Garofalo ribatte: un errore il sequestro di 1 milione di chili di pasta che danneggia un’azienda premium

pasta Santa Lucia Turchia sequestrata

La notizia riportata da Repubblica e ripresa da Scatti di Gusto relativa al sequestro di 1 milione di chili di pasta della Garofalo al porto di Genova sarebbe inesatta.

L’Ufficio Stampa di Pasta Garofalo ha specificato la situazione che ha portato al sequestro (tra l’altro avvenuto già da qualche mese) sottolineando come si tratti di pasta prodotta da un brand diverso della società e come sia specificato nell’etichetta (riportata in foto) che il “Country of origin” sia la Turchia.

Il sequestro, si apprende oggi, è al centro di un contenzioso con la società produttrice di una delle paste più conosciute in Italia e all’estero.

Ecco copia incollato il commento ufficiale della società affidato direttamente all’amministratore delegato.

L’ingegner Massimo Menna, amministratore delegato del Pastificio Garofalo ha così commentato: “Sono sinceramente sorpreso dalle notizie riportate che hanno l’unico effetto di danneggiare aziende che da sempre creano valore per se stesse e per il Paese, e che agiscono sempre nel pieno rispetto delle regole. La qualità e la trasparenza sono sempre state le priorità per il nostro Pastificio, sia che si tratti di prodotti “Made in Italy” – come la nostra linea premium e molti altri brand che escono dal nostro stabilimento di Gragnano – sia che si tratti di linee prodotte altrove per altri mercati, come la linea Santa Lucia di cui si parla nel caso specifico, nata e destinata da sempre al mercato africano. Proprio per l’importanza che diamo a qualità e trasparenza tengo a chiarire i diversi e importanti aspetti della vicenda”.

In merito a quanto riportato nel pezzo “SPAGHETTI TURCHI SOTTO SEQUESTRO”, il Pastificio Garofalo intende chiarire con estrema fermezza i diversi aspetti erroneamente ricostruiti:

  • 1) Innanzitutto il prodotto di cui si parla non è in alcun modo parte della linea Pasta Garofalo che, come noto, è un brand premium la cui produzione avviene da sempre negli stabilimenti di Gragnano; 2) Il prodotto di cui si parla fa parte della linea Santa Lucia, storico brand di proprietà del pastificio nato quasi quarant’anni fa appositamente per il mercato africano, a cui è tutt’ora destinato, e non raggiunge pertanto gli scaffali italiani né di altri Paesi europei; 3) Il prodotto NON E’ STATO IMPORTATO in Italia, ma è stato sequestrato allo “stato estero”. La merce, infatti, come specificato su tutti i documenti d’accompagnamento alla spedizione, era diretta in Africa, ed è transitata nel porto di Genova nelle apposite aree solo per una mera necessità di trasbordo da un vettore all’altro; 4) La scelta del Pastificio di produrre tale linea in Turchia è stata presa, in accordo e nell’interesse anche della clientela africana, con il preciso obiettivo di mantenere vivo il brand sul mercato, perseguibile solo attraverso l’abbassamento dei costi per arrivare ad un prezzo adeguato rispetto a quello dei competitor stranieri, ed in particolar modo turchi. La qualità del prodotto non è inferiore a quella dichiarata e alla nostra azienda non sono mai stati notificati i risultati di presunte analisi; 5) Come attore rilevante del “Made in Italy”, il Pastificio Garofalo è da sempre impegnato nella protezione della qualità che la definizione implica, e non è responsabile di alcuna violazione. Le confezioni del prodotto SANTA LUCIA, come risulta dall’Ordinanza di convalida del sequestro, sono contrassegnate dalla dicitura “Made in Turkey” .



13 commenti su “Garofalo ribatte: un errore il sequestro di 1 milione di chili di pasta che danneggia un’azienda premium

  1. DOvfrebbero vergognarsi di stampare il loro nome su una cosa che è così squalificante per tutto il comparto. Spero dileggere su SdG le opinioni degli altri pastai

  2. Non entro nel merito della vicenda.
    .
    Ma questa vicenda stimola una riflessione sul
    CONCETTO di Made in Italy
    Che va ad aggiungersi ad altri fatti e dati:
    o sempre inerenti alla PASTA o ad altri prodotti.
    Penso ad esempio a famosi salumi italiani prodotti con carne congelata proveniente dal sud america.
    E lo dice…il Disciplinare.
    .
    Potrei continuare con altre contraddizioni del concetto di made in Italy.
    Ma bisogna essere sintetici:
    è una presa per il c…

  3. Ricordiamo anche che la Garofalo si è fatta “comprare” dai SPAGNOLI.
    E gli spagnoli hanno REGNATO a Napoli.
    La famiglia Garofalo non è più responsabile delle scelte imprenditoriali.
    Sono gli SPAGNOLI…che decidono.
    I Garofalo sono più ricchi ma non contano più un.

    • Gli Spagnoli hanno regnato con i VICERE’.
      Ed ancora oggi, a Napoli, c’è CHI si crede…un v.i.c.e.r.è:
      L.P.
      (non chiedetemi chi è)

  4. Ha ha ah ha ha ha ha…………………
    .
    No, è che ho letto ora il blog del…V.I.C.E.R.E’
    Ci avevo azzeccato quando ho scritto il mio commento precedente(senza aver letto il suo blog)
    .
    Comunque, quando siete a Napoli visitate i suggestivi Quartieri Spagnoli nel centro storico.
    Da via Toledo(Toledo?) infilatevi in una delle strade laterali.
    Anna Maria Ortese si ispirò ai Quartieri e scrisse il capolavoro della letteratura italiana: Il mare non bagna Napoli.
    Non c’è più quella Napoli del dopoguerra, ma nei quartieri c’è ancora una genuina anima popolare:
    di una Napoli che sta velocemente cambiando…forse troppo.
    .
    La Ortese fu attaccata per il suo libro.
    Lei, romana di nascita, aveva vissuto a lungo a Napoli…e l’amava in un modo struggente:
    .
    ” Ho abitato a lungo in una città veramente eccezionale.
    Qui, (…) tutte le cose, il bene e il male, la salute e lo spasimo, la felicità più cantante e il dolore più lacerato, (…) tutte queste voci erano così saldamente strette, confuse, amalgamate tra loro, che il forestiero che giungeva in questa città ne aveva (…)
    una impressione stranissima,
    come di una orchestra i cui istrumenti, composti di anime umane, non obbedissero più alla bacchetta intelligente del Maestro,
    ma si esprimessero ciascuno per proprio conto suscitando effetti di meravigliosa confusione… »
    (Anna Maria Ortese)
    .

  5. ok, la pasta è prodotta in Turchia, transita da Genova per poi arrivare in Africa…chi è il pirla che gestisce la logistica?

  6. buffoni. Posti poi in libera pratica venivano poi reintrodotti in Italia.Due passaggi di carta senza spostare la merce in deposito cosiddetto “allo stato estero”.Il cosiddetto stato africano compiacente e truffaldino siamo noi.

  7. Raf ha pienamente ragione, mentre pur facendo delle interessanti ipotesi, Umberto non immagina nemmeno che è materialmente impossibile realizzare uno stratagemma che coinvolga tanti enti pubblici e privati, gli alti costi di una corruzione rischiosa o un trasporto per mare comunque comportano per un bene tutto sommato povero ed ingombrante. Dimenticavo: lavoro nel settore degli scambi internazionali.
    Alberto

  8. Ed in merito all’utilizzo di grano tenero però nulla si dice? La denominazione legale riportata nelle foto pubblicata dell’etichetta è semola di grano duro percui potrebbe prefigurarsi l’ipotesi di una frode in commercio!

  9. Premesso che se il commercio è effettuato fuori dall’Italia, il nostro codice penale non va oltre, vorrei sapere in base a quali analisi di laboratorio sarebbe emerso che tale pasta non è di grano duro. Facciamo attenzione, per favore.

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