Ancora Osteria di Monteverde per un altro appuntamento del calendario di cene-degustazioni organizzate da Maurizio Valeriani e Stefano Ronconi, con il supporto di Antonio Paolini. Obiettivo: approfondire la conoscenza della chiantigiana Fontodi di Giovanni Manetti, presente all’incontro insieme a Fabio Turchetti, giornalista de Il Messaggero, e al sommelier, fresco premiato di Italia a Tavola, Alessandro Scorsone. Prequel, una degustazione tecnica a 4 voci (Antonio Paolini, Stefano Ronconi, Maurizio Valeriani e Riccardo Viscardi del Gambero Rosso).

Serata incentrata su due verticali di 4 annate dei 2 campioni di casa Fontodi:  il Chianti Classico Riserva Vigna del Sorbo e il Flaccianello della Pieve accompagnati dai piatti pensati per l’occasione dallo chef Roberto Campitelli.

Aperitivo con una fresca bollicina ligure Millennium Tertium della Cantina Lunae (metodo Charmat Lungo da uve Albarola, Greco e Malvasia) si è proseguito con la prima verticale di Chianti Classico Riserva Vigna del Sorbo declinata nelle annate 1995, 1999, 2004 e 2008.

Chianti Classico Vigna del Sorbo 2008
Il vino viene prodotto con le uve della Vigna del Sorbo che appare in etichetta, in cui sono presenti  alcuni filari di Cabernet Sauvignon: risultato 90% Sangiovese e 10% di Cabernet Sauvignon. Il 2008 appena versato nel bicchiere è leggermente ritroso, poi si apre su note scure ed eteree, ancora qualche minuto e si avvertono note minerali e  di incenso; in bocca balsamico e liquirizia, materia di bella finezza, tannini risolti, da aspettare.

Chianti Classico Vigna del Sorbo 2004
La versione del 2004 esce prepotente già al naso, con una ricchezza ed ampiezza fuori dall’ordinario, con note balsamiche e di erbe aromatiche, in bocca si apprezza un frutto croccante con note di ciliegia durone, una tessitura elegante e vivissima, tannino ancora presente ma di grande finezza, lungo, quasi interminabile. Per la cronaca è stato il Vigna del Sorbo preferito da Giovanni Manetti nella serata.

Chianti Classico Vigna del Sorbo 1999
Salto indietro nel tempo e cambio di espressione nel bicchiere: note scure e terrose, leggermente evoluto, in bocca è meno agile dei precedenti, più compatto ma un po’ monocorde, con un profilo largo ma che non stupisce per persistenza e che non soddifa a pieno nemmeno lo stesso produttore.

Chianti Classico Vigna del Sorbo 1995
In questo vino il profilo chiantigiano di Panzano emerge in tutta la sua classicità: note eleganti e terziarie di sottobosco, di fiori secchi, di humus;  in bocca si apprezza la liquirizia e l’anice, il tannino è fine e maturo,  l’acidità dona ancora vitalità al vino, garantendone anche la bevibilità. L’abbinamento ideale sarebbe stato uno stracotto toscano al chianti.

Dopo aver accostato a questo bel quartetto dei Pici all’aglione, si è passati a degustare il poker di annate del Flaccianello: 1996, 2001, 2006 e 2008, in abbinamento al costolaccio di maiale.

IGT Toscana Flaccianello della Pieve 2008
Il Flaccianello nasce dalla volontà di Giovanni Manetti di valorizzare al meglio il vitigno più importante che aveva in azienda, cioè il Sangiovese: infatti nel 1981, l’anno della prima vendemmia del Flaccianello, non era consentito utilizzare esclusivamente Sangiovese per produrre Chianti Classico. Ecco spiegato l’iniziale motivo della scelta dell’Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.). Questo millesimo, attualmente in vendita, mostra un naso molto tipico, di viola, con accenno di balsamico e di humus, in bocca la gioventù dei tannini non ne nascondono la maturità e la finezza, il vino ha frutto croccante e grande materia;  l’assaggio odierno sembra garantire un radioso futuro.

IGT Toscana Flaccianello della Pieve 2006
Questo vino appare fin dal colore di materia superlativa: inchiostro scurissimo e impenetrabile. Al naso è leggermente restio, poi si avvertono note di tartufo, di sottobosco e di frutto scuro ancora integro.  In bocca è imponente, ancora molto serrato, quasi austero: alcuni scommettono sulla sua positiva evoluzione, altri sono più dubbiosi. L’Abbinamento ideale sarebbe stato una Fiorentina (altrettanto imponente) al sangue!

IGT Toscana Flaccianello della Pieve 2001
Questo 2001 si presenta con un naso appena più evoluto delle attese, con note di tabacco, di resina e balsamiche; in bocca si riscatta alla grande con una vitalità e con un equilibrio gustativo eccellente che rivelano la freschezza dell’annata e della zona, la piacevolezza viene garantita da sentori agrumati e di buccia di pesca tipici per vini di questa zona, .

IGT Toscana Flaccianello della Pieve 1996
Ancora una grande espressione del Sangiovese di Panzano: naso con fiori rossi, sottobosco e funghi secchi, la bocca è ancora ricca di prugna in confettura, note balsamiche e liquirizia, rinfrescata da una acidità non ancora in declino. Per alcuni forse non il miglior assaggio ma sicuramente quello più affascinante.

Vin Santo 2003 
Realizzato da solo sangiovese, si apre al naso con note di fichi secchi, datteri e sentori speziati. Grande la profondità e la persistenza gustativa. Finale di grandissima piacevolezza (in abbinamento tozzetti preparati dall’Osteria di Monteverde).

Queste le preferenze del nostro Special Guest Riccardo Viscardi nella pre – degustazione delle due verticali: per il Vigna del Sorbo preferenza assoluta per il 2004, seguito dal 1995, 2008 e 1999; per il Flaccianello, seppur con una scala di differenze qualitative molto ridotta (tutti vini che superano gli 88 centesimi) la scelta cade sul 2008, seguito dal 2001, 2006 e poi 1996.

Prossimo appuntamento il 22 Marzo  alle 20,30 al Ristorante Civico 70 (via dei Quattro Venti n. 70)  con “ A Cena con un Friulano”, una serata organizzata da Vini Buoni d’Italia (Touring Editore) in collaborazione con Tipicamente Friulano, con i vini delle aziende Schiopetto e La Sclusa.

Note di degustazione: Antonio Paolini, Stefano Ronconi, Maurizio Valeriani

Foto: Daniele Amato

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