Gli eventi della birra tra SaporeRimini e Ibf Milano

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E anche la seconda edizione della Settimana della Birra Artigianale è andata  ma, differenza del Natale di casa Covelli/Riccardo Garrone in “Vacanze di Natale” (l’originale 1983© ), non “se la semo torto dai co*****i, invece già ne sentiamo la mancanza e aspettiamo con ansia l’edizione 2013 (Maya permettendo).

Il trend è senza dubbio positivo, con una crescita di circa il 30% rispetto alla passata edizione, che ricordiamo essere stata la prima. Oltre 100 adesioni in più di quelle del 2011, 284 eventi totali dei quali 207 proposti dai partecipanti. In generale si è notato un coinvolgimento importante tra operatori, appassionati e semplici curiosi: un buon ambiente, aria buona. C’è interesse per questa manifestazione, che offre un’ulteriore occasione per avvicinarsi a un mondo ancora di nicchia e che promuove una visione conviviale della birra di qualità, aspetto spesso trascurato soprattutto in Italia dove ricordo  malincuore, a fronte di un numero sempre crescente di alcolisti saggi, ce ne sono ancora troppi che quando bevono si devono ridurre ‘na mappina (straccio in dialetto partenopeo).

Già si sta lavorando all’edizione 2013 e quella che si è appena conclusa l’ho passata in compagnia di Lariano (tanto Lariano…), Alev, Buskers by Extraomnes, BdB, Bi-Du e Evil Twin. Il regalo più bello è arrivato da Manuele Colonna che mi ha fatto un gentile omaggio, tanto inaspettato quanto gradito: una bottiglia di Kaggen di Närke annata 2008, il migliore microbirrificio al mondo secondo molti, anche secondo Ratebeer negli anni passati. Sulle birre bevute magari faremo un excursus nelle prossime settimane, tanto non sono birre che oggi ci sono e domani no. Volevo rimanere sul percorso di avvicinamento alla birra artigianale. Leggevo su siti e blog del settore su come cercare di indottrinare i consumatori di birra ordinari in consumatori oculati. Si faceva un viaggio tra formati da 33 più fruibili in quanto affini alle bottiglie dei prodotti commerciali industriali, e cioè le bottiglie da 75 che mettono paura appunto per la dimensione. Ho letto reazioni più o meno stupite, che anche dalla mia esperienza con amici e conoscenti quando me li porto (o mi chiedono di portarli) a bere, non si capisce se sono reazioni di facciata più che vera consapevolezza di quello che stanno bevendo. Della serie, sì buona, ma a me non mi sembra diversa dalla Ceres (Presto! i Sali!) o dalla nnnn…. nnnssssttrrrzzzzrrrrr…. non ce la faccio manco a scriverlo… insomma avete capito no? Intanto chi non conosce il mondo delle birre quelle buone, artigianali o no, è ignorante nel senso etimologico del termine, non sa (da adesso in poi chiameremo queste persone gli ‘gnuranti “anche con un po’ di disprezzo goliardico). Essere ‘gnuranti è lecito, il mondo mediatico ti propina quelle 4 ciofeche da bere responsabilmente, ma non le devi bere responsabilmente perché poi ti ubriachi e puoi diventare pericoloso per te o per gli altri, le devi non bere con giudizio perché poi ti fanno male tanto so’ immonde, meglio sarebbe se non le toccassi proprio. Fino a qualche anno fa poi anche i pub erano per la maggior parte regno di quelle birracce mediocri o peggio ancora, di quelle costruite a tavolino, vedi la Slalom, l’unica cosa che si può dire della Slalom e che il giorno dopo stai male, anche perché chi la beveva lo faceva solo per “storcersi”.

Allora come essere traghettati nel mondo di birrolandia? Io rimango della mia idea, il luogo è il pub e il personaggio è il publican, colui che ti introduce all’alcolemia di classe, che ti fa capire come ti piace bere. E’ bene quindi averne uno di fiducia che ti conosca e sappia sempre consigliarti che cosa potrebbe piacerti, che cosa non, e che cosa dovresti assaggiare anche se non rientra nei tuoi gusti. Qualcuno che ti metta in condizioni, pur non essendo un Michele (quello del Glen Grant) della birra, di dare le indicazioni giuste per ordinare sempre qualcosa di tuo gusto. Magari per aiutarti a superare alcuni preconcetti come quello che vuole che la birra rossa sia necessariamente amara e quella bionda no (ci sono esempi lampanti di birre chiarissime amare come una cosa amara e birre rosse dolcissime). Qualcuno che ti aiuti a fare la scelta giusta: alta fermentazione o bassa? Più luppolata quindi amara oppure maltata e allora più incline al dolce?

Alla fine di questo pippone serio ma non troppo, ricordiamo 2 appuntamenti a breve scadenza per chi può e vuole addentrarsi a questo ambiente: SaporeRimini dal 25 al 28 febbraio, il festival della birra nella capitale adriatica del divertimento, e poi la data milanese dell’IBF, dal 9 all’11 marzo (già ho prenotato l’aereo…).

Degli ultimi giorni è la notizia che la data romana si terrà il prossimo lustro (5 anni) presso l’Atlantico, per chi si avvicina agli anta come il sottoscritto sarebbe l’ex PalaCisalfa all’Eur, dal 4 al 6 maggio. Insomma, un finale d’inverno A TUTTA BIRRA!

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