Assaggi di vino. Sei volte Villa Matilde

Tempo di lettura: 3 minuti

L’azienda di famiglia è un atto di amore e di passione di Francesco Avallone, avvocato e docente di diritto romano all’ Università di Napoli. Appassionato  di storia, decide di puntare su un’operazione di archeologia enologica per far rivivere il Falerno. Studia insieme ai colleghi della facoltà di agraria le caratteristiche ampelografiche del vitigno e comincia quest’avventura che ora prosegue con successo per mano dei figli Tani e Maria Ida. La prima bottiglia prodotta è degli anni ’70.

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Falanghina 2009: prodotta con criomacerazione che esalta le caratteristiche aromatiche. Molto pulito al naso, floreale fruttato, fragrante e fresco. Tracce di frutta secca e componenti erbacee a completare il profilo aromatico. Bocca rispondente al naso. Vino tutt’altro che semplice, molto piacevole e ben fatto. 3 scatti

Falerno del Massico bianco 2009: anche questo vino è prodotto con criomacerazione e solo acciaio. Molto avvolgente, fragranza fruttata ma più accentuata la nota di frutta secca e di frutto maturo. Toni quindi più scuri rispetto alla Falanghina che lo rendono più complesso. Tipici sentori da terreni vulcanici, con una grande mineralità. Molto lungo in bocca, decisamente un buon vino, morbido e sapido al tempo stesso. 4 scatti

Greco di Tufo 2009: Il naso è ancora poco delineato, con sensazioni profonde scure. Emerge immediatamente un profilo minerale. Leggera sensazione di frutto tropicale. Vino molto compatto e privo di scissioni alcoliche. In bocca agrume e fiore di arancio. Un po’ serrato anche in bocca, in realtà è ancora giovane, ma promette molto bene, un vino con ottime potenzialità evolutive. 3 scatti (ma evolutivo, si farà)

Falerno del Massico Vigna Caracci 2008: viti molto vecchie, di circa 40 anni. Non ancora in commercio, è in affinamento in bottiglia.  Nel bicchiere il profilo minerale è di pietra focaia. Profumi intriganti di mela cotogna, di pere e di frutta secca. Non v’è traccia di componenti vanigliate. Integro e di grande aderenza al territorio. Ottima fragranza di lieviti. Vino di grandissima personalità con una presenza di corpo assoluta. Acidità elevata di grande sostegno per questo Caracci che è fuori di dubbio un grande vino! 4scatti + secchio

Falerno del Massico Rosso 2006: Il profilo olfattivo richiama la prugna, la ciliegia sotto spirito. Austero, con una nota elegante di pepe rosa, liquirizia. Tannino giusto, maturo, pronto. Il vino in bocca progredisce con note fruttate eleganti e molto bene armonizzate. 2 scatti

Falerno del Massico Rosso Vigna Camarato 2005: Non ancora in commercio. 12 mesi di barrique. Vino molto giovane, non ancora in commercio. Complesso al naso, matrice fruttata simile al vino precedente. Prugna e ciliegia con chiara nota di rabarbaro e radice di liquirizia, nota speziata di cardamomo. Non c’è traccia di legno in eccesso ma solo una leggerissima e garbata tostatura. La bocca risulta corrispondente, con la stessa progressione del naso. Un tannino dalla maturità esemplare, piacevole e morbido con un’acidità di sostegno molto intrigante. Scia sapida e minerale molto bella. E’ un grande vino e di sicuro invecchiamento. 4 scatti (ma migliorerà ancora)

La caratteristica costante di tutti questi vini è la sensazione di eleganza e  di grande coerenza col territorio. Villa Matilde è un’azienda assolutamente convincente, sia sui vini bianchi che sui rossi, con punte di vera eccellenza. Vigna Caracci e Vigna Camarato in particolare sono, fuori di dubbio, due grandi vini campani, di spiccata personalità.

Villa Matilde. S.S. Domitiana, 18. Cellole (Caserta). Tel. +39 0823.932088

17 Commenti

  1. Ho partecipato a una degustazione all’Hilton poco tempo fa ed è stata interessante. Mi pare ci fosse l’enologo a parlarci dei vini sinceramente io conoscevo solo Camarato. Ricordo bene Caracci

  2. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: Caro Luca, forse ti è sfuggito che l’articolo lo ho fatto io… Conosco da tempo villa Matilde e i fratelli Avallone, apprezzo i loro vini da tempo e da altrettanto tempo scrivo di vini. Marchette non ne faccio notoriamente, non tanto per la mia moralità, ma come dissi ad una azienda, perché non ne ho bisogno… E ora torno al Boé e alla discesa che ho interrotto per rispondere 😉
    Ciao A

  3. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel:
    alesssandro è un signore io sono un un neofita e non sono un signore: potresti smetterla, e ricordanche che c’è sempre uno più morale di te, che ti dirà, io o ggi i n vigna mi sono spccato la schiena 26 ore mentre tu solo dodici. Ma cosa produci, il vino Travaglino?

  4. ha risposto a umberto: No, non sono molto assolati anzi i bianchi hanno una buona acidità e mineralità… Credo che soprattutto il greco e il vigna camarato potrebbero piacesti molto…
    Ciao A
    Ps sono un pirata e un signore… 😉

  5. ha risposto a luca Ferraro @ Bele Casel: Gentile Luca, visto che hai pubblicizzato il mio sito intuisco che la domanda marchette? fosse rivolta a me che lavoro da anni come consulente per molte aziende di vino. Questo articolo è stato scritto da Alessandro Bocchetti che conosce e stima da anni l’azienda Villa Matilde. E purtroppo per te non è il solo ad apprezzare i vini di Villa Matilde, ho consultato varie guide di settore che ogni anno premiano i vini di quest’azienda, un po’ meno i tuoi. Con questo non voglio dire che il premio certifichi la qualità del vino, ma non riceverne talvolta procura un sentimento odioso, a mio giudizio, che inizio a pensare animi buona parte dei tuoi interventi. Si chiama invidia. Comunque visto che secondo te io faccio marchette sappi che questa rivista on line non è finanziata con danaro pubblico, quindi giacchè le bottiglie che beviamo le paghiamo di tasca nostra, ci sentiamo liberi di esprimere la nostra personale opinione. Se poi ti interessa e te lo puoi permettere puoi sempre contattarmi per una consulenza, così magari inizio a parlar bene anche dei tuoi vini. Se cogli l’ironia bene, altrimenti risparmiaci la tua risposta piccata. ;-)))

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