Assaggi di vino. Il Brunello di Pietroso è un astro nascente

Vino

Continuano le degustazioni organizzate dai Trimani, aperte agli addetti ai lavori, con un occhio attento alla qualità vecchia e nuova. Al Wine Bar di Roma questa volta è toccato a Pietroso, una cantina che si sta ritagliando il suo posto nel competitivo territorio ilcinese.

Nata nel 1970 con circa 2000 bottiglie, la prima annata di Brunello è stata la 1978. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e tre generazioni si sono succedute, ma poco è cambiato in cantina, dove, grazie all’ausilio del bravo enologo Alessandro Dondi, si continua a privilegiare uno stile tradizionale, ma corroborato dalla modernità. La ricetta è quella classica, con affinamenti lunghi e attenti, una viticoltura contadina nei vigneti alti tra i 400/500 metri, adatti a profumi e finezza, più che a concentrazione.

Nel complesso vini molto territoriali, marcati dalle differenze dei millesimi (come è giusto che sia) e da un uso del legno un poco evidente e ingenuo. L’impressione è di una cantina artigiana in interessante divenire, che migliora di anno in anno in maniera tangibile. Una Montalcino diversa, che sembra puntare più sui profumi e le acidità, che sulla potenza e concentrazione.

Otto vini in assaggio, tre rossi di Montalcino e cinque Brunello. Vediamoli:

Rosso di Montalcino DOC 2009, il naso è composto e fine, con il frutto in evidenza e ancora note di legno. Che verranno digerite nel tempo. In bocca è scabro e piacevolmente scorbutico, ma composto. Colpisce subito un’acidità netta e fresca, la trama tannica è fitta e intensa, il frutto preciso e vivo. Al secondo passaggio nel bicchiere si evidenzia una nota di liquerizia e un profumo piacevolmente vinoso, in bocca è succoso e goloso, un bel vino. 3 scatti

Rosso di Montalcino DOC 2007, al naso note evolutive e leggermente surmature, non precisissimo. In bocca più scombinato con una nota di diluizione netta. L’acidità è tagliente e non sostenuta dal corpo sottile. Un rosso non disteso e temo non andrà più in la di così. Il frutto non è precisissimo. Al secondo passaggio, una nota rustica al naso, in bocca più nervoso e interessante. 2 scatti

Rosso di Montalcino Doc 2005, al naso fruttato intenso, preciso e pulito. In bocca una fresca acidità lo regge, il corpo non è enorme ma composto, la trama tannica è fitta con un tannino un poco scorbutico. Chiude poco dinamico e tutto sbilanciato sulla taglienza, buona sapidità. Al secondo passaggio non migliora, anzi il tannino è ancora più spigoloso. 1 scatto

Atto a divenire Brunello 2007, naso ancora molto legnoso, ma il frutto è vivo e preciso. In bocca dopo la zaffata di legno, la trama tannica è fitta e precisa, su un frutto molto ben delineato e un’acidità corroborante, peccato per i tannini leggermente asciuganti ma in divenire. Ancora giovanissimo. Al secondo passaggio il naso è ancora giovanissimo e il legno ingenuo, ma in bocca ha una bella dinamica, assai promettente. In questa fase ancora difficilmente valutabile, ma assai promettente, una volta che si sarà composto nel tempo.

Brunello di Montalcino Docg 2006, naso molto sanguigno e suadente, il frutto è vivo e profumato. In bocca fresco e rotondo, lo caratterizza una nota animale ma intensa e una buona succosità. La trama tannica è irruente e piacevole, i tannini scabri e composti. Un vino sottile e snello ma fine. Al secondo passaggio convince sempre più, un bel vino di carattere. 3 scatti

Brunello di Montalcino Docg 2005, naso più potente e apparentemente complesso, il frutto è vivo e potente, in bocca un poco smaccato, tondo e denso. Scombiccherato in una dialettica che non si combina mai se non in una dolcezza eccessiva, come di mosto. Al secondo passaggio un legno ingenuo e in bocca sferzante. 2 scatti

Brunello di Montalcino Docg 2004, al naso non è precisissimo, si insinua il glutammato. In bocca è abbastanza succoso e armonico, non enorme, ma con una bella fittezza tannica. Il frutto è vivo e, un vino maturo ma piacevole e complesso, al secondo passaggio conferma l’armonia dell’evoluzione, un bel vino che non andrà molto più in là. 3 scatti

Brunello di Montalcino Docg 2003, naso evolutivo e rustico, si insinuano sentori minerali, ma anche sporchi e evolutivi. In bocca è estremamente rustico e poco convincente. Un vino problematico, anche per il millesimo difficile.