Black Mamba. Ecco i buoni motivi per non andare al Vinitaly

Tempo di lettura: 4 minuti

La settimana prossima a Verona si svolgerà il Vinitaly, la più importante fiera del vino italiana. Io andrò per la quindicesima volta e già da qualche giorno manifesto i sintomi allergici classici, quelli che normalmente, nel mio caso, precedono l’evento. Inappetenza, irritabilità (un altro po’!) oliguria, Rush cutanei, sindrome di Stevens-Johnson (un incubo per i lettori di bugiardini!), prurito ovunque ma più che altro alla milza. Insomma, un po’ di tutto, perché la verità è che io il Vinitaly me lo perderei molto volentieri. Migliaia di corpi inutili, perlopiù ubriachi e senza una direzione, che si aggirano strafatti di Sagrantino e Amarone alle dieci della mattina. Gente che durante l’anno gode di una certa rispettabilità, seri professionisti che, come mettono piede a Verona vanno fuori di testa, mollano gli ormeggi e si trasformano in mostri orrendi e fastidiosi. Le mogli a casa e vai col liscio! Un, due, tre, casino! Per dirla con Trimani. Una città in tilt, un disastro fra navette immobili su Viale del Lavoro, code ai taxi, inutile parcheggio perennemente intasato di fronte al mercato ortofrutticolo, modelle supergnocche ma un po’ sfigate che sui pattini pubblicizzano prodotti improbabili, dalla grappa di Novello allo smacchiatore per il vino rosso sulle cravatte (che al passaggio delle modelle si macchiano moltissimo!)

Pensate che una volta nello spazio “Langa In”, un gruppo di simpatici e bravi produttori piemontesi ebbri a sufficienza, al grido di “Evviva la Lauro!” mi hanno sollevata e portata in trionfo in giro per il padiglione… Finito questo simpaticissimo sketch, andai in albergo a bere Crodino (non trovavo il Lexotan, dannazione!) Concepii quella sera l’ipotesi concreta di un gesto estremo, che per sperare in un esito felice avrebbe richiesto l’esibizione di un attestato sportivo più il certificato di nascita ad Acapulco. Nel mio caso, nativa di Bologna ( e le rinomate tre T non stanno per tuffatore…) avrebbe solo anticipato la rispettabile ma triste scelta di Mario Monicelli…E chi lo sa, se non avrei fatto meglio?

Verona, anche quest’anno, sarà un inferno. Non mancheranno i veronesi sbronzi, quelli che ci odiano perché facciamo casino la notte in piazza delle Erbe, rivedrò la mia amica Michela del Sottoriva (il mio Goccetto a Verona) gli osti cafoni, gli albergatori che vendono pacchetti da 5 notti a 700 euro a camera al giorno. I produttori di vino che invitano a cena i migliori clienti a due ore da Verona, che è quel che ci vuole dopo una giornata in fiera. Calli in fiamme e denti rubicondi di tannino. Impossibile smacchiarli ai bagni intasati della fiera che somigliano alle fogne di Calcutta, grazie alla buona educazione tipica di noi italiani. Insomma, mi aspetto il solito Vinitaly, un’enorme, colossale, insopportabile seccatura.

Quest’anno prevedibilmente l’attenzione si concentrerà su Montalcino, che presenta l’annata 2006, (ottima!) e su Bolgheri che con la 2008, proporrà alcuni veri fuoriclasse. Quindi un salto da quelle parti sarà bene farlo. Inoltre la Franciacorta festeggia il cinquantenario e assisteremo, per l’occasione, alla rentrée ufficiale della Guido Berlucchi in pompa magna, dopo tanti anni fuori dalla DOCG. Pertanto, qualcosa di interessante fra le novità, non dovrebbe mancare…E poi il nostro Presidente, Napolitano, pourquoi pas?

E Black Mamba? Che combinerà Black Mamba al Vinitaly? Presto detto!
Per cominciare dovrà pagarsi il biglietto di ingresso, avendo ceduto gli unici due ricevuti in omaggio a una persona molto gentile. Con certezza farò i soliti giri canonici, assaggerò ciò che non conosco delle nuove annate, Sicilia, Piemonte, qualcosa in Toscana che ancora manca all’appello e non voglio perdere e poi me ne andrò in Liguria, un’area che ho sempre visitato di fretta trascurando erroneamente alcune piccole e interessanti etichette. Cercherò di scoprire qualche novità sul Rossese che mi affascina sempre più e conosco ancora poco. Andrò a imparare qualcosa di nuovo, perché al mio ritorno come già annunciato, organizzerò almeno una degustazione di questo vino, il mio nuovo amore dell’ultimo anno, il mio stato di grazia. Sembrerà strano, non ci crederete, ma sono fedele e dico: Rossese, sono pazza di te!

Amici di Black Mamba, non lasciatemi sola, sostenetemi! Fate un piccolo sforzo e venite anche voi al Vinitaly. Mal comune, mezzo gaudio…Che poi, in fin dei conti quattro risate ce le facciamo…

80 Commenti

  1. Quest’anno a causa di problemi familiari non potrò partecipare al Vinitaly, ma certo l’articolo fa riflettere parecchio…forse sarei andato a Cerea per i Vini Naturali…oppure avrei seguito l’ottimo suggerimento per approfondire il Rossese, le Schiave e tutti quei vini rossi “piacevoli” molto d’estate, approfittando anche della temperatura che sta cambiando…
    M a questo punto, mi raccomando, impara e documentati…aspettiamo con ansia la degustazione!
    A presto e buon divertimento…

  2. Grande Cristiana, troppo divertente. ma dirai qualcosa ai tuoi lettori? un centinaio di degustazioni o ti farai portare in trionfo dalla hostess con i pattini? stai archiviando il vinitaly per bere in santa pace, dicci tutta la verità! 🙂

  3. ha risposto a Il Guardiano del Gusto: scommessa persa… mi tocca battere varie zone. Non mancheranno i bianchi friulani, i chianti che sono la mia fissa del momento, i tradizionali e ovviamente l’abruzzo nei ritagli…

  4. capisco voi che ci andate per lavoro… ma io non ci penso proprio, è qualche anno che ho desistito… Però se andassi andrei a farmi un immersione tra i bianchi campani…

  5. Io ci vado sempre volentieri. La media è di 4 kg in più a Vinitaly con la punta massima raggiunta farema a 7. La mia passione sono le messe cantate. L’ irraggiungibile maestro, è Paolo Trimani che sovente o almeno, dal 2006 applica sistematicamente il consiglio di Cristiana ovvero mal comune …. Ma alla fine dei conti sto Gaudio ma se può sape ch c… è.

  6. Cri, abbracciami Michela, la ho sentita proprio l’altro giorno…dai, fatti coraggio, il prossimo anno vado io al posto tuo;-)))
    ciao
    nic

  7. ha risposto a Gennaro Maglione: Ottima idea Maglione! Anzi farò di meglio, acchiappo una hostess e le regalo le mie scarpe in cambio dei pattini (certamente ci guadagna lei!) Così con le rotelle ai piedi faccio prima a finire il giro…’sto cordoglio!!!

  8. hai ragione cara Cristina!
    io quest’anno per la prima volta ho deciso di lavorare, almeno mi pagano le spese, le giornate di lavoro e ho mezza giornata per girare…
    🙂

  9. ha risposto a goffredo: Caro Goffredo, con o senza A è uguale, mi fa piacere che tu sia d’accordo e vedo che quelli del settore tendenzialmente la pensano come noi. Forse il Vinitaly è divertente solo per i visitatori, per i neofiti. Forse dovremmo smettere di andare, davvero! Ciao Goffredo!

  10. ha risposto a Cristiana Lauro:
    ……rientrat dal prowein , prima o poi si smetterà veramente con l’andare al vinitaly , al prowein ci stanno mangiando ; non che l’erba del vicino debba essere sempre più verde, è che la nostra è grigia…..

  11. Io lo odio il Vinitaly per me è un dramma. Ci vado per lavoro ma sto meditando seriamente di smettere. Ogni anno dico questo è l’ultimo e poi ci ricasco. Non capisco perchè non spostarlo in una città più accogliente. Verona è tanto bella quanto scomoda e poco accogliente. a me non piace nemmeno la Bottega del vino, una bolgia per bere male e spendere tanto. Brutto locale e sono anche maleducati.

  12. Eppure non riesco ad associare Black Mamba ricca di fascino e personalità al Rossese, ma sono in difetto, chissà magari è una nuova frontiera questo vino…avvisatemi per la degustazione…e poi ci vediamo a Verona sabato e domenica ?

  13. Sù, forza, ragazzi, coraggio, passerà anche questo fastidioso inciampo dell’esistenza e curererete le vostre ferite

  14. Io andavo solo per le tette. Il problema è che non ci sono più neanche quelle. Quanto ai vini sono tutti scarsi. Un baraccone privo di senso.

  15. ha risposto a umberto: Grazie per la solidarietà Umberto, purtroppo il nostro duro lavoro è fatto anche di momenti terribili come questo e meno male che possiamo contare su piccole valvole di sfogo, come scatti di gusto o qualsiasi blog che ci permetta di comunicare, di interagire per condividere serenamente e senza la psicoanalisi questi duri aspetti della vita professionale ma anche esistenziale, nel vero senso del termine, come giustamente hai apostrofato con la consueta sensibilità aggraziata che ti contraddistingue. Piuttosto, levami una curiosità: nel tuo lavoro come funziona, come fate in momenti duri a superare la crisi della fatica, soprattutto fisica di stare settimane intere seduti a scrivere con un bicchiere di vino scadente sul tavolo film o fiction per Rai uno ecc. Dimmi perchè mi interessa molto. Ah!Ah!

  16. ha risposto a Paolo: Caro Paolo, certo che ci vediamo a Verona, ci saremo tutti!…Ma perchè le donne ricche di fascino cosa bevono? Secondo me o Rossese o Martini Cocktail…;-)))

  17. a regà… e se nun ve facessero entrà…? mò metto io ‘na bona parola… 😉
    ps a me, il Vinitaly piace!!!

  18. 1. Krug, Clos du Mesnil 1995 (€ 573)
    2. Bollinger Blanc de Noirs Vieilles Vignes Françaises 1998 (€ 439)
    3. Dom Pérignon Rosé 1996 (€ 305)
    4. Salon Le Mesnil 1996 (€ 229)
    5. Krug 1995 (€ 152)
    Ecco cosa penso che beva una donna ricca di fascino…beve inarrivabile almeno per me

  19. Ti rispondo per me, non a nome della categoria. Quando succede che mi invitano anche al festival più scarcagnato della lunigiana inferiore, ci vado contento.
    Comunque, a prta gli scherzi, se ti scappa un’orella libera, per ritemprarti, ti dò una vera dritta della città, se per caso non la conoscessi. Cai alla chiesa di S. Bernardino e trova la porticina per la cappella Pellegrini e guarda in sù. E’ una delle cose più belle e strane che ho visto in vita mia.

  20. ha risposto a Paolo Mazzola: Amico mio, senza vanti ma dei vini che hai citato, tranne il secondo ne ho bevute anche più di una bottiglia negli ultimi 20 giorni, fortunella! In effetti ultimamente mi invitano spesso a fare grandi bevute. Sai che c’è Paolo? Al Vinitaly ‘sta roba non c’è e io se devo bere i soliti Gewurztraminer, francamente preferisco provare qualcosa che conosco poco e che trovo interessante. Il Rossese ha queste caratteristiche ma io sono ancora molto indietro, devo assaggiare molto di più per parlarne con cognizione di causa. Insomma, devo imparare ancora un bel po’! Comunque sul Rossese io scommetto e credo di non sbagliare. a presto! Anzi, al Vinitaly e se ti va un giro in Liguria ce lo facciamo insieme!

  21. Io andrò ad assaggliare i British Sparkling, metodo classico del Surrey e del Kent che promettono di diventare la nuova frontiera dello Champagne, visto che i terreni marnosi ci sono e il clima sta cambiando. Poi qualche bianco della Moravia, Welchriesling ed anche Gewurztraminer. Infine i Pinot Noir di Central Otago, nell’isola del sud della Nuova Zelanda. Nuove frontiere del vino che vanno esplorate. Come certe zone australiane. Andatevi a cercare il Dolcetto-Lagrein di Heartland, nella zona di Adelaide…..

  22. ha risposto a cernilli:
    non hai certo bisogno di consigli a riguardo, ma quando ero a Londra ho avuto modo di assaggiare Nyetimber (credo sia l’azienda si riferimento nel Sussex), semplicemente Sorprendente…

  23. ha risposto a cernilli: A però! Grazie dei suggerimenti. A costo di sembrare banale insisto che Montalcino 2006 è davvero interessante come annata e , ripeto, anche Bolgheri 2008…Ma immagino che i più cercheranno novità di altro genere. Dimenticavo! Io farò un bel po’ di assaggi anche di Nebbiolo perchè sull’annata in uscita di Barolo non sono così convinta…Comunque non mi aspetto grosse novità di alcun genere quest’anno.

  24. ha risposto a cernilli:
    Ciao Daniele,
    stai sempre avanti!!!!!
    io che non andrò a Vinitaly perchè non ne vedo il motivo, mi rifarò bevendomi, nella mia umile bottega, una bottiglia di Clos St. Jacues del Domaine Armand Rousseau.
    Sai, a me le sorprese non piacciono…

  25. ha risposto a luca panunzio: e comunque sig. Panunzio anch’io salterò il Vinitaly come lei, non è più divertente nemmeno per un semplice appassionato come me. Figuriamoci per voi!

  26. ha risposto a Cristiana Lauro:
    Ciao Cristiana,
    rispondo prima a te per motivi cavallereschi anche perchè ho capito quali Borgogna preferisci: Romanée-Conti, F.Roch, Madame Leroy. Giusto?
    Poi ad Alessandro Dondi che mi prende in giro ( :-)) ) ribadisco Valentini più grande al mondo in quanto espressione di un concetto sublime di vino chiaro ed identificabile:
    quel Vitigno, quel Territorio, quel Produttore = quel Vino Immortale. In pratica è il concetto del terroir che hanno in Borgogna. Dimmi tu quale altro vino esprime tutto questo.
    N.B. occhio: stiamo parlando di 45 € in enoteca, mica di 1.000/1.500 € per Montrachet di Ramonet o Romanée-Conti, “soliti e prevedibili” Chardonnay barricati. Vini precisi, misurati, varietali, lunghi e persistenti…..questi Vini non mi emozionano più.

  27. ha risposto a luca panunzio:
    aha aspetta un attimino Luca… Ok, Valentini è strepitoso, valore immenso ed è giusto e ovvio difenderlo. Però dire che i grandi di Borgogna non emozionano più… eh eh… Batard Montrachet, Grand Cru, Domaine Leflaive: ho avuto la fortuna di provarlo, anche più di una volta… beh.. quando lo bevi capisci quanto abbiamo ancora da imparare… e anche Corton Charlemagne, Grand Cru, J.F. Coche Dury…. 🙂
    senza malizia eh!

  28. ha risposto a goffredo:
    Ciao Goffredo,
    sempre senza malizia, ci mancherebbe, ma dall’alto della mia degustazione Trebbiano Valentini 1964, nr 3 bott rimanste al produttore, ammetto candidamente che del “mondo vino”, purtroppo, non mi sconvolge più niente.
    ti faccio un esempio:
    una sera un cliente mi chiama e mi dice che deve festeggiare un grosso contratto “chiuso” e mi chiede se può portare una bottiglia molto preziosa da casa. Rispondo ok, a patto che un bicchiere è per il sottoscritto.
    Arrivano in 8.
    4 astemi. (minchia che fortuna)
    3 donne (poco bevitrici)
    1 lui, il capo grande bevitore ma i discordi roboanti fatti lo distoglievano dalla sua stra-pazzesca bottiglia.
    La bottiglia in realtà era una magnum di….
    tieniti forte……..
    Petrus 1984………..
    Mezzo magnum che ha offerto a me e un tavolo di amici tra i quali un famoso avvocato pescarese che spero ci legga e dia conferma di tutto.
    beh 5.000 € di vino spesi INUTILMENTE..
    Perchè Petrus è il solito ” Merlottone” facilone e prevedibile. Un velluto di vino che ti riempie il palato della sua perfezione. …….
    Buono, per carità, ma Valentini Montepulciano 1988, ne vogliamo parlare?
    tutto quello che c’è di prevedibile nei grandi rossi lì non c’è perchè Francesco (Valentini) segue la natura e il suo decorso. Quindi largo a riconoscimenti di caffè, cioccolato fondente, funghi secchi e tartufi di Norcia.
    Quel magnum di 1984 l’ho premiato non aprendogli vicino un Montepulciano Valentini 1988 o 1985.
    E poi c’è qualcuno che dice che sono uno snob….
    mah……

  29. ha risposto a luca panunzio: Luca, Petrus è un merlottone facilone? Non mi sembra “facile” un termine preciso per definire un Pomerol. Non puoi liquidare con un “buono, per carità” uno dei più grandi vini del mondo e francamente, con tutto l’amore che ho per Valentini, il paragone mi pare decisamente ardito. Ho bevuto varie annate di entrambi i vini e di Petrus anche l’84 ma non in magnum. Valentini ’88 no, ma 85 più di una volta e altri più vecchi anche di recente. Puoi parlare di emozioni rispetto a Valentini, a memorie personali, uniche, che certamente avrai e io capisco e rispetto, ma Montepulciano Valentini contro Petrus, non si può. Per me non si può. Bada bene, (per chiarezza) che io non mi riferisco all’impossibilità di paragonare vitigni differenti, ma alla grandezza del risultato in bottiglia. Per quanto mi riguarda le bottiglie sono tutte accostabili, solo che su questa partita, per me il risultato e lapalissiano.

  30. ha risposto a Cristiana Lauro:
    cara Cristiana siamo in due!
    Vorrei anche rispondere a luca, spezzando una lancia a suo favore sulla maestosità del montepulciano di Valentini, anche se, volendo parlare di contrapposizioni, lo vedo bene con un Borgogna, piuttosto che con un Bordeaux.
    Ho ancora un ricordo fantastico di quel 98 contro il Gevrey Chambertin Vielle Vigne di Charlopin. In quell’occasione fu Daniele a “mostrarmi” il fascino del maestro Valentini.
    All’inizio io bevevo solo il borgogna, a fine pasto valentini finito, borgogna ancora li….
    Alessandro ti ricordi? (da Niko Romito)

  31. ha risposto a luca panunzio: Luca buongiorno , la mia era una sparata da non prendere sul serio; diciamo che in realtà non ho un’idea così chiara ,personalmente, sul caso Valentini ;
    urge andare a recuperare qualche annata per berla (non degustarla) ;

  32. ha risposto a luca panunzio:
    “ribadisco Valentini più grande al mondo in quanto espressione di un concetto sublime di vino chiaro ed identificabile”

    Non è un’espressione tanto forte, quanto ambigua? E’ come dire che Tiepolo è il più grande pittore al mondo in quanto espressione della malinconia figurativa del settecento.

    Un vino, come un quadro, è meraviglioso perchè esprime compitamente la sua filosofia?

    O un vino è immenso perchè oltre a questo, esprime qualcosa che non sai spiegare?

  33. ha risposto a Cristiana Lauro:
    classico fuoco di paglia, tanto imponente con al su struttura, personalità e il compolesso bouquet all’inizio… quanto… due ore dopo nel bicchiere c’era la brutta copia, un vino “scialbo”, timido, ma dove cavolo è finita quella complessità olfattiva? ma mi sono ripromesso che se potrò, un giorno, lo riproverò… 🙂

  34. ha risposto a umberto: Infatti secondo me l’espressione è forte, ambigua ma anche imprecisa nel senso che non chiarisce, trascurando il fatto che stiamo parlando di un vino cui probabilmente Luca è legato profondamente dal punto di vista emotivo, ma che in realtà è ben distante da Petrus, . Ciò non toglie che Luca possa preferire Valentini Montepulciano, però Petrus a mio avviso è intoccabile, benchè mille volte gli abbia preferito grandi Borgogna. Stiamo parlando di uno dei 3/4 vini migliori del mondo. Inoltre, come ho già detto, liquidare Petrus con il termine “merlottone, facilone” è come affermare che Dante era bravo, per carità, ma in definitiva era un simpatico burlone.

  35. ha risposto a umberto: Infatti l’immensità dell’opera di Canova va ben oltre il materiale utilizzato, cioè il marmo. E chi se la sa spiegare? Nessuno.

  36. ha risposto a Cristiana Lauro:
    Ciao Cristiana,
    scusa la risposta tardiva ma la domenica non faccio niente e quindi eccomi quà di lunedì.
    Visto che sulle qualità intrinseche del vino siamo poco daccordo, vorrei parliare anche di un altro fattore non trascurabile: il prezzo.
    Petrus 2005 in enoteca, a Pescara, costava 8 mila € mentre la stessa annata di Valentini 80.
    Quindi qualcuno vuole dirmi che Petrus è più buono 800 volte?
    Daccordo la storia del vino francese, daccordo la prestigiosa Maison, ma chi è quel pazzo che comprerebbe 1 bott di Petrus e non 800 di Valentini Montepulciano?
    Poi rispondo a Goffredo: Valentini a tavola finisce sempre……e il Clos de Vougeot non lo bevo più da 5 anni, ovvero da quando ho deciso che è il peggior Borgogna prodotto. Vinello mite ed indeciso risulta chiaramente sopravvalutato. Quindi più che evoluto e stanco iil 2006 lo troverai MORTO.
    Ad Umberto dico che il suo approccio al mondo del vino lo condivido in pieno, che ha un concetto del vino che mi piace perchè è poetico: infatti il grande vino non può prescindere dal momento, dalla compagnia e, in definitiva, il vino IMMENSO è quello che trasmette “emozioni celebrali”.
    Ad Aless Dondi dico che…. mica mi sonno arrabbiato per quello che m’ha detto. Ci mancherebbe pure che uno sul blog non può dire quello che vuole…:)
    Lascio in ultimo il mitico box ricordandogli che la “colpa” di tutto questo è sua che mi ha “simpaticamente costretto” a vedere scatti:))

  37. ha risposto a luca panunzio: MIZZICA! Hai cenato con polpette al peperoncino??? Voglio proprio sentire gli altri cosa rispondono! Clos de Vougeot “vinello ” mi fa sorridere. In effetti non è un grande, ma non lo è mai stato, perchè dici che è sopravvalutato? Qualcuno lo ha mai definito un grande vino? Non credo, dai! Per il resto non posso rispondere sul prezzo di Petrus (quello sì, è un grande vino) perchè è vero che costa molto (moltissimo) di più rispetto a Valentini, però io quando giudico un vino molto importante non faccio mai una questione di prezzo se il vino è grande. Tuttavia mi rendo conto che aprirei una discussione sterile, correndo il rischio di infilare il canale sbagliato in questo momento. In fondo, benchè non sia concorde con tua posizione critica e sul giudizio, riconosco il tuo parere perchè ha un fondamento rispettabile…Ammazza però che caratterino!

  38. ha risposto a luca panunzio: a questo punto, cristiana, propongo un nuovo post francia Vs italia! 🙂
    Luca: è chiaramente opinabile ogni osservazione e critica nei confronti dei vini, visto anche il lavoro che fai, ma…. sai io ho imparato (con grande fatica) a non avere più alcun pregiudizio su nessun vino, territorio, tecnica, vitigno, ecc… Il Clos de Vougeot è una gran vino (secondo me), per la sua storia, per il territorio che rappresenta…. sarebbe come dire che il Sassicaia ormai è roba da neofiti… Forse lo è, ma è pur sempre una storia importante, dettaglio da non trascurare…
    Ti dico questo perchè fino a qualche tempo fa avevo anche io i miei schemi, il mito della Francia regina assoluta e poi via tutti gli altri… Ma poi ho imparato che i vini buoni sono ovunque nel mondo… (dopo aver bevuto El Pisson Reserva Artadi del 98 – all’inizio credevo fosse un borgogna, ovviamente…)

  39. ha risposto a goffredo:
    Ciao Goffredo,
    ma io non ho schemi, anzi è proprio il contrario se perono la causa Valentini contro il Mostro Sacro Petrus!!!!
    E poi occhio che Sassicaia non è un vinello facile-facile. Quando vogliono, lì il vino lo sanno fare… e pure bene….e non scende nel banalismo merlottone-barricatone.
    E poi, ti dirò che sul rosso non penso che Valentini sia il più grande in assoluto (come lo è per il Trebbiano), ma certamente fa parte di una ristrettissima schiera di over-the-top. In sua compagnia ci metto Amarone Quintarelli, Sassicaia, Sorì Tildin e, per contraddire Cristiana (tanto per cambiare…..:-) ) anche Monfortino.
    Vini tipici, varietali, espressioni di un territorio e di un produttore che tutto fa tranne che business.
    Sarò uno stupido sognatore ma il vino è poesia, passione e cultura.
    Ho un approccio forse ideologico e comunque gli ideologici sono necessari e e vitali perchè permettono di pensare, di metterci in discussione… indipendentemente se hanno ragione o no.
    E poi El Pison di Artadi……… vino da dimenticare. Non t’arrabbiare ma l’ho bocciato tempo fà. Io e mia moglie ne abbiamo finito una bottiglia a fatica. Bocciato. Però rimanendo in Spagna c’è un vinone che vale la pena bere: Vega Sicilia Unico”.
    Beh, mò vado a lavorare…….
    p.s. Oggi non replico a Cristiana, però la saluto 🙂 e mi dispiace che non hai abboccato all’esca che ti avevo lanciato: il rapporto qualità/prezzo. Oltre che bella anche intelligente….
    A presto

  40. ha risposto a luca panunzio:
    Luca, sai devo ammettere che hai gusti un pò controversi… 🙂
    dici di non avere schemi ma poi affermi che trebbiano valentini è il migliore bianco al mondo…
    Poi che dire, de gustibus, certo, ma Sorì Tildin è un discorso che va oltre il vino (secondo me) e ce n’è di meglio, eccome… Poi non mi paragonare El Pisson con Vega Sicilia ti prego… come dire che Giacosa è meglio di Ornellaia… totally different!
    Personalmente trovo che Vega Sicilia sia un gran bel vino, ma sopravvalutato. Cabernettone molto californiano come stile…
    Occhio che Cristiana ora passa all’offensiva pesante! P.S. Cristiana a questo punto aspettiamo il tuo post con impazienza!! Ciao!!!

  41. ha risposto a luca panunzio: In effetti, Luca, ho visto l’esca e l’ho evitata, a fatica… ;-)))…Circa Vega Sicilia: ecco un vino che non mi va mai di bere, me lo dimentico e ci sarà un perchè! A presto!!!!

  42. ha risposto a goffredo: Sull’offensiva pesante oggi vi risparmio la rogna…ma solo per odierna e passeggera benevolenza…domani, chissà!…Scherzo! Ciao Goffredo!!!

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