Quest’anno ho scelto Stoccolma per le mie vacanze estive e subito il pensiero è volato a Narke, il birrificio svedese ultravotato su Ratebeer, dal 2007 ai primi posti nelle classifiche di settore: 3° posto nella “Best Brewers in the world” del 2011, 1° posto con la Stormaktsporter nella “Best Beer” 2011, risultato già raggiunto nel 2009.

Così recita Ratebeer:

“Imperial Stout brewed with heather honey and aged on oak-barrels for 2½ months. Serve at minimum 14 dgs. Share the bottle. It was first brewed in October 2005 and ages well for several years. Beer is Art!”

Su consiglio di Manuele Colonna ho scritto a Berith, la moglie del birraio HG , che mi ha dato appuntamento per venerdì 29 luglio al birrificio, ad Orebro, 120 chilometri a ovest di Stoccolma.

La visita del birrificio è stata sorprendente, ma soprattutto sono rimasto molto colpito dall’accoglienza, cordialità, gioiosità e generosità dei coniugi Witthorsson nonostante stiano vivendo un periodo drammatico a causa di un gravissimo problema familiare.

Berith, che lavora nell’ assistenza ai disabili, esperta di musica e danza, è venuta alla stazione di Orebro a prenderci, abbiamo fatto una consegna di fusti ad un pub del centro città e ci siamo avviati al birrificio. Hans-Goran Withorsson stava producendo una birra al ginepro, a bassa fermentazione ed era in fase caldaia ebollizione.

Il ginepro è aggiunto in infusione a caldo all’acqua del mash, la birra Jeneverator avrà 7,5°alc, ed è l’unica birra prodotta a bassa fermentazione. L’utilizzo del ginepro nella birra trae origine dalle usanze dell’isola di Gotland, ed era un must per quella popolazione così come lo è il luppolo per le IPA. Particolare l’etichetta, i cui soggetti sono nelle radici della Svezia: Thor che guida il carro trainato da due animali mitologici Tanngnjost e Tanngnsniz.

Iniziamo così ad immergerci e a capire un poco la ricerca ed il significato che HG attribuisce a tutte le sue birre. Sempre presenti i riferimenti all’antica Svezia, alla sua famiglia, allo sviluppo sostenibile ed a temi ecologici. L’occhio corre per l’ambiente (vedi foto) e inizio a capire Manuele quando affermava che Narke è veramente un birrificio artigianale: flange, chiavi, tubazioni, raccordi sparsi dovunque.

HG è abilissimo nel recupero e nel riciclo di materiali: si costruisce da solo serbatoi di fermentazione, serbatoi cilindrici orizzontali di maturazione recuperati dai ristoranti, serbatoi militari riadattati, insomma grande ingegno. Del resto in una Svezia che conta circa 30 microbirrifici artigianali, non ci sono produttori di impianti birrari numerosi come in Italia.

Non tragga in inganno questo disordine, la pulizia dei serbatoi è esemplare e HG mi dice con orgoglio che in 7 anni di attività ha avuto solo 2 infezioni (e questo la dice lunga sulla necessità tecnologica di approfondire questi temi) e lo stato dell’impianto testimonia quanto dice.

Il birrificio produce 500-600 ettolitri l’anno, cambierà impianto con una capacità in cottura da 15 ettolitri, a fronte dei 5ettolitri attuali. Produce soprattutto fusti e vende molto in Svezia, a Stoccolma in 10 pub tra cui l’Akkurat dove abbiamo trovato la Rainbow, a Goteborg, Orebro e altrove.

La prima birra provata è stata la Slattol Humlestygg, una pale ale di 4,7°alc. Utilizza come luppolo Chinook, in caldaia ebollizione. Birra molto popolare e bevibile fra quelle prodotte, con discreto corpo, molto pulita e nitida, con un bell’aroma resinoso di luppolo. Slattol sta per landa piatta (birra leggera).

Diamo uno sguardo all’etichetta della Solitar, un’APA che avevo provato a Roma e HG ci spiega che APA in svedese vuol dire scimmia ed è la ragione della bella scimmia riprodotta in etichetta. Utilizza come luppolo il Centennial.

E passiamo alla Orebro bitter, amara come sanno essere gli abitanti della cittadina, una E.S.B. Extra Special Bitter. Una birra eccellente per me. Utilizza East Kent Golding ed un po’ di Cascade, 5, 9°alc. Molto equilibrata nelle sue componenti di corpo e di amaro, complessa con tanti aromi che si sovrappongono ed un gradevolissimo citrico finale del Cascade. Grande birra!!

La International Ale è un IPA di 6,5°alc.(inteso anche come Indipendent Pale ale) e utilizza luppoli di tre nazioni, Green Bullet neozelandese, Simcoe americano e Challenger inglese, 6, 7°alc. Birra ovviamente nel segno dell’amaro e degli aromi del luppolo, sempre molto pulita ed elegante, con buona struttura ad accompagnare questa profusione di luppolo.

La Rainbow Warrior è dedicata al Rainbow Warrior, il battello neozelandese di Green Peace affondato il 10 luglio 1985 dai francesi impegnanti a difendere la campagna nucleare nel Pacifico. Una single hop IPA di 6,3°alc., utilizza un luppolo neozelandese, il Green Bullet. Birra da grande bevibilità e di discreta struttura, con un gradevole aroma resinoso finale di luppolo, insieme ad aromi fruttati di mela matura, di pesca gialla, come sempre aromi puliti, distinti.

Il nome Rainbow Warrior deriva da una profezia degli indiani d’America. Secondo questa profezia la Terra sarebbe stata un giorno depredata di tutte le risorse, i fiumi avvelenati e i cervi sarebbero morti a migliaia. Ma poco prima che fosse troppo tardi gli Indiani avrebbero recuperato il loro spirito e insegnato a tutti gli uomini del mondo il rispetto per la Terra. Insieme sarebbero diventati i “Guerrieri dell’Arcobaleno” [ Rainbow Warriors ].

Basta Rokol Anders Gorannsons, anche questa grande birra, con delle note aromatiche di ginepro!! Una birra affumicata di 5,7 °alc, con il 7% di smoked malt, birra di tradizione, precedente all’ utilizzo delle lager. HG sostiene che i malti affumicati finlandesi, lituani e svedesi siano i migliori al mondo, spesso affumicati con torba, ma anche con legno di ginepro.

In etichetta: MORMORS, FARFARS, FARFARS, FAR, mormors sta per grandmother, farfars per grandfather, la birra è dedicata ad un avo di 8 generazioni, Anders Goranssons, che ha vissuto dal 1730 al 1794, era capo del villaggio e nel governo della municipalità e guarda caso proprietario di un pub.

Birra di media corposità con belle note fruttate da prugna essiccata, aromatiche di whisky e ginepro affumicato. Grande equilibrio ed affumicatura non invasiva ma sapientemente dosata.

Pannknektarnas è una deliziosa porter, un’altra grandissima birra, di 6°alc., addizionata di estratto freddo di miscela di caffè Arabica dal Nicaragua, aggiunta in maturazione. Aroma di caffè distintissimo, cioccolato, caffè tostato, sensazioni di frutta matura, con grande complessità, corpo rotondo e leggera percettibile acidità e bassa carbonatazione.

Chiudiamo con una delle migliori birre che abbia mai provato. Una imperial stout, la Konjaks Stormaktsporter, 9°alc, 25 gradi Plato, affinata per 2 mesi e mezzo in botte di cognac. Addizionata di miele d’erica, è una birra di un ‘eleganza, complessità ed equilibrio memorabili. Le sensazioni di cioccolato, di caffè tostato ed alcoliche di cognac si susseguono l’una dopo l’altra.

La Porter di Narke nel 2009 ha scalzato la Westvleteren 12 dal primo posto della classifica “Best Beer” di Ratebeer, è ritornata seconda nel 2010 e nel 2011 è di nuovo in testa!!!

Ci siamo lasciati ricevendo in regalo una Porter del 2005, una delle poche rimaste, una del 2006 ed un’altra Konjaks Stormaktsporter. In definitiva grandi persone e grandi birre, giocate sull’equilibrio, sull’eleganza, una sorta di sostenibilità birraria !!!

Una visita che vi consiglio caldamente, una delle mie migliori esperienze.

11 Commenti

  1. beh complimenti per il viaggio 😀
    Non ho capito se hai provato la Kaggen! non affinata nel Konjaks.
    Personalmente preferisco la porter base perché si sente molto di più l’erica

  2. Adesso Claudio sarebbe bello invitarli a Roma per una bella manifestazione…proverò con Slow Food, anche se Mirko, Leonardo…Manuele e Riccardo avrebbero più chance

  3. Grande e giusto articolo Paolo, meritano il massimo. Proverò ad invitarli a Birre Sotto l’Albero, Roma gli manca molto dopo la visita avvenuta durante la crociera, speriamo di riaverli per dicembre!

  4. Bell’articolo Paolo. Tutte le volte che leggo i tuoi articoli mi viene voglia di assaggiare la birra che descrivi, di andare a visitare il posto dove la producono. Si possono sentire gli odori e i sapori che descrivi. Bravo e grazie per aver condiviso questa bella esperienza!:-)

  5. Come al solito grande e ammaliante narratore dell’arte brassicola durante la lettura non conoscendo le birra comunque in bocca avevo la sensazione di assaporare i cascade gli east kent golding grazie Paolone

  6. @Giovanni Se come credo Hans Goran e Berith ed il figlio verranno a Roma per birre sotto l’albero, è indispesabile esserci e provare le loro birre, veramente fatte con maestria

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