Vinitaly | Farinetti contro il girotondo dei ministri per le Politiche AgricoleTempo di lettura: 2 min

Mr. Eataly, al secolo Oscar Farinetti, già preabbronzato (e sì che lo aspetta la traversata in barca a vela con “sailor” Soldini al comando, in missione Barolo verso gli Usa) è uno di quelli che non la manda a dire. Più che altro, la dice. E in questo caso, visto che non è riuscito a dirla in diretta ieri sera alla cena di gala per l’inaugurazione del Vinitaly (l’interlocutore che voleva, il neo ministro Romano non c’era, e oggi è ripartito di corsa per andare a sostenere con il suo voto il governo in Parlamento, precettato come tutti i ministri-deputati) la dice a Scatti: “Se qualcuno – debutta Farinetti, – metti un cinese, metti un marziano, gettasse uno sguardo sereno sull’Italia, impiegherebbe dai trenta ai sessanta secondi, se lucido e presente, per capire quant’è importante per noi, e che razza di risorsa è l’agroalimentare. Ciò fatto, ne tirerebbe come logica deduzione la conclusione che se c’è da noi un ministro importante, comunque uno di quelli davvero importanti, è il ministro per le Politiche Agricole. Ci siamo? Senonché, ecco il marziano che si riaffaccia. E scopre che il ministro così importante in un anno è cambiato tre volte. Che ne deve dedurre? Se, come dicevamo, è lucido e sereno, ne dedurrà che i cambi sono stati fatti per averne uno sempre più presente, sempre più bravo, sempre più competente e più informato dei problemi e dei fatti. Domanda: noi possiamo rispondergli in coscienza che è che così? Diciamo che noi ce lo auguriamo. Perché se non fosse così, e se il girotondo dei ministri avesse altri motivi, beh, allora va tenuto presente che per imparare, mediamente, a occuparsi di questo settore ci vogliono da uno a due anni. Noi, voi, quest’Italia, ce li possiamo permettere? Che gli diciamo al marziano?”. E poi, via. Verso la barca. In surf… (A.P.)

Ps All’inaugurazione ufficiale, poche ore prima, tanto per rimarcare che ogni tanto questi affollamenti di ministri presenti e passati qualche ingorgo lo creano, piccolo (e neanche tanto…) incidente tra l’attuale alla Cultura (ed ex Agricoltura) Galan e l’inaugurante Romano. Galan arriva, inatteso, in pompa magna, e spiega: che da Governatore del Veneto lui per anni ha inaugurato la Fiera, ma che da ministro, invece, questa soddisfazione gli è stata, guarda un po’, negata. Ecco perché è qua quest’anno Fine? Manco per idea. Galan ascolta il suo successore asserire dal palco: Impediremo che gli ogm possano avere spazio nel nostro mercato», e piazza subito un commento all’aceto: “Ha deciso di fare da portavoce alla Coldiretti».
Romano, tra l’altro, aveva parlato anche di battaglia primaria per tutelare la qualità del vino italiano “perché non potremmo mai competere sulla quantità”, e di “spietata lotta alla contraffazione”.

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