Extraomnes e le migliori birre artigianali italiane all’IBF di Milano

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Extra omnes (“fuori tutti”) viene pronunciato dal Maestro delle Cerimonie Pontificie e ordina a tutti quelli che non sono chiamati in conclave nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo papa di uscire, poiché l’elezione papale è rigorosamente segreta. Successivamente, la porta della Cappella Sistina viene chiusa e sigillata dall’interno.

Ma Extraomnes (tuttattaccato) è anche un produttore di buona birra della provincia di Varese, sull’autostrada dei laghi. Tra le sue produzioni ce ne sono due che sono indicate come le speciali. La Zest e la Kerst, agli antipodi per sapori e generi.

La Zest. Già il nome mi “puzzava”, poi mi dicono che è fatta col luppolo Citra in dry hopping… La cosa mi “puzzava” sempre di più. Sapevo a cosa andavo incontro ma ho accettato la sfida.

Lo zest in ambito culinario è la scorza dell’agrume usato in cucina, sia grattugiata che intera o candita. Citra (luppolo nato in America nel 2007 dall’innesto di vari tipi di luppoli con una percentuale alta di acidi alfa, quindi dona molto amaro al gusto) nel nome ricorda citrus, la famiglia degli agrumi a cui appartengono tutti gli agrumi che conosciamo, dall’arancio al limone passando per cedro e pompelmo.

Non è che mi aspettassi quindi un sapore diverso, e non mi ha scontentato questa birra, novità del 2011 e subito premiata come miglior birra all’IBF di Milano dello scorso anno.

Si presenta nel bicchiere color oro pallido, velato, con un cappello di schiuma compatta e fine, bianca e molto persistente. Aroma pungente al naso, spiccano note di agrumi, ma tante note; scorza di limone, lime e pompelmo ma anche una lieve speziatura. In bocca ha un rapido imbocco dolce di frutta gialla, ma troppo breve, seguito subito da un amaro erbaceo. Sovrastano su tutto abbondanti note citriche. Gusto molto pulito e secco, astringente ma che non disturba la bevuta. Il retrogusto è amaro ed erbaceo e ritroviamo note di scorza d’agrumi (limone, pompelmo). L’ uso dei malti saison caratterizza comunque la produzione Extromnes e il loro amore per le birre belghe, nonostante il Citra made in Usa. La caratterizzazione “citrica” abbastanza spinta, e l’estremo gusto amaro astringente può non incontrare tutti i gusti (come il mio). Rimane tuttavia una birra buona, ben fatta, beverina e dissetante. Per gli amanti del genere è da provare. 5.3° di alcol.

Straf. In Fiammingo vuol dire punizione, ma tutto fa tranne che punire… a parte la gradazione alcolica. Una saison invernale belga che gioca a fare la tripel. O una tripel che si diverte a sembrare una saison. Color oro carico, schiuma soffice e persistente, al naso arrivano subito note di frutta a pasta gialla matura, pesche sciroppate e mele cotogne, molto dolce.

Bevendola mantiene tutte le promesse che ha dato al naso, nonostante gli oltre 9° alcolici, mantiene un corpo non troppo pesante, e il bilanciamento dei sapori dolci fruttati ne favoriscono la bevibilità. In chiusura subentra un sapore più speziato, quasi pepato. Nel retrogusto abbiamo una leggera nota acidula che taglia i sapori. Una birra ben fatta, strutturata, importante e al contempo godibile per la facilità con cui scende in gola.

Due birre diverse ma alla base un fattore comune, l’ispirazione belga.

Oggi sono stati premiati nell’ambito della settima edizione dell’Italia Beer Festival in corso a Milano le migliori birre artigianali italiane che hanno partecipato al CIBA (Campionato Italiano delle Birre Artigianali). Si tratta di una competizione nazionale che dal 2006 vede le birre artigianali italiane contendersi la palma di migliore prodotto dell’anno, in seguito alle degustazioni di una commissione di esperti che procedono per quattro mesi ad effettuare assaggi alla cieca all’insaputa dei birrai. Extraomnes si è piazzata nella categoria blond e golden ale.

Questi i Primi posti assoluti: Winterlude – Birrificio del Ducato, Parma; Magut – Birrificio Lambrate, Milano; Sunflowers – Birrificio Valcavallina, Endine Gaiano.

Di seguito invece i primi tre classificati per categoria:

blanche-weizen-farro-wizen dunkel-wizen bock:

Vudu – Birrificio Italiano (weizen dunkel)

Ambrosia – Birrificio Toccalmatto (blanche)

Manerba weizen – Birrificio Manerba (weizen)

koelsh

Rodersh – Birrificio Bidu (koelsh)

Golconda – Birrificio Endorama (koelsh)

Forum Gallorum – Birrificio Emiliano (koelsh)

pils

Magut – Birrificio Lambrate (pils)

Tipopils – Birrificio Italiano (pils)

Grigna – Birrificio Lariano (pils)

blond e golden ale

Sunflowers – Birrificio Valcavallina (golden ale)

Blond Extraomnes – Birrificio Extraomnes (blond)

Ortiga – Birrificio Lambrate (golden ale)

saison

Sibilla – Birrificio Toccalmatto (saison)

Temporis – Birrificio Croce di Malto (saison)

New Morning – Birrificio del Ducato (saison)

bock-doppel bock-rauch-munchener-marzen-dunkel-vienna

Porpora – Birrificio Lambrate (bock)

Falesia – Birrificio Lariano (bock)

Ambershock – Birrificio Italiano (doppelbock)

belgian ale-belgian strong ale – dubbel -tripel -belgian dark strong ale – barley wine

Winterlude – Birrificio del ducato (belgian strong ale)

Triplexxx – Birrificio Croce di Malto (tripel)

BB10 – Birrificio Barley (barley wine)

erbe-spezie-miele-castagne-frutta-acide

Robinia – Birrificio san Paolo (miele)

Strada San Felice – Birrificio Grado Plato (castagne)

Zingibeer – Birrificio Doppio Malto (spezie)

schwartz-porter-stout-imperial stout-milk stout-sweet stout-coffee stout-smoked stout

Confine – Birrificio Bidu (stout)

Pecora Nera – Birrificio Geco (milk stout)

Imperial Ghisa – Birrificio Lambrate (imperial stout)

pale ale-ipa-dark ipa -apa-bitter-double ipa-mild- altbier

B Space Invaders – Birrificio Toccalmatto (dark ipa)

Backdoor Bitter – Birrificio Orso Verde (strong bitter)

IPE’ Hartvest – Birrificio San Paolo (apa)

[Foto: unabirraalgiorno.it]

2 Commenti

  1. Sono il tenutore del blog Unabirralgiorno (da dove è stata presa – scontornandola – la foto della “Zest” in bicchiere usata in questo articolo). Mi sembra di caprie che vi trovate d’accordo al 110% con la nostra recensione. Lunghi da me fare polemica, ma secondo me un po’ più di sforzo nel scrivierla – la VOSTRA recensione – potevate anche farlo. Mi sembra che rasenti il “copia&incolla” della nostra che riporto di seguito e che trovate qua ( http://unabirralgiorno.blogspot.com/2011/07/extraomnes-zest.html ):

    “All’aspetto è di colore oro pallido, velato; la schiuma, compatta, fine e cremosa, è bianca e molto persistente. Molto gradevole l’aroma, pungente, agrumato; spiccano sentori di scorza di limone, lime e pompelmo ma anche una lieve speziatura donata dai lieviti (tipo saison ?) con una nota pepata. Leggera e beverina, in bocca ha un rapido imbocco dolce, biscottato, seguito subito da un amaro un po’ erbaceo ma soprattutto caratterizzato da abbondanti note citriche. Gusto molto pulito e secco, con una leggera astringenza che comunque non disturba mai la bevuta. Il retrogusto è amaro ed erbaceo e ritroviamo note di scorza d’agrumi (limone, pompelmo). E nonostante l’impiego del “modaiolo” luppolo americano Citra, questa Zest non riesce a celare l’amore dichiarato che il birrificio ha per la tradizione brassicola Belga. La caratterizzazione “citrica” è abbastanza spinta e può forse non incontrare tutti i gusti; rimane tuttavia una birra semplice ma assolutamente non banale, ben fatta, pulita e, a nostro avviso, ottima per l’estate”

    Comunque… salute… (e saluti).

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