Il Dom Pérignon Œnothèque Rosé 1990 è un gioiello

Tempo di lettura: 1 minuto

Il Dom Pérignon Œnothèque Rosé 1990 è appena uscito sul mercato ed è disponibile in limitatissime quantità, solo 6 bottiglie pervenute a Roma e una appena assaggiata dalla sottoscritta. Al naso inizialmente una leggera riduzione che sorprende se si considera il millesimo non proprio recente, ma che in pochi minuti svela uno champagne che è un capolavoro. Fruttato esotico complesso, materia molto ricca, intensa ma non sovrabbondante, in equilibrio perfetto con acidità e alcolicità (12,5). Beva appagata da mineralità e pulizia, libera da qualsiasi sentore di lievito invadente. Decisamente lo Champagne più buono che io abbia provato negli ultimi mesi e anche se non sarà facile, vi consiglio di acquistarne una bottiglia, che potrete conservare in cantina per qualche anno perché di certo questo gioiello non teme l’ossidazione. In perfetto stile Œnothèque, fra i miei preferiti.

22 Commenti

  1. Introvabile comunque. Poi credo superi i 1000 euro. Quindi è davvero un gioiello! a me risulta consegnato solo a Roma e milano.

  2. Certo che mi fa ridere vedere un “compratelo” su una bottiglia che chissà quanto costa…… forse non vi ricordate che non state scrivendo un articolo su “Class”…

  3. …buon vino che non mi fa impazzire , soprattutto per il genere , il rosé,che mai mi fece strappare capello o pelo generico . Mille per mille , preferisco un paio di bocce di Krug Collection (’85) o aggiungerci qualche Euro e “farmi” un Clos D’Ambonnay , davvero il più monumentale Sciampo che mi sia mai capitato di bere , compreso il mio grande amore (corrisposto) Clos de Mesnil … comunque , non posso criticare a chi è piaciuto …

  4. ha risposto a vinogodi: Ti piacciono le ossidazioni…Clos è sempre un po’ fungoso, ultimamente mi piace meno, lo trovo un po’ “tamugno” come diciamo a Bologna. Baci!

  5. ha risposto a Kali: Oppure scegliere di non ave un target unico… Allora che facciamo dei vini mito? Non ne parliamo… Perché sono groppo cari? Anche un Freud o un Schnabel sono cari, allora dobbiamo parlare solo di Teomoldo Scrofalo? Bah!!!

  6. ha risposto a Kali: Mi dispiace Kali ma io bevo questi vini e di questi parlo. Se hai problemi con chi beve vini più costosi dei tuoi puoi sempre rivolgerti alla psicoanalisi. O più semplicemente evitare di leggere i miei pezzi…Già se evitassi di commentarli per me sarebbe un buon traguardo.

  7. ha risposto a Cristiana Lauro: …no dai , Cri, ogni contributo è sempre il benvenuto , anche se un pò “rosicone” : è uno dei tanti aspetti di chi si accosta al vino . Purtroppo è vero che è difficilissimo trasferire emozione , figuriamoci quando c’è desuetudine al bere altro da parte di chi legge . La qualità estrema del vino costa , ahimé , eccome se costa . Ma meno di tanti altri beni di lusso , quindi uno sforzo da parte di chi ha compiuto percorso enoico importante è d’obbligo , altrimenti siamo sempre al “vorrei ma non posso” e tutti quelli che si sforzano , anche con sacrificio, di fare l’esperienza enoica di vita vengono tacciati di snobismo puro o , addirittura , di gretta casta nobiliare di gente con puzza sotto il naso . Quoto Cristiana e faccio spallucce , come sempre , su chi aderisce al verbo enobanale o del braccino corto enologico…

  8. Il 90 rose’ aenothev e’ probabilmente il rose’ più impreasionante che mi sia capitato di bere negli ultimi anni. Potenza, complessità, eleganza, prima prova riuscitissima per la dom perignon . Costa molto ma ogni spero di potremo permettere di berlo di nuovo al più presto

  9. ha risposto a Kali:
    io ho avuto la fortuna di berlo gratis ma c’e chi beve il meglio, perché se lo può permettere. Ed e’ inutile nascondersi dietro un dito il meglio costa tanto. Ma il costo e il fatto che qualcuno rosichi non e’ un buon motivo per non parlarne, altrimenti la gente continua a pensare che larmandier bernier e’ un grande rose’ per esempio, invece e’ solo ottimo per bere un grande rose’ bisogna spendere tanto.

  10. come dice giustamente Cernilli in “Memorie di un assaggiatore di vini”:

    “Poi sognare non costa niente, come quando si leggono sulle rivisre specializzate le prove su strada delle Ferrari e delle Porsche.”

  11. ha risposto a Nico aka tenente Drogo: ..lo scrisse anche sul Gambero Rosso in riferimento alle bicchierate in Bue House come presentazione di un articolo che scrissi sul mensile in riferimento ai più rari vini d’Italia e del mondo…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui