni ma spesso con anote alcoliche non equilibrati ( no Collestefano che ha una bella spina acida). anche il Plenio senz’infamia e senza lode e Le case 2008. Un gradino più su il Carmiganno Riserva, ma non come i primi 5 citati nel post precedente

    Verdicchio grande bianco!

  6. Bella panoramica. I vini de La Distesa non riescono a prendermi in maniera convincente anche se una chance gliela concedo sempre volentieri.
    Montecappone fa vini molto tecnici e precisi , non mi colpiscono al cuore ma si bevono più che volentieri.
    Il San Sisto di Fazi Battaglia è un grand eclassico che col tempo può solo migliorare , come grande classico è il Villa Bucci che per mia esperienza è ben al di sopra della valutazione data. Ma ogni bottiglia fa storia a sè e le fasi di chiusura olfattiva di questo vino sono ormai notorie.
    Pievalta ’09 è uno dei vini che vorrei sempre avere a tavola : fresco , dissetante , alcol contenuto e , soprattutto , ha carattere. Poi non sarà precissimo al naso ma è un aspetto che metto in secondo piano rispetto alla bocca magistrale.
    Canestrari me fa impazzi’ come personaggio (e c’ha la mia stessa malattia calcistica 😀 ) ma i vini li trovo sempre sbilanciati sull’alcol.
    Il Podium ’07 non mi ha mai entusiasmato sin dall’uscita , idem il Fiorese ’05 ma le annate sono scarsine anzichenò. Certo bere oggi il ’97 di entrambi fa capire che potenzialità sono nelle grandi annate per questi due campioni.
    Per fare una royal rumble avrei buttato nella mischia il Misco di Tavignano (grande eleganza , una via di mezzo tra Matelica e Jesi) , il Priore Frati Bianchi (in annata buona) , il Santa Maria d’Arco di Ceci , il Pietrone e il San Michele di Bonci (quando l’annata non li carica più del dovuto) , il Capovolto della Marca di San Michele (sempre Bonci , molto buono il 2008).

  7. Strano nessuno ha parlato della sapidità di questi vini , che è forse a mio parere una delle caratteristiche che lo rende riconoscibile,con la nota di mandorla, le note speziate e la freschezza.
    Scusate l’invadenza se potete ; )

  8. ha risposto a Elisabetta: In realtà la sapidità è stata citata, ma proprio perchè è una caratteristica di molti verdicchio è stata citata solo nel caso in chi è sembrata particolarmente marcata e importante.
    Personalmente sono convinto che le schede di degustazione debbano essere invoglianti e leggere, da leggere con piacere e magari farci venire la voglia di acquistare la bottiglia che più ci incuriosisce e assaggiarla alla ricerca di profumi ed emozioni nuove. Odio le lunghe descrizioni di descrittori e profumi…
    Ps l’invadenza è assolutamente ben accetta, in caso contrario non scriveremmo qui 😀

  9. buongiorn , “per molti il miglior vitigno bianco italiano” (per gli appassionati con concetto), dall’altra putroppo per il pubblico di massa a dire verdicchio viene in mente la bottiglia col tralcetto o comunque fuori moda totale ; peccato ci sia questa incongruenza dietro l’immagine di un grande vitigno e zona vitivinicola;

  10. a me Bucci non è piaciuto, e dire che è stato il mio verdicchio di riferimento per anni. Non so perché ma sento una nota dolce che non va. Utopia è sempre un vino di grandissima eleganza, ma Landi in questo è un maestro.

  11. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Sul Pietrone la dolcezza è evidente per la vendemmia tardiva , il San Michele lo trovo sempre tendenzialmente più secco ma mai asciutto come altri (tipo Villa Bucci per dire anche se leggo dolcezze sulla boccia bevuta da voi).

  12. ha risposto a Alexer3b: Il Bucci era effettivamente sbilanciato sul dolce, cosa che ha stupito non poco anche noi, lo considero uno dei miei bianchi di riferimento in Italia, anzi è un buon argomento per un’alta fedeltà 😉
    Vedi che anche tu li trovi dolcini i Bonci… Chissà cosa ne pensa il nostro amico marchigiano che legge e non si palesa… 😉

  13. Francamente non trovo Bonci squilibrato, anzi…ce ne sono di Verdicchi scomposti e con parte alcolica non equilibrata. Piuttosto Bonci ha un corredo aromatico tipico e pulito, ame piace anche Pietrone, forse meno essenziale ed equilibrato di san Michele. Anche la riserva della Monacesca ho trovato addirittura superiore, anche sapida e il Misco di tenuta tavignano anch’esso aromaticamente molto ben definito. Verdicchi che non avete degustato

  14. ha risposto a Paolo: Anche a me piacciono e trovo il Pietrone , nel suo essere “tanto”, in alcune uscite più interessante del San Michele. Hanno un tratto comune di generosità e in alcune uscite un minimo di residuo (soprattutto nel Pietrone) si avverte. Io li compro e li bevo molto volentieri. Il Misco (buonissimo il 2008 e grandiosa la riserva 2006) lo apprezzo molto … il Mirum (che adoro e anche qui la dolcezza c’è e si sente ma è su un profilo quasi rieslingheggiante) penso che in questa degustazione penso fosse un po’ fuori contesto perchè è di Matelica e tutti i campioni bevuti invece provengono da Jesi …

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