Franco Pepe: i nuovi, cervellotici prezzi della pizzeria Pepe in Grani

Una spiazzante politica dei prezzi ha ridotto il piacere di andare nella pizzeria di Caiazzo

Tempo di lettura: 6 minuti

Pepe in Grani di Franco Pepe a Caiazzo, mezz’ora d’auto dalla Reggia di Caserta, rientra nel novero ristretto delle migliori pizzerie campane e, per logica estensione, del mondo. Ma ora, una politica dei prezzi cervellotica e spiazzante ha ridotto il vantaggio competitivo e il piacere di andarci.

Alcune considerazioni a margine.

Franco Pepe

Franco Pepe

Aggettivi più usati per descrivere Franco Pepe, pizzaiolo e uomo solo al comando di Pepe in Grani. Vulcanico, maniacale, esigente, ossessivo, pieno di sé. “Controlla tutto – azzarda un’amica milanese per fare la spiritosa e completare il ritratto non agiografico. “Se avesse un filo di tette farebbe anche la modella” (spiritosa sì, ma –“per carità non citarmi”–, terrorizzata).

Franco Pepe: menu e prezzi di Pepe in Grani

margherita sbagliata

Il menu di Pepe in Grani, che in ogni voce gira intorno alla pizza, prevede stuzzicherie (da 2 a 16 euro), pizze fritte (da 6 a 10 euro), pizze classiche (da 3 a 9 euro), “le originali” (da 8 a 12 euro), pizze dell’orto (13 euro) “le stagionali” (da 10 a 13 euro), i dolci (dai 3 ai 5 euro). Prezzi onesti considerato il livello delle pizze, molto copiate dagli altri pizzaioli che hanno sempre inseguito Franco Pepe.

Franco Pepe: pizze, bevande e servizio

pizza capricciosa

L’attenzione nella preparazione delle pizze è spasmodica. Sono circa 30 gli addetti che supervisionano ogni fase: impasto, stesura, condimento, cottura e controllo qualità finale.

Meno attento il servizio. È normale trattandosi di una pizzeria e non del Plaza Athénée di Alain Ducasse, senonché gli inciampi sono frequenti.

Le bevande hanno il merito di non cercare legittimazione culturale: vini e birre semplici, suddivisi tra artigiani e piccola industria.

Ambiente

Sala interna
giardino
terrazza Pepe in Grani

Nell’aspetto la pizzeria non fa gridare all’influenza culturale. Somiglia a un ristorante di ombrosa eleganza, suddiviso in sale a tema. Tutti gli ambienti, tranne “Sala ordinaria” e ”La veranda”, sono riservati ai “percorsi degustativi”. Così da Pepe in Grani, per darsi un tocco internazionale e cosmopolita, chiamano l’equivalente del menu degustazione di un ristorante stellato.

La politica economica cervellotica e spiazzante

Prenotazione pepe in grani

Proprio questa suddivisione in sale è alla base della nuova, cervellotica e spiazzante politica dei prezzi voluta da Franco Pepe. E alla base di questo post.

Nei tre ambienti riservati alle degustazioni, che sono “Sala del gusto”, ”Terrazza belvedere” e ”I tavoli del silenzio”, è previsto un supplemento di 10 euro a persona.

Sala del gusto

Sala del gusto Pepe In Grani

Terrazza Belvedere

Terrazza belvedere Pepe in grani

I tavoli del silenzio

I tavoli del silenzio Pepe in grani

Oltre al supplemento, chi sceglie l’opzione “degustazione” deve preventivare una maggiorazione di 7 euro a persona.

C’è di più. Da Pepe in Grani non si paga il coperto ma per calcolare il costo del servizio, con una lettura personale degli usi americani, al conto viene applicato un incremento del 15%.

Annaspate non riuscendo a figurarvi dove porta tutto questo? Facciamo l’esempio pratico di una coppia romantica, discretamente gourmet, affamata e in fregola con i “percorsi degustativi” di Franco Pepe.

I due decidono per il menu degustazione, scelta che pagheranno 7 euro ciascuno, quindi 14 euro. Compongono il menu come segue: 1 Margherita sbagliata (10 euro) e 1 Fiori di zucca (13 euro) da dividere a metà. Poi 2 Bufalo tonnato (15 euro l’una, quindi 30 euro) una per ciascuno. Ordinano, spendendo così 53 euro (10 + 13 + 30).

+++ Che sommati ai 14 euro precedenti fanno 67 euro+++

Coppia romantica, si era detto, che decide di cenare al tramonto nella ”Terrazza belvedere“. Per la scelta pagheranno 10 euro a testa. Quindi 20 euro.

+++ Che sommati ai 67 euro precedenti fanno 87 euro+++

Si era anche detto coppia discretamente gourmet, che non mischia i sapori delle pizze con troppo alcol, limitandosi a 2 birre artigianali. Le pagano 12 euro.

+++Che sommati agli 87 euro precedenti fanno 99 euro+++

La coppia chiede il conto a cui, per calcolare il costo del servizio, viene aggiunto il 15%. Vale a dire 14,85 euro (15% di 99 euro).

+++Che sommati ai 99 euro precedenti fanno 113,85 euro+++

Franco Pepe

Ecco dunque dove, la nuova e sconsiderata politica dei prezzi di Pepe in Grani, ha portato i componenti della nostra coppia. A spendere ognuno 56,9 euro per due pizze e una birra. Niente aperitivo, niente stuzzicherie né pizza fritta, né dolce, né acqua, né vino, né caffè.

Chiediamoci quanto avrebbe speso la coppia per 4 pizze e 2 birre in un’altra, buona, pizzeria. Ipotesi credibile: 32 euro per le pizze e 10 euro per le birre. Fanno 42 euro. Aggiungiamo 2 euro ciascuno per il coperto. Totale largheggiante: 46 euro.

Franco Pepe

D’accordo, essere Franco Pepe, massima icona di immaginario non solo pizzaiolo, ha i suoi costi. Diventare brand di culto globale ha richiesto decenni di gavetta. Gli impasti ancora fatti a mano nelle caratteristiche madie sono fantastici. Gli ingredienti anima, succo, vita.

Ma per la nostra coppia, pagare tutto questo 67,85 euro in più rispetto a quanto avrebbe fatto in una buona pizzeria, sarà valso la pena?

10 Commenti

  1. “Chiediamoci quanto avrebbe speso la coppia per due pizze e altrettante birre in un’altra, buona, pizzeria? Ipotesi credibile: 24 euro per le pizze e 12 euro per le birre? Fanno 36 euro. Aggiungiamo 2 euro ciascuno per il coperto. Totale largheggiante: 40 euro.”

    Secondo il vostro racconto le pizze da conteggiare sono 4 (due a testa). Quindi 4 pizze 40 euro come prezzo medio è più onesto, 2 birre 12 euro, fa 52 euro che, rispetto a 67 fa davvero poco, considerata l’offerta.

    Le viste, le terrazze sono da sempre un valore aggiunto e, nei ristoranti gli ambienti esclusivi ci sono sempre stati e ne conosciamo l’appannaggio. In questo caso le relative tariffe non vanno conteggiate nel calcolo differenziale con lo stesso servizio offerto perché è possibile fruire del servizio in un ambiente senza costi aggiuntivi. Il paragone dovrebbe essere fatto altrimenti su gli ambienti tra diversi locali.

    Non lo ritengo onesto intellettualmente. Il giornalismo, se di questo stiamo parlando, deve essere informazione altrimenti rischia di essere altro.

    • Gianluca, grazie, correzione apportata. Non che il risultato cambi granché.
      Parliamo sempre di una pizzeria, per quanto evoluta, i cui ambienti non si possono definire esclusivi. Tantomeno, te lo assicuro, il servizio.

  2. A me sembra, Gianluca, che si tratti di due aspetti ben distinti, che non riguardano appieno la tua obiezione.
    Da un lato vi è il prezzo, dall’altro quanto segnalato nel titolo, cioè la modalità complicata (e un filo sorprendente) di comporre il conto finale.
    Legittimo ricordare la qualità e l’esclusività della location, ma in quanti altri ristoranti, pure di livello, hai un sovrapprezzo per la,sedia, uno per la sala, e infine per il servizio, con quella percentuale? È la composizione delle voci, prima,ancora del totale, a lasciare ‘un attimino’ basiti.
    Io non conosco un albergo con sovrapprezzo per il letto in camera, o un bar dove paghi il ‘diritto di cucchiaino’. Devo ritenerlo normale per un ristorante?

  3. Ne ho frequentato di ristoranti stellati e di pizzerie e, anche richiedendo un particolare tavolo con una particolare vista, mai mi è stato chiesto un euro in più rispetto a chi non aveva avuto quella pretesa. Una cosa è la saletta privata o lo chef’s table che ti offre un’esperienza unica, un’altra è farti pagare l’aria che respiri con delle modalità quantomeno discutibili.

  4. Ma che articolo é?
    Qualcuno ha mai contestato il costo di un “bollito non bollito” di Bottura o di un tavolo al Billionaire? Perché il paragone ci sta.
    Franco Pepe é l’equivalente di un grande chef per la pizza e Pepe in Grani l’equivalente di un ristorante stellato dove si fanno esperienze sensoriali e di gusto mai provate. Con due sostanziali differenze, però, rispetto al mondo delle stelle in cucina: la prima é che da Pepe in Grani puoi mangiare anche una Margherita e una birra e spendere meno di 20 euro rispetto ai prezzi di un ristorante stellato. Nessuno ti obbliga a prenotare una sala riservata o a mangiare pizze da 15 euro o scegliere la degustazione a pagamento.
    La seconda é che mentre di chef stellati ce ne sono ormai ovunque, di Franco Pepe ce n’è uno solo e nessun altro pizzaiolo può considerarsi alla sua altezza. Il resto é fuffa!

  5. @Giuseppe Ranucci Allora sono proprio uno sfigato a non conoscere Franco Pepe, ed aver mangiato pizze per una vita a Napoli, non sapevo che di pizzaioli di alto livello c’era solo unonFranco Pepe. Pensa tu mi sono accontentato di una vita della fuffa. Per dirla con parole del Principe Antonio de Curtis “MA MI FACCIA IL PIACERE…..”

  6. Ma scusate perché indignarsi per i prezzi o fare il paragone con delle normali pizze?

    Secondo voi come dovrebbe ripagare i suoi collaboratori, fornitori ecc con la gloria? Se uno vuole un servizio e una pizza speciale la si paga. E anzi prezzi delle pizze che ha a menu sono anche fin troppo bassi. Potrebbe tranquillamente alzarli.

    Siamo scandalosi in italia, ci piace lamentarci per le condizioni economiche disastrose, ma se poi in azienda si fa pagare il giusto per quello che offre ci lamentiamo.

    Se i ristoranti e pizzerie vanno a rotoli è proprio per questa politica schifosa del “la roba deve costare poco”.

  7. NOI SIAMO STATI BENISSIMO!

    Che brutta cosa l’invidia! Questo articolo trasuda fallimento personale e frustrazione. Siamo stati oggi a pranzo con prenotazione per le ore 12:00 alle 12:15 eravamo lì… alle 12:16 eravamo a tavola essendo in 4 con due bambini di cui uno con eseguente particolari siamo stati accolti nella saletta ordinaria al primo primo piano ed appena fatto una richiesta particolare subito accontentati. Gentilezza cortesia e bontà solo questo posso dire…. il conto? Tre pizze gourmet una focaccia una birra un’acqua un dolce (e due cappelli in omaggio per i piccoli) tutto 53 euro…. se questo è cervellotico o caro…. forse dovreste optare per ciao pizza.

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