Black Mamba. Vitigni e liste. A chi troppo e a chi niente

Tempo di lettura: 2 minuti

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Questa mattina, mentre mi vestivo per andare a mangiare un boccone dal mio preferito a Milano, Andrea Berton di Trussardi alla Scala, pensavo a quale bottiglia aprire. Mentalmente ripassavo in rassegna etichette e vitigni, per soddisfare al meglio il mio desiderio del giorno, da bevitrice militante, secondo lo stile della casa, ça va sans dire… Pensa che ti ripensa, si sporge improvviso un elenco di vini e vitigni più o meno noti.

Amici di Black Mamba, la domanda è: quali vitigni godono di fama eccessiva e quali invece sono decisamente sottostimati? Cercherò di stilare un breve elenco, ne metto giù cinque, aiutatemi anche voi che ci facciamo due risate!

I SOPRAVVALUTATI

  1. Merlot toscano. Siamo davvero convinti che sia il territorio giusto? Ma una Grenache, più mediterranea, no?
  2. Chardonnay in Piemonte. Un bianco in cui perlopiù spicca il legno a totale copertura del frutto. O forse il frutto non c’è? Perché se ci fosse e buono, non capisco perché censurarlo, no?
  3. Il Pecorino. Qualche buona etichetta non giustifica tutto questo entusiasmo, che diamine!
  4. Valpolicella Ripasso. Perché? Visto che non se ne salva uno?
  5. Pinot Nero italiano. A sud dell’Alto Adige nun se po’ fa!

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I SOTTOVALUTATI

  1. La Schiava Altoatesina. Un vino delizioso a un prezzo interessante, che conquista e non di rado per la sua capacità di invecchiamento
  2. Aglianico. Di qualsiasi zona, dal Vulture al Taurasi, ma sempre capace di sorprendere con invecchiamenti da record. Il Nebbiolo del sud.
  3. Pinot Bianco. Friulano o altoatesino, un bicchiere di estrema piacevolezza. Nelle mescite non se lo fila alcuno.
  4. Montepulciano d’ Abruzzo Cerasuolo. A mio avviso il solo rosato italiano di vaglia.
  5. Il Nebbiolo non ortodosso. Gattinara, Ghemme, Boca, Carema & C. Grandissimi vini dimenticati, offuscati dalla giusta fama langarola

Amici, mi sta prendendo la mano, ne ho in serbo molti altri, ma oggi sono di buon umore e stranamente misericordiosa. Insomma, non mandate sempre avanti me, fuori gli attributi, i gioielli di famiglia e colpite pesante, se siete veri uomini!

Parola di Black Mamba!

63 Commenti

  1. che post divertente…
    Tra i più sottovalutati la malvasia del Collio, l’adoro! Fresca e piacevolissima, persino minerale. adoro quella di Skerk e quella “esoterica” di Gravner…
    Ciao A

  2. ha risposto a Vincenzo Pagano: del
    Gragnano ne parlava molto bene Mario Soldati e sarebbe bello che ci fosse maggiore sincronia tra la produzione di cibi e vini di eccellenza in ogni zonas dove accade
    pensa a Parma con prosciutto e parmigiano da una parte e malvasia e lambrusco dall’altro!
    fare sistema dovrebbe diventare una pratica e non restare uno slogan per lucrare consulenze

  3. ha risposto a Alessandro D.: Di Tunina ricordo una bottiglia di 91 bevuta all’angolo d’Abruzzo un paio di anni fa../ commovente!
    Tra i sottovalutati metterei anche il trebbiano, ma poi dicono che so di parte 😉
    Ciao A

  4. ha risposto a Ugo:
    Ugo con te non ci piglio mai! L’unico merlot toscano degno di nota è Apparita di Castello di Ama, a parte Masseto, il resto è fetecchia, a mio modesto avviso.

  5. ha risposto a redhot: Mi piace molto, ho bevuto un grande ’95 qualche mese fa. Hai fatto bene a ricordarmelo perchè appena possibile vorrei riprovarlo!

  6. ha risposto a Il duo di Piadena: Intendete dire Anna Maria Clementi? Non lo sopporto più. dopo il 2001 è notevolmente peggiorato secondo me e rientra a pieno titolo nella categoria sopravvalutati…W dom Perignon!

  7. ha risposto a Alessandro D.: Certo che bevo vini sotto i 300 euro! L’ho scritto, la schiava ad esempio, talvolta anche il lambrusco…però con moderazione, non vorrei mai che una piacevole abitudine si trasformasse in vizio! 😀
    Amici ma i sottovalutati? Nessuno?

  8. Scusa Cristiana, ma sull’articolo del Baltico ci si chiede se vale la pena spendere 50 mila eurozzi per una bottiglia chicchissima di Veuve Clicquot del 1820 (sì milleottocentoventi) per un brindisi ricchissimo o mettere in cantina qualche cassetta che so di Dom Perignon. Potresti essere così cortese da rispondere sulle qualità degli champagne (scusate l’OT)

  9. ha risposto a Vincenzo Pagano: Vincenzo, lo sai come la penso, Dom Perignon tutta la vita! Ma anche Salon, qualche vecchio krug. Tutto tranne Veuve Clicquot. Poi il 1820…me lo immagino il perlage! Scherzo, in verità sarebbe interessante assaggiarlo, ma con quei soldi compro di meglio e in quantità!

  10. ha risposto a Il duo di Piadena: Sì l’Aglianico secondo me è fra i più sottovalutati, peraltro ha poco mercato. Ho assaggiato l’altro giorno un Taurasi di Mastroberardino che era una meraviglia. Un ricordo: a 15 anni la mia prima bottiglia importante fu proprio un Taurasi di Mastroberardino…da lì in poi ne ho lasciate di bocce vuote alle mie spalle!

  11. ha risposto a Ugo: Mitico Ugo! Stavolta e spero sia l’ultima, sono d’accordo con te: Galatrona non mi è mai piaciuto. Come si dice a Bologna è un vino tamugno!

  12. ha risposto a Ugo: Ugo ho riletto il tuo commento. Nemmeno stavolta sono d’accordo con te, mi era sfuggita una negazione. Galatrona manco se mi pagate! Aia sì, ma Sassicaia e pure vecchio..molto vecchio…poi quando sto per aprirlo mi viene in mente Bordeaux e cambio subito indirizzo.

  13. ha risposto a Il duo di Piadena: Sapete caro duo di Piadena che il primo bacio non lo ricordo? Davvero, ricordo questa bottiglia di Taurasi ma non il primo bacio…forse è avvenuto la sera stessa dopo la bottiglia ma ero ubriaca e l’ho scordato. Comunque apprezzo la sfumatura romantica.

  14. ha risposto a Giacomo: Vero! Anch’io l’ho bevuto recentemente da checco Er carrettiere: vino e ristorante sottovalutati… Aggiungo tra i sottovalutati, approposito di Bordeaux, il San Leonardo!
    Ciao A

  15. Tra i “Sopravvalutati” direi Syrah, Chardonnay e Pinot Grigio. Vi prego basta basta basta, basta Pinot Grigio.
    Tra i “Sottovalutati” il Gattinara e il Ghemme, il Carmignano, il Pigato, il Rossese di Dolceacqua 😀 che poi è una specie di Dolcetto ^^
    Insomma, ce ne sono veramente tanti di sottovalutati ^^

  16. ha risposto a Maurizio Neri: non credo che ci sia alcuna blasfemia… i vini di Gravner a me piacciono molto, ma per loro natura dividono. ecco la cosa veraemnte bella del vino è che al di la di quanto taluni vogliano farci credere, non esiste un giusto o sbagliato a priori. Non esistono dei vini buoni e cattivi in se, ma la nostra percezione e interpretazione…
    Ciao A

  17. Il problema nei vini di Gravner, che stimo come persona perchè è un uomo di valore e coraggioso, è che non vi riconosco nè il vitigno, nè il territorio, ma solo il metodo. Non parliamo del periodo anfore poi perchè, a proposito di metodo, il carattere ossidativo mi disturba. Come ricorda spesso Lorenzo Landi, bravo enologo e mio grande amico, l’ossidazione è morte.

  18. ha risposto a nereo: A me infatti piace la Nosiola, solo che bisogna venire dalle tue parti per berla, a Roma nemmeno la trovi nelle carte dei vini. Peccato, è un vino piacevolissimo. Grazie Nereo che ci segui da lontano!

  19. il più sopravvalutato negli anni passati e per fortuna non più era il Sagrantino di Caprai: per carità!!!!!!!!!!!

  20. Così però apriamo i cancelli alla rubrica “Il vino fetecchia” che io avevo proposto ma prontamente e forse a ragione, la redazione mi ha bocciato con tanto di reprimenda e sculaccioni! P.S non vedo l’intervento incisivo di Paolo Trimani, troppo generico…che fai? Il democristiano?

  21. ha risposto a Cristiana Lauro: Secondo me sei troppo cattiva con i vini di Josko… A me piacciono molto e non li trovo neanche così ossidati… Il problema è iniziare a pensare a loro non con i metri convenzionali da Bianchi, ma come una nuova (antichissima) categoria, più affine ai Rossi moderni che ai Bianchi.
    Ciao A

  22. Secondo me gli aromatici in generale sono molto sopravvalutati, continuano ad essere troppo presenti nelle mescite, con la scusa che piacciono alle donne. Io tutte ste donne che bevono muller non le vedo, secondo me è roba per alcolizzati che sa di acqua di rose che usava mia nonna.

  23. sopravvalutato?? il tavernello , con quelli che sono i prezzi del vino sfuso attuale , dovrebbe costare la metà !! sottovalut. i vermentini di sardegna , minerali e sottili (parlo di gallura, no capichera) ;

  24. sottovalutati…tutti i vini valtellinesi, territorio straordinario, condizioni pedoclimatiche eccellenti…nebbiolo stupendo, di montagna, fine ed elegante..altri nebbioli seri non ne conosco, a parte le Langhe

  25. Sottovalutati: Passerina, Carignano , riesling Mosella. Sopravvalutati sicuramente i pinot neri , il Taurasi radici che incrociando punteggi di riviste tocca livelli d eccellenza, il barbacarlo lino maga che non c’è n è una bottiglia uguale ma che mette d accordo tutti i bevitori snob e l odioso bruciato Antinori bolgheri d annata e il Blange di Ceretto a discapito di favolosi erbaluce. Odio anche i gewurztraminer e quasi tutti i greco di tufo e i morellini tranne il bronzo e di mazzei.

  26. Sottovalutati anche i soave che alcuni produttori in talune annate…I Lugana invece da me vanno tantissimo da di eccelsi ne ho bevuto pochi…per quanto riguarda il vermentin o secondo me molto meglio il toscano rispetto al sardo sempre troppo esuberante

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