4 birre dimenticate ad Expo 2015

birre Poretti

Sieti stati a EXPO? Avrete visto allora che in ogni dove vengono offerte le birre dei due birrifici ufficiali: Birrificio Angelo Poretti, birra ufficiale di Padiglione Italia, e Birra Moretti, birra ufficiale di Expo. E poi c’è in bella evidenza la Pilsner Urquell, al padiglione della Repubblica Ceca, uno dei primi per chi arriva con la metropolitana o il treno.

La vostra Mary Hoppings, che è un’assidua frequentatrice di Expo, si è accorta, girando tra i vari padiglioni, che molti di loro si sono portati le loro birre e ha fatto per voi una piccola selezione, così da poter calmare la vostra (inevitabile) sete con una scelta più ampia di quella che si propone a prima vista.

1. Union (Slovenia)

birra Union

Lager 4,9%

E’ prodotta da un grande birrificio sloveno, la Pivovarna Union di Lubiana, fondata nel 1864 e cresciuta nel tempo anche mediante l’acquisizione di molti piccoli birrifici della zona, fino a restare l’unica fabbrica di birra ed essere anche nazionalizzata nel 1946. Ora fa parte del gruppo Lasko.

Servita alla spina in modo piuttosto sbrigativo e in bicchiere di plastica (ahimé!), alla vista si presenta di colore giallo paglierino, limpida, con schiuma bianca poco persistente. Al naso offre sentori di biscotto e ricordi di malto, ma anche note erbacee, nel complesso risulta comunque non molto intensa e neanche troppo persistente.

In bocca il corpo è decisamente leggero, visto anche il basso grado alcolico, dall’ingresso dolce, e con un finale davvero poco luppolato. In compenso, sicuramente a causa della pessima spillatura,  è piuttosto aggressiva sul palato a causa di una eccessiva frizzantezza.

Tutto sommato, un’ottima birra per placare la sete, non dà emozioni particolari, una classica Lager. Io l’ho assaggiata con un’ottima salsiccia slovena, una porzione enorme a 7 €, quindi spuntino più che onorevole, visti i prezzi dei ristoranti di Expo.

2. Brick by Brick – Running Dune (Lituania)

birra Running Dune

Witbier 4,5%

Prodotta da un birrificio lituano che ama fare experimenti in piccoli lotti e usare materie prime naturali. E’ famoso perché ha sede in un faro. Tra varie birre disponibili al padiglione lituano, ho scelto una Witbier in stile belga, che si presenta di colore giallo paglierino, velato, con una bella schiuma bianca abbastanza persistente.

Al naso è speziata (si sente il coriandolo e l’agrumato della scorza di arancia candita, ma anche il cardamomo, ingrediente aggiuntivo scelto dal birraio), con una leggera nota sulfurea.

Il corpo di questa birra è leggero, reso piacevole dalla sensazione di morbidezza data certamente dal frumento non maltato (il rapporto qui è 60:40 a favore del frumento), che la rende anche leggermente acidula. La frizzantezza non è eccessiva. Unico appunto: la persistenza è un po’ corta.

Io l’ho trovata piuttosto aderente allo stile.

3. Atrapaniebla (Cile)

birra Atrapaniebla

Scottish Ale 5%

Prodotta dai fratelli Marco e Miguel Angel Carcuro, la Cerveza Atrapaniebla, che significa “Acchiappanebbia”, è famosa perché utilizza l’acqua estratta dalla nebbia del territorio di produzione a 700 metri sul livello del mare grazie a pannelli in rete di maglia Raschel, normalmente utilizzati per coprire le piante dal gelo. L’acqua che raccolgono è potabile e arricchita di sali minerali, ma purificata dalla sabbia e altri residui.

Il colore della birra è tra l’ambrato scuro e il tonaca di frate, la schiuma color avorio ha una grana media ed è piuttosto persistente. Al naso si presentano note di caramello, frutta, nocciola tostata. In bocca entra dolce, poi evidenzia una notevole sapidità (dovuta ai sali minerali della nebbia?), secca, poco amara, abbastanza persistente. Il retrogusto è tostato e caramellato. Unica nota negativa: troppo frizzante, nonostante la spillatura corretta nel bicchiere adeguato.

4. ÖÖ – Pohjala (Estonia)

birra Pohjala

Imperial Baltic Porter 10,5%

Prodotta da un birrificio artigianale (impianto da 12 HL) estone, il cui staff avrà un’età media di 27 anni, almeno a giudicare dalle foto pubblicate sul loro sito. Producono una serie impressionante di birre di molti stili diversi, con un packaging piuttosto curato e anche alcune chicche invecchiate in botte, purtroppo non disponibili in Expo.

La Imperial Baltic Porter colpisce fin dalla spillatura: scende lenta e densa nel bicchiere, è di colore ebano profondo e impenetrabile, con schiuma marrone opaco.

Il naso viene subito investito da un forte aroma di salsa di soia, accompagnato da note tostate di cioccolato fondente, caramello bruciato e frutta matura. Sinceramente, mi aspettavo anche una nota affumicata che però non ho trovato.

In bocca il corpo è pieno, la birra avvolge il palato con grande morbidezza, accarezza la lingua con il dolce e l’amaro, riproponendo un retrogusto di zucchero bruciato e cioccolato scuro. Il calore da alcol è decisamente percepibile. Una birra da meditazione.

birra spillatura

Ecco, ora sono curiosa di sapere se avete trovato altre birre in giro per l’Expo.

[Mary Hoppings]

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