Italiani all’estero. Una volta erano i contadini con la valigia di cartone, poi sono diventati i ragazzi in cerca di esperienze e di opportunità, dall’Erasmus alle borse di studio, e oggi sono gli chef (e i pizzaioli) italiani, che sempre più spesso aprono, in prima persona o come consulenti, ristoranti all’estero. E lo stesso si può dire per negozi dai marchi prestigiosi, o per catene che si diffondono a ragnatela. Ecco tre recenti aperture estere: lo chef due stelle Michelin Marco Sacco del Piccolo Lago di Verbania che apre a Hong Kong, la storica pasticceria milanese Marchesi 1824 (niente a che vedere con Gualtiero, lo ricordiamo) che ha aperto a Londra, e L’Antico Vinaio, celebre locale fiorentino, che apre con Joe Bastianich a Manhattan.

La Castellana con Marco Sacco a Hong Kong

Come si tradurrà bagna cauda in cinese? E bonet? Magari i nomi resteranno gli stessi, ma bisognerà ben spiegare questi e gli altri piatti piemontesi che saranno in carta da Castellana, il nuovo ristorante diretto da Marco Sacco a Hong Kong, il primo di alta cucina piemontese.

La Castellana si trova all’interno del Cubus, grattacielo avveniristico realizzato da Woods Bagot, uno degli studi di architettura più importanti al mondo.

Marco Sacco, due stelle Michelin al Piccolo Lago di Verbania, ambasciatore della cucina della sua terra, e del lago, e italiana, nel mondo, spiega così la sua nuova avventura:

“Castellana sarà uno spazio in cui l’eccellenza culinaria italiana, e regionale in particolare, potrà essere finalmente conosciuta e apprezzata. Tutto arriverà direttamente dall’Italia, dalle materie prime per la pasta alle carni, dal tartufo ai formaggi, dalle trote dei nostri fiumi ai vini. Siamo consapevoli che quella piemontese oggi è la scena culinaria più vivace d’Italia e il nostro obiettivo è far toccare con mano questo territorio, essere in qualche modo ambasciatori del suo gusto, dei suoi profumi e della sua storia”.

In cucina un giovane chef piemontese, Enrico Degani, già in cucina con Sacco. Tre menu, il primo che richiama i classici del Piccolo Lago, come il Lingotto del Mergozzo e la Carbonara au Koque, il secondo piemontese classico, con il vitello tonnato, i ravioles al formaggio della Val Varaita e il bonet, il terzo infine più legato alla stagionalità. La lista dei vini conta oltre 480 etichette in cantina, il 70% piemontesi (50 etichette di barolo e barbaresco d’annata), il 20% provenienti dalle altre regioni italiane e il 10% francesi. Piemontese anche il cocktail bar, che sarà caratterizzato dalla presenza del tartufo.

Il nome “Castellana” ce lo spiega invece Matteo Morello, giovane imprenditore piemontese ma con esperienze internazionali:

“Il nome del ristorante è ispirato alla maschera più celebre del carnevale di Saluzzo, la mia città, la Castellana appunto. Si tratta di una figura che rappresenta il perfetto connubio di nobiltà e giustizia e che, assieme al ricordo dei miei nonni, evoca in me il legame con la mia infanzia e le mie radici. Non è un caso che lo slogan del Castellana è ‘Authentic Piedmont Cuisine’ a significare la voglia di far conoscere e condividere coi nostri clienti una vera Piedmont experience”.

Marchesi 1824 a Londra

Potrebbe essere il caso di segnarsi l’indirizzo – 117 Mount Street – di Marchesi 1824, primo punto vendita fisso della storica pasticceria milanese a Londra, nella zona di Mayfair, e all’estero. Segnarsi l’indirizzo per ritrovare un gusto “italiano”, magari – ma anche per osservare se, e come, il marchio  milanese si è “adattato” al pubblico londinese.

Anni fa, subito dopo l’acquisizione da parte del gruppo Prada, Marchesi 1824 aveva aperto un corner da Harrods, e un altro era stato aperto a Miami nel 2017. ma erano, appunto, temporanei.

L’intimo spazio di circa 70 metri quadrati è stato pensato rispettando pienamente gli elementi esistenti, come le decorazioni originali alle pareti, creando così un perfetto equilibrio tra passato e presente.
Un’accogliente saletta, posta nella parte posteriore del negozio, è dedicata alla degustazione di thè, con una varietà di scelta per ogni momento della giornata: colazione, pranzo, aperitivo serale.
Alla tradizionale offerta di pasticceria italiana, si affianca un’ampia selezione di caramelle, bonbon, cioccolatini, praline e dolci, in un menu creato appositamente per il negozio.

L’apertura, avvenuta un paio di settimane fa, è stata salutata con favore da stampa e pubblico, ed è stata sicuramente “trainata” dal nome Prada: l’Evening Standard, per dire, ha titolato “The Devil Eats Prada”, descrivendo un’atmosfera tra Alice nel Paese delle meraviglie e Wes Anderson..

L’Antico Vinaio di Tommaso Mazzanti a New York con Joe Bastianich

Avevamo messo in copertina L’Antico Vinaio di Firenze l’anno scorso, in occasione delle polemiche seguite alla ventilata decisione di multare i turisti bivaccanti nel capoluogo toscano, e segnatamente in via de’ Neri. Dove appunto si vendono a file interminabili di turisti, e si consumano appunto un po’ dappertutto, le famose schiacciate di Tommaso Mazzanti, che del locale è il titolare.

Non so se è stato il desiderio di creare ingorghi anche negli USA, o l’opportunità commerciale, che ha convinto Mazzanti e Joe Bastianich, che ha recentemente lasciato il suo ruolo di giudice a Masterchef per dedicarsi alla musica (e, a quanto pare, agli affari), a mettersi in società per portare la schiacciata a New York, dal 13 giugno al 13 luglio.

Le schiacciate di Mazzanti si potranno trovare da Otto Pizzeria, il locale di Bastianich a manhattan (One Fifth Avenue at 8th Street).

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