‘A chiazza | Come fare la spesa al mercato di Castrovillari

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E chi se la scorda mai a’ chiazza (la piazza). Ho sempre avuto degli interessi lì, sin da bambina.

Mia nonna ci faceva la spesa e se io facevo la brava (e vi assicuro che in certi casi la facevo), me ne tornavo a casa con un pulcino colorato verde, blu, fucsia.

Naturalmente il giro era largo prima si andava in giù a guardare tutto quel che offriva il mercato in termini di qualità e poi venendo in su si comprava dopo una lunga trattativa sul prezzo: pesce, verdura, frutta. Pure sul pulcino colorato si trattava, tanto poi moriva.

Da adolescente non mi feci incastrare dal gusto della pizza di Borzettino, quella schicculiata con il pomodoro infilato a pizzichi di cui gli studenti dell’Alberghiero, dell’Istituto d’Arte e del Liceo Scientifico si nutrivano all’ora della ricreazione. Io avevo scelto l’Istituto Tecnico troppo distante da lì… e alla chiazza non ci passavo mai.

Ma arriviamo ad oggi, a quel che ne è rimasto: di pulcini neanche l’ombra, Borzettino ha cambiato mille e passa gestioni con niente di minimamente paragonabile.

Restano una manciata di contadini, per lo più anziani e stanchi. Restano perchè dopo di loro non c’è nessuno. I figli emigrati chi per studio, chi per lavoro e quelli che sono qui non si mettono certo a lavorar la terra. Troppo faticoso. E poi ci sono gli ipermercati: dieci, forse quindici.

Il Comune dorme, sonnecchia, organizza manifestazioni discutibili e non protegge artisti, artigiani, contadini e del bel mercato cosa vuoi che gliene importi?

Ora ve ne presento qualcuno. Il signor Osvaldo viene da Doria nella piana di Sibari e coltiva sia nelle serre che a cielo aperto: questa mattina ha pomodori e cetrioli fantastici (in foto), per non parlare dei meloncini piccoli e profumati, delle pesche vellutate, e delle percoche da annegare in un buon bicchiere di vino. L’azienda si chiama Serrago (cellulare +39 328.6610465).

Caterina Ciancio sta pulendo per una cliente i taddi e in questa stagione si prepara la minestra. Ecco la ricetta:

Scottare i taddi smontati, cioè separare le foglie e gambi dallo stelo centrale, lavarli e cuocere in acqua fredda salata, 10 minuti dal bollore.
In una padella mettere olio, aglio rosso, fagiolini corallo, due patate a pezzi, 2 pomodori. Si uniscono le zucchine a pezzetti, i taddi e infine i fiori.
Far cuocere a fiamma media 20 minuti. La minestra si può servire fredda. Meglio cuocerla la mattina per la sera tenendola al fresco ma non in frigo.

La piccola azienda si trova in contrada Letticelle a Castrovillari e il cellulare è +39 340.3260913.

Altro produttore Saverio fa sempre buon peso in sintesi un chilo lo paghi ed uno te lo regala è un uomo dolcissimo come le sue piante di mandarini, melerose, arance, gelsi bianchi o mirto selvatico. Lui viene da Saracena e la sua azienda si chiama Di Leone (cellulare +39 340.9467385).

Lucia Caputo sta nella contrada Pietà, zona piena d’acqua le cipolle sono bellissime , le sementi sono quelle di sempre sicuramente l’origine è Tropea ma qui diventano enormi e dolcissime mentre fagiolini, cetrioli e lattughe sono croccanti e verdissimi. Il marito Romualdo ce ne mostra soddisfatto due mazzi.

Poi il camioncino dei Fratelli Perrone (Frascineto – Telefono. +39 0981.32850) che in mezzo a tanta merce tra cui il baccalà e rosamarina, tira fuori pecorini, caciocavalli e salsicce molto buone. Basta assaggiare. Io e il mio amico veneto Filippo alle nove di mattina spesso facciamo una colazione “autoctona” prima di scendere al mare.

Mangio due gocce d’oro appena raccolte e risalgo sul viale profumato dai tigli.
Il mio cesto è pieno come sempre, mancano solo i pulcini, quelli stanno a far compagnia a mia nonna Elvira . 😉

A Chiazza di Castrovillari. Corso Garibaldi. Mercato aperto dal lunedi al sabato dalle ore 07:00 alle 13:00.

7 Commenti

  1. Ciao,
    sono anch’io “emigrato” di Castrovillari, e sto leggendo veramente con piacere tutti i tuoi articoli sulla nostra terra.
    Complimenti per lo stile e per la passione con cui scrivi.

  2. “a chiazza i castruvidduru” , dopotutto e’ ancora ” un luogo” a dispetto dei diversi ” non luoghi” che…ahime’ .. ce ne sono!

  3. Io praticamente sono cresciuto alla “chiazza” perchè mia nonna, mio padre e mia madre erano fruttivendoli. Mi padre ancora “spanne a rrobba” (fa la bancarella) ma con ritmi e quantità diversi da quelli di 30 – 40 anni fa quando “a chiazza” era il cuore economico cittadino sul fronte frutta e verdura. Se chiudo gli occhi mi vengono in mente personaggi “mitologici” che hanno popolato le mie giornate di bambino e quelle di tanti castrovillaresi. Ora non rimane quasi nulla: gli ipermercati si stanno prendendo anche quest’ultimo baluardo, questo luogo che era da preservare come se fosse un’opera d’arte.
    Ogni tanto ci vado con mio figlio e gli faccio vedere i luoghi di “quando papà era piccolo” ma è ancora piccolo. Forse un giorno potrà capire meglio. Grazie Stefania.

  4. Come non ricordate la mitica “chiazza”, i colori, i profumi, i richiami dei contadini ….la frutta e la verdura a km 0 che di questi tempi è un sogno…quando posso, nelle mie ormai rare visite a Castrovillari, non posso non fare una giratina in giù e in su tra le bancarelle.Complimenti alla Silvia che ha saputo sapientemente descrivere quel luogo cogliendone le peculiarità che a noi oriundi emigrati scaldano il cuore.

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