Allarme nucleare. I 10 beni alimentari di cui fare scorta per sopravvivere

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“Il nucleare è pericoloso e nessuno si pronuncia. Per questo molti italiani che conosco, soprattutto giovani, hanno fatto le valigie. Hanno iniziato a interrompere la corrente elettrica, dalle 6 alle 10 e dalle 16 alle 20. Per la benzina bisogna fare la fila e nei supermercati non c’è traccia di carne e verdura”.

Così Arino De Berardinis, un ristoratore abruzzese che vive in Giappone, a tre giorni dal terremoto, racconta la situazione ai parenti in Italia. Le parole dello chef abruzzese, che il 28 aprile dello scorso anno ha aperto il ristorante Arino nella città di Ayama (distretto di Miura, nella prefettura di Kanagawa) a due passi dalla residenza estiva dell’Imperatore del Giappone Akihito, mi hanno fatto riaffiorare le paure legate al (per me) mai dimenticato terremoto dell’Irpinia del novembre 1980.

Tra le tante paure, quella della difficoltà di trovare cibo che ora in Giappone si è materializzata nelle code per fare scorte, di acqua in primis, e che ti rimanda ai racconti di chi ha vissuto le miserie della guerra. Una paura che si fa ancora più forte per quello strano collegarsi di fatti ed eventi che in questo caso il nucleare porta con sè. In una terra martoriata dal nucleare l’incubo si ripropone e si materializza lo spettro anche per l’Europa. Di colpo diventano attuali tutte le misure preventive che l’Italia ha conosciuto a seguito del disastro di Chernobyl. attenzione al latte, alla mozzarella, ai polli, alle uova. E pensare che soltanto l’anno scorso, il 21 giugno 2010, sono state cancellate le ultime restrizioni ad alcuni allevamenti ovini in Scozia, colpiti dagli effetti dell’incidente nucleare di Chernobyl (del 26 aprile 1986!).

Le esplosioni nelle centrali nucleari in Giappone “non hanno provocato conseguenze immediate per gli europei”, ha comunicato la Commissione europea, secondo cui “i livelli di radiazioni in tutti i Paesi membri dell’Ue sono al momento normali e questo è stato confermato oggi dai nostri esperti in Lussemburgo”. Bene nessun problema. Ma nel caso si verificasse in Italia un’allerta cibo cosa potremmo mangiare con tranquillità?

Le prime dieci cose di cui fare scorta che mi sono venute in mente.

  1. Acqua
  2. Pasta
  3. Prosciutto e insaccati
  4. Parmigiano Reggiano
  5. Scatolame
  6. Olio
  7. Cioccolato
  8. Confetture di frutta
  9. Frutta secca
  10. Pane di segale

[Fonte: repubblica.it]

Foto: Facebook Arino De Berardinis, scattidigusto, repubblica.it

3 Commenti

  1. Manca il latte.

    Ricordo anche l’isteria di mia madre all’epoca di Cernobyl. Latte a lungo conservazione a go go nei giorni precedente l’arrivo della nube sul nord est d’Italia.

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