Birra. Un Irlandese a Roma: Off License

Birra

John Nolan è stato, ed è, a Roma, una pietra miliare per lo sviluppo della birra artigianale, un precursore di quello che oggi è sotto gli occhi di tutti : uno sviluppo notevole, di pub, ristoranti e beershop dove si trova birra artigianale. Quando lui aprì nel 2004, divenne subito un punto di riferimento, per la notevole diversificazione e varietà delle birre proposte. Belghe, inglesi, tedesche, danesi, poi americane,  ma anche, ed è stata, per Roma, un’assoluta novità, birre artigianali italiane.

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Oggi ha due negozi “Off License”, uno in via Veio 4, l’altro in via Trionfale 11; la proposta è beers, wines and spirits e tutti e 3 questi settori sono molto ben curati , con numerose e qualitativamente eccellenti etichette di vino, birra, Porto, whisky ……

John nasce a Dublino nel 1975, e subito impatta con la realtà italiana, molto pratico e concreto, come molti anglosassoni, inizia in Irlanda a lavorare in un supermercato e in un pub, per mantenersi agli studi. Conosce l’Italia per turismo e se ne innamora, lavorandoci anche, nella rete vendita della TIM. Si laurea in Economia, in Irlanda, e lì gestisce un bar ed un ristorante, attività che sarà fondamentale per finanziare il suo beershop.

L’Italia attira John per la sua ricchezza e diversità culturale, ogni regione del bel paese è differente e tipica in moltissimi prodotti, abitudini, dialetti, cultura, peculiarità che non ha nessuno al mondo, ( orse l’India..ma è lontana!) figlia della società dei comuni e delle signorie; ricchezza che forse ha l’apice in campo gastronomico, con centinaia di ricette, abitudini alimentari,vitigni, materie prime tipiche, eccellenti e diverse in ogni regione. L’Italia però ha una scarsa cultura della birra, ed è questa l’idea imprenditoriale di John, aprire una catena di negozi per vendere birra, vino e distillati, così diffusi nel suo paese. Torna in Italia nel 2003 e inizia l’iter burocratico che un po’ lo distrugge, si definisce infatti un “anatroccolo senza testa”, corsi REC, iscrizione alla Camera di Commercio, e così via, difficoltà amplificate dal fatto di conoscere parzialmente la lingua italiana e molto poco gli usi e i (mal)costumi del bel paese, ma che alla fine supera, brillantemente, dimostrandosi allora come ora una colata lavica inarrestabile. Il primo Off License nasce in via Veio 4, zona San Giovanni, alla fine del 2004, nel mese di dicembre. Off License sta per “da consumare fuori” e si contrappone a “licensed premises”, locale dove è possibile consumare gli alcolici. Il nome suona strano ai romani, che pensano a qualcosa di proibito ed estremo, e John continuamente deve spiegare il significato”irlandese” del suo locale (e chissà che questa stranezza non sia stata un elemento determinante del successo).

Alcune cose che fanno capire le difficoltà per uno straniero, senza appoggi, di fare imprenditoria da noi: John doveva aprire con un socio, che scompare prima di firmare davanti al notaio, tempo dopo si saprà che è andato a fare il cameriere a Perugia. Sul negozio, di via Veio , proprio alcuni giorni prima di cederlo a John, viene messa un’ipoteca, l’ex proprietario con quei soldi acquista due auto, certo che la truffa non sarebbe stata svelata, meno male che il notaio è sveglio e svela l’inganno! Inizia 7 giorni su 7, dalle 10 alle 22, originale come orari e giorni d’apertura, uscendo subito dagli schemi. Il lavoro duro paga, grazie anche a storiche persone del mondo della birra artigianale che lo aiutano: Marco Tripisciano e Lorenzo Dabove, in primis. Il primo autore dello splendido www.mondobirra.org, chiama John per una degustazione da Lapsutinna, alla fine del 2005, che terrà Kuaska, e lì i due si conoscono. John è molto grato a Marco e a Lorenzo, ha ricevuto, in maniera assolutamente disinteressata notevoli consigli sulle birre da acquistare e contatti, in Belgio, Italia, Inghilterra, Germania che gli permettono di caratterizzarsi come beershop di estrema qualità. Un’innovazione per la città di Roma. John inizia a girare in tutta Italia e all’estero e irrobustisce così la sua esperienza (mi piace fra i tanti ricordare Oasi della Birra a Roma).

Il 2006 è l’anno della consacrazione, arriva l’Oscar qualità/cortesia del Gambero Rosso e la clientela si allarga. Inizia la seconda parte del progetto: creare una catena di negozi “ Off License”. Dopo un anno di preparativi, nel novembre 2008, inaugura la seconda sede in Via Trionfale 11. Una sequenza di inconvenienti, dall’allagamento del deposito di via Trionfale alle difficoltà di gestione e a un calo di fatturato che metterebbe a terra anche un elefante. Io stesso, visitando John a giugno, ero sicuro che il miracolo irlandese fosse finito, bella meteora nel mondo della birra artigianale. Ed invece, eccomi ad agosto in un locale ricco di clienti, fatturato in crescita, e un John rinato al timone.

Ma vediamo le caratteristiche del beershop :

1600 etichette diverse di birra a rotazione, 400 presenti in contemporanea, 25-30 birrifici italiani, etichette belghe, tedesche, danesi più prestigiose, ed in più le etichette scozzesi e inglesi particolari e difficili da trovare: Inveralmond, Smuggers, St Austell, Harviestoun, Moor’s, con la bitter ale preferita da John, Ossian (la cui golden ale John definisce la migliore possibile), insieme ai più diffusi Ridgeway, Meantime, San Peters, Downtown Brewery, Samuel Smith, Brewdog, Innis&Gun, Belhaven, Summer lightening. John spesso gestisce i rapporti con i birrifici inglesi direttamente ed è in grado di proporre chicche introvabili in altri posti.

John ama le birre bevibili, le bitter ale in particolare, con luppoli inglesi, ed è contrario alla standardizzazione del gusto, causata da uso massiccio dei luppoli aromatici, magari con scarsa attenzione ad altre caratteristiche della birra base, riscontrabile in alcune IPA o APA, che, sebbene spettacolari, spesso omologano tutte le birre, coprendo gli altri descrittori. John ha notato che, fra i suoi clienti, il bevitore inesperto è colpito ed estasiato da birre ad effetti speciali, mentre i bevitori più strutturati iniziano a rivolgersi a birre più equilibrate, più bevibili.

Con lui abbiamo bevuto:

smugglersOldAle, una Vintage Ale della Smugglers. Scura, con sentori di toffee, caramella mou e orzo e caffè tostato, subito dopo prugne secche, fichi e canditi. In bocca questa Old ale di 6 gradi alcolici è soprattutto una birra maltosa, con prevalenti sensazioni dolci, di buon corpo, giustamente equilibrata da fini sentori di luppolo, Fuggle, Styrian e Coriander, che contribuiscono a lasciare un gradevole e persistente sapore.

Proper Job di St. Austell: una Indian Pale Ale di 5,5 gr.alcolici, colore giallo dorato carico, odore dominato dai luppoli aromatici, di limone, cedro, pompelmo e resina di pino. In bocca esplosione di aromi e amaro da luppolo, varietà americane, Chinook, Willamette e Cascade: una IPA inglese contaminata!

Merlin’s Magic: better ale o best bitter di 4,5 gr. alcolici, della Moor’s, colore ambrato, olfatto complesso con note erbacee da luppolo, ma anche fruttate, di pesca e di prugna, miele e camomilla, molto bevibile, ma con un suo corpo, un inizio maltoso e poi fini note luppolate persistenti. Challenger, Goldings e Perle i luppoli adoperati. Una birra magica!

Un mio personale consiglio a questo vulcanico amico. Forza John, tu immagini già mille altre iniziative, ma consolida un po’ il ritrovato successo, vai in Inghilterra a scovare chicche indescrivibili e sconosciute. E fai ragionare i birrai italiani come sai fare tu, perché abbassino i prezzi…… Solo John (e pochissimi altri) riescono nell’impresa.

Johnny’s Offlicense. Via Veio, 4. Roma. Telefono +39 06.77250130. Via Trionfale, 11. Roma. Telefono +39 06.39917641

Immagine: mondobirra.org, marchi relativi