Pivo, app iPhone per ordinare birra sempre, è un successo planetario

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pivo app

Una volta, quando il romanticismo non era roba per catulliani nostalgici, si cercava di collezionare “ti amo” in tutte le lingue del mondo per stupire i propri amanti con acrobazie linguistiche. Anche oggi la lingua può essere mezzo di intraprendenza e per attaccare bottone con la bionda barista russa dalle gambe infinite, potete provare con: AD-NO PEE-VAH PAH-ZHA-LOOSTA! Tranquilli, le avete chiesto cortesemente una birra nella sua lingua.

Google è arrivato in soccorso dei sentimentaloni, ma a sostenere i birraioli di tutto il mondo ci hanno pensato Justin Amey e Ollie Hepworth creando un’applicazione che traduce in 59 lingue la salvifica frase dei giovani in vacanza: “Vorrei una birra per favore”.

Si chiama Pivo e, per ora, alla ridicola cifra di 89 centesimi è al servizio degli iPhoniani. L’applicazione non si limita di certo ad una misera traduzione. Fornisce supporti video con mini tutorial per poter pronunciare anche le sequenze di lettere più improbabili senza sembrare dei perfetti idioti. Quella è un’apparenza riservata al terzo giro di pinta.

Avventuratevi pure in qualunque pezzo di globo vi passi per la testa, Pivo sarà il miglior amico delle gole assetate perché non vi lascerà mai senza parole, neanche se aveste bisogno della lingua Zulu, Yddish o del dialetto ganese Twi.

Pivo è attiva dal 13 Giugno 2013 e in una sola settimana è diventata la seconda applicazione più scaricata nella sezione Viaggi dell’App Store dagli over 17, gli unici autorizzati a farlo. Ha anche un profilo Twitter, una pagina Facebook e il canale YouTube.

I creatori sono stati ispirati da un viaggio a Praga, presi dalla volontà di ordinare una pinta senza l’ausilio dell’inglese. Non a caso Pivo significa birra in lingua ceca. Avvertendo la difficoltà di reperire la formula magica, nonostante la richiesta inoltrata anche all’onnisciente Google, hanno deciso quasi per scherzo di farne un’applicazione. In effetti, sforzarsi di macinare qualche frase nella lingua del paese ospitante fa tutto un altro effetto. Se poi basta un touch e dietro al bancone qualcuno può regalarci anche un sorriso, ancora meglio. I video tutorial poi sono spassosi, al limite del farsesco. Potreste trovarvi di fronte ad un gallese che vi erudisce in tanga o a Putin che, pur insegnadovi la pronuncia perfetta, vi rammenta che in Russia preferiscono la Vodka.

Have a nice beer!

[Link: Corriere Immagine

2 Commenti

    • Credo, Adriano, che la cosa vada presa proprio nel senso del sorriso e della (quasi) inutilita’ del prodotto. Difficile pensare che un dito puntato e/o una indicazione alle spalle del bancone non riesca nell’intento di fare arrivare un bicchiere di birra davanti a se

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