Houston c’è un problema. Il vino italiano lo bevono all’estero e non in Italia!Tempo di lettura: 2 min

La domanda è un po’ come quella che si faceva il buon Nanni Moretti in Ecce Bombo (mi si noterà di più se vado alla festa, o se non ci vado?), e tradotta suona così: dobbiamo essere più contenti della crescita del valore di un export che (con un più 12%, sia pure maturato su un precedente risultato critico) tocca i 3,93 miliardi di euro di valore, o allarmarci di più per il calo drastico (e ahimé, probabilmente irreversibile, salvo apporto futuribile da immigrati, in cui tutti quelli con un po’ di sale in zucca e non pervasi dall’opportunismo ideologico manipol-leghista, debbono oggi confidare) del 4,8% dei consumi interni, che ha portato il loro valore a 3,89 miliardi?

Non si tratta di scegliere, è chiaro. Se, di nuovo, c’è un minimo di discernimento in giro, e visto il treno dei nuovi mercati (se non lo agganciamo a dovere siamo perduti!) asiatici, sud e centroamericani e di confine con la vecchia Europa, la forbice non solo potrà, ma ‘deve’allargarsi ancora. E molto. Ma questo non significa abbandonare come un esercito in rotta gli avamposti e le fortificazioni interne, unica garanzia tra l’altro di una reale continuità, un anello di congiunzione tra quel che portano gli stranieri a casa e quel che verranno a bere da noi, unico sigillo di preselezione di qualità, e garanzia anche per loro. Guai a farlo. E guai a non rendersi conto che, per far questo, il mondo del vino italiano deve remare compatto per un reindirizzo degli affari nazionali verso la crescita; verso il riavvio generale dei consumi e della sicurezza; e per la fine della distrazione perenne e perniciosa su problemi apparentemente enormi, ma che assolutamente poco ci riguardano, essendo di pochi, quando non di uno.

Ps i dati sui consumi sono di Coldiretti, che indica anche cifre di vendite italiche in aumento su Russia, Cina, India brillanti in apparenza, ma riferite a volumi di fondo ancora mini. E certifica però al contempo che una famiglia italiana media spende 19,7 euro al mese in acqua minerale contro 12 in vino. Qui Vinitaly (Acquitaly prossimamente?). A voi, Houston…

Foto: viniesapori.net

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