Perfida Albione, sono tutti italiani i rosati che amo!Tempo di lettura: 2 min

Complice una domenica oziosa sul mio Adriatico e una mail impertinente di un amico che mi segnalava l’articolo dell’Independent sui rosati. Per poco non mi veniva un colpo. Il mio amico conosce bene la mia passione per i rosati e voleva infierire.

Vedete, per noi Abruzzesi il rosato è il vino da tavola di tutti i giorni. Per un consumo fresco e sbarazzino, senza grandi pensieri. Il vino con cui abbiamo iniziato a bere, di nascosto durante gli interminabili pranzi domenicali. Dunque una cosa dannatamente seria! E deve essere buono se no si rischia forte, lo sanno bene i produttori che non hanno mai diminuito la produzione.

Capirete il mio sgomento leggendo questo articolo e la rabbia montante, sfogliando i nomi delle bottiglie. Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, California, persino Libano… ma di Italia, nisba, niet, niente!

Non potevo credere ai miei occhi, vini fatti mischiando bianco e rosso e ottenendo così rosato, vini da appellazioni sconosciute, ma nente rosati italiani. Ora accade che l’Italia sia la nazione al mondo con una maggiore tradizione in questi tipi di vini e questi boriosi figli di Albione, che fanno? Semplicemente ci cancellano!

Ecco la vertigine della lista che ricompare, la mia piccola vendetta. Ecco i cinque rosati che preferisco, ovviamente tutti italiani.

1) non ho dubbi, il primo è sicuramente il rosato di Francesco Valentini 2009. Succoso e fresco come solo le colline di Loreto sanno essere. Ma anche piacevolissimo e complesso come solo una vinificazione in bianco di montepulciano può essere.

2) Vicinissimo un altro Cerasuolo. Quello montanaro e pimpante del “barone”. Il Cerasuolo di Cataldi Madonna 2010 è una gioia di frutto e di passione. Spumeggiante e irruente come le notti fredde ofenesi e le giornate torride sull’altopiano.

3) Cambiamo regione e ora tocca al Veneto. Siamo sulle rive del lago di Garda, in un paesaggio magico un rosato da sballo. Costaripa Rosamara 2009 Chiaretto del Garda, fresco e intenso, ma anche austero rispetto alla media nazionale dei rosati.

4) Ho già scritto della mia passione per i chiari lambruschi di Sorbara, dall’acidità impetuosa e il frutto cupo. Perfetti per accompagnare un pasto grasso, di quelli che mi piacciono. Oggi tocca alla nuova creatura di Cristian Bellei, il Sorbara rifermentato di Cantine della Volta, fresco, pulito e godibilissimo

5) Chiudo con quello che in Francia chiamerebbero Coup de Couer, il rosato del Castello di Ama. Anni fa lo scoprii grazie a Black Mamba. Da allora l’ho sempre bevuto con estremo piacere. Il rosato che non ti aspetteresti, da uve sangiovese con una piccolissima quota di merlot (10%), fa dell’eleganza la caratteristica più bella.

E voi? Bevete rosati e quali? Giù la maschera, facciamoglielo vedere a questi Inglesi che neanche usano il bidet!

Foto: ilquartino.it

33 Commenti

  1. Anche io amo il rosato!
    Perfetto da dividere con amiche e amiche all’aperto o nelle serate più afose.
    Il suo luogo d’elezione è però, a mio avviso, il mare.
    In Provenza se ne beve (anche sottoforma di magnum) una quantità straordinaria: in alcune circostanze mondane sembra essere (causa crisi?) un sostituto dello champagne con il quale ha una caratteristica comune, l’allegria che si porta dentro.
    Una segnalazione che reputo un piccolo segreto:
    due anni fa ho scoperto una cantina vicino a Greve in Chianti, a Montefioralle, che produce ovviamente Chianti Classico ma anche, a mio avviso, un eccellente e freschissimo rosato che sa colorare egregiamente le serate estive.
    Per questa ragione anche quest’anno ho fatto una passeggiata per comprarne sei cartoni…..il problema è che va via come fosse acqua!!!

    Il produttore è L’azienda agricola Altiero. Greve in Chianti (Loc. Montefioralle) c’è anche un sito internet http://www.altieroinchianti.it.

    Il rosato del Castello di Ama è ottimo l’ho provato alla Bandita di Bettolle (Walter Redaelli)!
    Segnalo in ultimo lo Scalabrone Antinori che direi decisamente ben fatto.

  2. Anche io amo i rosè, e anche gli champagne di questo colore…
    Tra i fermi, segnalo l’Os Rosae, vino prodotto da Marco Carpineti da uve Nero Buono di Cori.
    Freddo col pesce è ottimo, anche come aperitivo.
    Temperatura ambiente accompagna carni e pesci carnosi come il tonno fresco.
    Da provare!

  3. Viva l’Italia ma che mi dici dei rosati Corsi? (certo potresti dirmi che in pectore sono italiani anche loro 🙂 )

  4. ha risposto a Andrea Sponzilli: Non li conosco bene ma oltre alla tua stessa ammissione, io non dico che non ci siano rosati di vaglia nel resto del mondo, ma solo che parlare di rosati senza includere l’Italia è un palese non senso… 😀

  5. timing perfetto Alessandro, questa è la stagione del rosato, tipologia che non frequento spesso ma che offre vini di fascino assoluto e straordinari compagni di tavola
    mi ricordo ancora una focaccia con crema di ceci e baccalà (della gatta ca va sans dire) e il matrimonio d’amore con un Cerasuolo Valentini (e daje!)
    penso che la promozione migliore debba passare dagli abbinamenti più che dalle degustazioni, che ne dici?

  6. ha risposto a paolo trimani: hai ragione… Gli abbinamenti! Tra l’altro come ben dici il rosato è perfetto sulla pizza… altro che la birra 😉
    Però un cerasuolo, con degli arrosticini di vaglia… Poesia e territorio allo stato puro…

  7. ha risposto a Andrea Sponzilli: tempo fa si discuteva invece della necessita’ di accompagnare prodotti molto localizzati con vini originari della stessa area. E capita spesso che il complemento qualitativo diviene perfetto solo in questo modo. Un buon cerasuolo andrebbe anche bene con la mozzarella. Cosi’ come non stonava il legno di quel Livon suggerito dal Bocchetti. Tuttavia, farei fatica a scambiarli con una più classica coda di volpe o falanghina o meglio ancora un rustico asprinio.

  8. ha risposto a mantaray: io penso che sulla bufala ci voglia dolcezza più che acidità… Quindi la nota mandorlata tipica del cerasuolo sarebbe perfetta. L’asprino meglio darlo ar sorcio 😉

  9. Non sono un’esperta di vini però a me i rosati piacciono molto…il Girofle del Salento della Masseria Monaci 2009 con la sua delicatezza e freschezza mi ha conquistato…e poi non sono enogastrofichetta e quindi lo consiglio anche perchè costa poco!

  10. Aridaje con ama……ma c,e’ qualcuno di questo blog che lavora per il castello di ama? Il rosato non s’affronta,troppo tecnico e artefatto,se si vuol rimanere in Toscana,consiglierei le cinciole,montemaggio,Rocca di montegrossi.

  11. ha risposto a Piero: benvenuto anche se il tono non è amichevole
    immagino sia superfluo ricordare che Castello di Ama è una delle migliori aziende d’Italia i cui proprietari sono nostri cari amici (confessione resa già in ottobre quando raccontammo una gegustazione memorabile)
    gli altri rosati toscani indicati sono sicuramente buoni e potrebbero essere migliori di quello di Ama (non li ho mai bevuti, di quelle aziende preferisco i Chianti Classico) ma HF è una rubrica tagliata su misura dell’autore che sceglie in base al suo gusto e alle sue esperienze

  12. Ache io amo i rosati in questa stagione, anche perchè oltre alla mozzarella, cosa bevete su parmigiana, vitel tonnè etc…?
    E comunque d’accrodo con Bocchetti: resto rigorosamente Italia, non ha senso andare a cercare altro!
    A proposito, per restare in “terra di Bocchetti” ho assaggiato (e scritto qui: http://www.gustovino.it/degustazioni/cerasuolo-dabruzzo-superiore-doc-2010-praesidium.html) un articolo sul Cerasuolo di Praesidium, certo un po’ “estremo” pensando ai suoi 14,5% (!) da colore rosso appena scarico…
    Infine rispondendo anche a Stefania, quale Ceraudo, quello in acciaio o in legno?
    Quello in legno (14%) l’ho assaggiato qualche anno fa ed il legno era piuttosto “invasivo”…
    Può essere interessante per alcuni, ma a mio modesto parere di difficile abbinamento e forse snatura la freschezza della tipologia…

  13. ha risposto a laspide: No si dovrebbe chiamare xxl e non solo per il girovita… Soprattutto per il capoccione… Pensavate male, eh! i soliti maligni 😉
    Alta Fedeltà è una rubrica assolutamente personale, dichiaratamente… Per me questi sono i rosati casa, a voi (come sta succedendo) implementarla… Aggiungo anzi un altro sorbara assaggiato ieri il Radici di Paltrineri, un sorbara essenziale, tutto acidità e sottigliezza da berne a secchi!!
    Solo un dubbio, non vorrei che qualcuno di conosciuto ci lavorasse… 😀

  14. Alessandro…una curiosità…dei 2 rosati del “barone” quest’anno ti è piaciuto più il base o il Piè delle Vigne? non si capisce bene dall’articolo anche se l’anata 2010 mi lascia pensare per forza di cose al primo…

  15. ha risposto a Franco SAntini: Non si tratta di quale mi è piaciuto di più… Qui parlavo del “base” secondo me un vino perfetto nella sua fascia. Il Pié delle vigne è un grande cerasuolo, ma ancora in cerca di un suo stile, irrequieto come spesso sono stati i vini di Luigi. E bada, per me è un grande merito questa irrequetezzq e porta a grandi risultati… Pensa al pecorino 😉 oggi semplicemente il più grande! Ma nel passato quanto è cambiato!?

  16. …a parte Dom Perignon rosè che ho bevuto magnum oggi e non era proprio da buttare…Scherzo, ha anche un altro prezzo rispetto a questi rosati.

  17. ha risposto a Fabrizio Vicari: Fabrizio conosco bene i vini di Praesidium. Il cerasuolo in particolare è secondo me tra i migliori prodotti dell’azienda aquilana. Anche se come dici tu è praticamente un rosso. I Montepulciano invece li trovo spesso troppo rustici e segnati da afrori non gradevoli,ma quando imbocchi la bottiglia giusta…
    Cmq di cerasuolo buoni in regione ce ne sono parecchi, torre dei beati con il suo austero rosae, pepe con un cerasuolo integro, il “tecnico” ma picevolissimo villa gemma di Masciarelli… Potrei andare avanti!
    Su legno si, legno no… Beh mi schiero decisamente su legno no e vinificazione in bianco!

  18. ha risposto a Alessandro Bocchetti: Si, quelli come Praesidium li chiamo rossi “travestiti” (senza altre allusioni ovviamente!) e sono d’accordo con i montepulciano della stessa azienda che ho avuto l’occasione di assaggiare negli anni precedenti, quello che mi ricordo è proprio la loro “rusticità”…
    Grazie dei suggerimenti sugli altri…

  19. ha risposto a luca panunzio: …In effetti…Ti ricordi che qualche anno fa qualcuno scommetteva sul boom dei rosati? Ma per favore! Addirittura intere manifestazioni con banchi d’assaggio di soli rosati. Con tanto di sommelier ,o peggio, titolari di azienda che ti spiegavano per mezz’ora la qualità sempre in crescita del loro rosato. Ma di che parliamo??? Per carità!!! Ciao Luca!

  20. ha risposto a Alessandro Bocchetti: L’introduzione dell’articolo è commovente! In Abruzzo il “bere rosa” non è né moda né tendenza …anzi tutt’altro! Il Cerasuolo era ed è partner affidabile durante tutta la giornata. Riporta alla mente giornate calde trascorse all’ombra di una noce e silhouette lontane nei campi, nonne e fette di pane con l’olio, fave, ventricina e gassose ormai introvabili che ai bimbi venivano tinte con un po di quel “vino rosa” che bevevano i grandi al lavoro! (…E’ stato un ottimo allenamento…) Insomma, come ben dici, la spensieratezza! Una cosa dannatamente seria!

    Un saluto a tutti.

  21. ha risposto a Cristiana Lauro: CITO:…a parte Dom Perignon rosè che ho bevuto magnum oggi e non era proprio da buttare…Scherzo, ha anche un altro prezzo rispetto a questi rosati.
    RISPONDO: mi è venuto un brivido giù per la schiena (che è proseguito anche oltre) all’ultima frase … perchè se il Dom avesse avuto lo stesso prezzo ….

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