Rarità. Lo champagne Veuve Clicquot del Baltico (180 anni)

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La società Veuve Clicquot Ponsardin ha confermato che il carico di Champagne di 168 bottiglie ritrovato sul fondo del Mar Baltico, di fronte alla Finlandia, nello scorso mese di luglio comprende alcune bottiglie di Champagne Veuve Clicquot.

La Maison Veuve Clicquot si era da subito interessata alla probabile scoperta della più antica bottiglia di Champagne, bevibile, uscita dalla sua produzione. Un’analisi precisa della prima bottiglia riportata in superficie dal relitto aveva permesso di stabilire che il liquido contenuto, risalente ai primi decenni del XIX secolo, costituiva una scoperta di straordinaria rilevanza storica, anche se quella bottiglia era stata attribuita in un primo momento alla scomparsa Maison de Champagne Juglar.

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Nel corso di un’operazione di ritappatura dell’altro ieri, François Hautekeur, enologo della Maison Veuve Clicquot, e Fabienne Moreau, storica, sono stati in grado di identificare con certezza il marchio Veuve Clicquot sulla faccia interna di un tappo: l’unico modo di identificare lo Champagne, dato che le bottiglie non hanno etichetta etichetta. Tre bottiglie sono state identificate con certezza come bottiglie di Champagne Veuve Clicquot e la probabilità di scoprirne altre nelle prossime settimane è molto elevata.

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L’operazione si è svolta in presenza dell’esperto internazionale Richard Juhlin: “Lo Champagne Veuve Clicquot è molto secco, un po’ come un Riesling. Il colore è di un giallo vibrante dai riflessi verdi; le note sono quelle eleganti e raffinate di scorza di limone verde, di fiori bianchi e di tiglio, concluse da una nota speziata e tostata e da un bouquet vicino al brie di Meaux. Una freschezza incredibile unita a una persistenza in bocca interminabile che ricorda un vino liquoroso molto invecchiato”. François Hautekeur ha descritto questo champagne Veuve Clicquot perfettamente bevibile: “con un profumo tostato, degli aromi di arancio amaro e di caffè, un gusto fiorito molto gradevole”.

Questa scoperta non sorprende la Maison Veuve Clicquot dato che la rotta del Baltico era frequentemente usata per le spedizioni verso la corte imperiale russa, che sancirono i primi successi commerciali della Maison bicentenaria. Il marchio a fuoco scoperto a Marienhamn, nelle Isole Aland, comprende una cometa che era stata aggiunta al suo logo da Madame Clicquot per rendere omaggio alla cometa che attraversò i cieli della Champagne nel 1811, anno di un raccolto eccezionale. Questa scoperta storica conferma, due secoli più tardi, il motto di Madame Clicquot: “Una sola qualità, la migliore”.

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E ora, come riferiscono repubblica.it e il New York Post, dopo che Juhlin ha esclamato “Grande, meraviglioso”, il governo provinciale delle isole Aland, proprietario legale delle casse di champagne, pensa di mettere all’asta alcune bottiglie che, stando all’esperto internazionale, potrebbero essere vendute fino a 70 mila dollari l’una (oltre 51mila euro). Un bel regalo di Natale per gli appassionati dello champagne esclusivo, non c’è che dire.

Ecco il video dell’assaggio secolare

4 Commenti

  1. 50 mila euro per una bottiglia di champagne? Forse sarebbe meglio spenderli per rifornire la cantina di qualche annata di buon vino e “ripiegare” su qualche cassa di Dom Pérignon come ha suggerito la vostra black mamba. Ma il Veuve Clicquot ordinario è buono?

  2. ha risposto a Cristiana Lauro: Devo confessarti che è stata la bevanda di transizione dell’adolescenza. E quindi all’etichetta arancione sono un po’ legato. Forse sarà sopravvalutato ma come entrée mi piace 🙂

    @ Francesca. Le ragioni del collezionare sfuggono a una logica comune. Conosco certi soggetti che pur di mettere in garage dei “ferri vecchi” fanno autentiche pazzie….

  3. ha risposto a Vincenzo Pagano: C’era anche un personaggio bizzarro di Woody Allen, collezionista compulsivo di scatolette di tonno. D’altra parte nel collezionismo alberga una vena di follia, a mio avviso.

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