Prima che qualcuno, nel bene o nel male, spari all’incolpevole pianista della tastiera, è bene specificare. L’affermazione non è farina del nostro sacco ma precisazione di Franco M. Ricci sull’editoriale del n. 54 di Bibenda. Alla ricerca di una pari opportunità tra vino naturale e vino artefatto (ehm, meglio vino fatto secondo arte), tra vino biologico e vino chimico, tra vino biodinamico e vino convenzionale, tra vino artigianale e vino industriale è scoppiata la bomba. Ma che ce ne frega del vino biologico! appunto.

Basito per il punto fermo che viene messo, non c’è altro da fare che riportare fedelmente le considerazioni di Franco Maria Ricci.

Lo abbiamo scritto sull’editoriale della Guida 2013. Lo vogliamo ribadire questo desiderio di far cessare il suono di certi tromboni che sull’altare del “puro e pulito” inventano la favola di un vino migliore confondendo una bio vigna con la cantina, fingendo di non sapere che per eliminare i solfiti dal vino, i diserbanti o i concimi chimici nel terreno non ci azzeccano niente.

Di sicuro, signori, secondo natura il vino è aceto. E, se non si trovano altri sistemi, senza la mano dell’uomo in cantina, proprio non possiamo farne a meno dei solfiti. E chi utilizza i solfiti non può scrivere “vino biologico” sulla bottiglia o sul suo biglietto da visita.

Sia come sia, noi siamo per la qualità. Punto e basta. La ricerca della qualità è il nostro obiettivo e se qualcuno un giorno ci proporrà la massima qualità e in più pure senza solfiti, gli assegneremo senza dubbio il nostro Oscar. Perché sarà allora una grande scoperta, da applaudire come abitanti di questa Terra. Però, dopo l’applauso, torneremo in silenzio a occuparci di vino.

Azzardo. Forse un punto si può condividere: la naturale tendenza del vino è diventare aceto, sta all’uomo farne altro prodotto. Sul come, ci sarà ancora da scrivere.

1 commento

  1. premettendo che appena ho letto l’articolo di Ricci ho pensato “questo è matto”, dal tuo articolo sembrerebbe che il vino non biologico sia una bevanda chimica, e soprattutto contribuisci non poco a creare confusione sull’argomento: vino naturale cosa vorrebbe dire? Punto fermo, come dici anche te, è che il vino naturalmente (senza intervento dell’uomo) non esiste; e allora è un espressione di marketing?
    Poi, vino artefatto: fatto tramite tecniche e arti per cui è necessario l’uomo? Sì, e non c’è nulla di male!!!
    In sostanza quello che vorrei dire è che, secondo me, articoli di questo tipo, pur partendo da tutte le buone intenzioni del mondo, quasi giustificano atteggiamenti alla Ricci.
    Francesco

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