Il vino prêt à porter incontra NapoliTempo di lettura: 4 min

Portare il vino nelle strade, nei negozi, negli alberghi della città, spogliarlo di una parte della sacralità che sembra renderlo talvolta inavvicinabile, svincolarlo dai riferimenti agli odori di ciliegia e viola che intimidiscono i comuni mortali, consumatori di vino ma raramente dotati di competenze specifiche: un’idea da premiare, e premiata, nei fatti, da una grande partecipazione nei tre giorni di Wine & The city™, la manifestazione che precede e affianca Vitignoitalia a Napoli.
In una città  che ha difficoltà ad accogliere le novità e che guarda con diffidenza a tutto ciò non rientri in un copione già visto e vissuto, per una volta il coraggio e l’istinto femminile sono risultati vincenti.

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Wine & The city è nato infatti tre anni fa dall’idea di Donatella Bernabò Silorata di creare un fuori salone di Vitignoitalia, e nell’arco delle tre edizioni appuntamenti e partecipanti sono raddoppiati, fino a raggruppare gli odierni 81 esercizi in una tre giorni di degustazioni, shopping e incontri che ha coinvolto in una sorta di happening interi quartieri della città, mai così animati. Un’organizzazione rigorosamente al femminile che vede Donatella affiancata da Marina Martino, Irene Bernabò Silorata, Claudia Colella e dalle ragazze dell’agenzia di comunicazione DSL, ha dato vita ad una vera e propria festa in città in cui il bere bene si è mescolato alla voglia di uscire per strada ed incontrarsi. Un’occasione per visitare anche luoghi poco noti e nascosti bevendo un buon bicchiere, per assaporare vini di cantine meno conosciute o rinnovare l’incontro con quelli più celebrati. Il tutto senza grandi sponsorizzazioni e senza grande clamore, ma con la passione e il divertimento che sono fondamentali per il successo di ogni iniziativa. Successo che, in questo caso, nasce anche dalla felice combinazione tra l’entusiasmo degli esercenti che hanno aderito alla manifestazione a il desiderio dei napoletani di vivere e apprezzare in un modo diverso e più partecipe una città piuttosto avara di eventi ed occasioni di socializzazione.
Il vino è diventato così un veicolo per riappropriarsi delle strade, delle piazze, degli spazi urbani.
Gli indirizzi coinvolti (negozi, gallerie d’arte, hotel e persino una SPA cittadina) hanno interpretato ciascuno a suo modo la filosofia di Wine & The city, alcuni offrendo un bicchiere di vino e qualche stuzzichino, altri mettendo a disposizione i propri spazi per vere e proprie feste, buffet, aperitivi, incontri con i sommelier dell’AIS.

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Se, ad esempio, al Grand Hotel Parker’s  è stato allestito un originale bazar dell’artigianato di prestigio, accompagnato dalla degustazione dei vini della cantina Villa Matilde, lo stilista Livio De Simone ha presentato nella boutique di Via Domenico Morelli la sua collezione di tessili stampati o dipinti per la tavola abbinandola alla degustazione dei vini dell’azienda ALE.P.A.
Vera e propria festa in strada, con sommelier e buffet all’aperto, per la gioielleria Habuhiah in Via Bisignano, che per l’occasione ha presentato monili e abiti insieme ai vini di Fattoria La Rivolta, mentre nell’atelier di Mario Bottiglieri l’architetto e designer napoletano, in lizza per il Premio Compasso d’oro, ha esposto e illustrato con il garbo che lo contraddistingue la nuova collezione Sfere disegnata per Bosa  e presentata al salone del mobile di Milano, abbinandola con i vini Grotta del Sole.
Grande animazione e un buffet in piena regola, preparato dallo chef della Taberna Vulgi di Santo Stefano del Sole, Giovanni Mariconda, presso la storica Maison Cilento, presente in via Medina dal 1780: Ugo Cilento ha aperto le porte del suo salotto per presentare la collezione di cravatte sette pieghe “nodi rosè”, realizzate con le migliori sete e associate cromaticamente con Thrill, il Rosato IGT delle cantine “A casa”.
E all’Hotel Romeo Manuela Piancastelli, giornalista e fondatrice dell’azienda vinicola Terre del Principe di Castel Campagnano, ha osato un interessante abbinamento tra oriente e occidente accostando il suo Pallagrello bianco Le Sérole a a sushi e maki, mentre da Anhelo, raffinato caffè in via Carlo Poerio, il baccalà in tempura è stato accompagnato da Lacryma Christi e Mora Bianca di Mastroberardino.
La manifestazione si è conclusa con un wine party alla Città del gusto di Coroglio: nonostante il tempo inclemente e l’impossibilità di utilizzare la magnifica terrazza, la festa di chiusura è stata un’occasione piacevole per assaggiare i finger food preparati dagli chef del Gambero Rosso: panzanella, cous cous, insalata di sedano e uova di salmone, salumi e mousse di fragole, accompagnati da ottimi vini e dalla musica di Radiocapri.
Giunto alla terza edizione, Wine & The city sembra aver raggiunto la maturità e appare sempre di più una manifestazione vivace, originale e destinata a crescere, trasformando ogni anno nuovi e sempre più ampi spazi cittadini in un itinerario del gusto dalle innumerevoli stazioni, da percorrere in compagnia, rigorosamente a piedi, con un buon bicchiere. Anche due.

[L. Capasso. G. Esposito]

6 Commenti

  1. Tra parole e immagini è unpost stupendo per descrivere che un evento davvero interessante e vivo, ceh ho avuto la fortuna di vivere per un terzo insieme a voi. Ho scoperto una parte della cità che conoscevo pochissimo, designer ed artigiani che mi erano totalmente sconosciuti, ho degustato nonchè bevuto ottimi vini, ho parlato face to face con un gentilissimo cuoco giapponese che mi ha fatto tornare voglia di fare il sushi alla faccia dell’anisakis, ho rivisto con grande piacere Manuela. E tante altre cose chesenza di voi mi sarei persa o non avrei vissuto in ugual modo. Grazie!! E complimenti davvero a Marina (che ringrazio per aver tentato di spiegare il suo lavoro ad una quadrata come me!!) ed alle sue colleghe, ragazze in gambam davvero. All’anno prossimo??!!!!???

  2. Anche io ho avuto la fortuna di vivere questo momento e, mi è sembrato, quasi, di essere tornata ai “tempi d’oro” di una Napoli che risorgeva. Piacevolissima l’idea di rendere ancora più godibili attività tanto diverse grazie alle potenzialità “aggregatrici” di un buon bicchiere. Complimenti e ad majora!!!!!!

  3. grazie, è bellissimo! e soprattutto avete colto la filosofia del progetto. Vi aspetto il prossimo anno. Scarpe comode, bicchiere alla mano e un pizzico di glamour….

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