Spread vino | Il sorpasso della Francia. Di nuovo secondi

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Vino, è durato poco il primato dell’Italia. Giusto un anno, il tempo di una nuova vendemmia. E Le Monde l’ha subito strombazzato al mondo: la Francia torna ad essere il primo produttore mondiale di vino.

Avevamo annunciato anche noi lo stesso primato l’anno scorso quando una vendemmia eccezionale aveva portato a 49,6 milioni di ettolitri il livello della produzione nostrana contro i 46,2 milioni della Francia, in calo sull’anno precedente.

Nella classifica redatta ogni anno dall’Oiv (Organizzazione internazionale della vigna e del vino), quest’anno l’ordine si è invertito. La Francia ha prodotto 49,6 milioni di ettolitri nel 2011, pari ad un +9% sull’anno precedente, mentre l’Italia, ha messo a segno il suo minimo storico di 42,2 milioni di ettolitri (-13%). “Una triste vendemmia” l’ha definita Federico Castellacci, direttore generale Oiv, la più magra degli ultimi 60 anni secondo Giuseppe Martelli, direttore di Assoenologi. Vendemmia triste che ci vede in compagnia degli Stati Uniti (-10,3  %) e dell’Argentina (-4,8 %) ma non del Cile (+ 15,5%) e della Nuova Zelanda (+ 23,2%).

Viene in aiuto Coldiretti che ricorda che il vino italiano è il più bevuto all’estero, visto che sono in aumento le esportazioni made in Italy, salite a quota 23 milioni di ettolitri “mentre quelle francesi sono ferme ad appena 14 milioni”. E comunque “il sorpasso nella produzione di vino della Francia sull’Italia annunciato da Le Monde”, precisa Coldiretti, “è da imputarsi a motivi climatici che peraltro hanno influito positivamente sulla qualità della produzione nazionale”.

Tutto bene allora?

Viene in mente il commento di Enzo Vizzari, un anno fa, nei giorni del sorpasso sulla Francia: “Un primato senza significato”, in un comparto dove “il problema vero è spuntare prezzi migliori”, e dove occorre “vincere con la qualità in un mercato competitivo in cui si affacciano paesi terzi che producono magari vini senza identità ma tecnicamente irreprensibili”.

Ma se la quantità non è necessariamente un vanto, possiamo consolarci del primato perduto con la qualità? Non del tutto, a leggere Martelli sulle pagine di Winenew. Che spiega: “Poteva essere un’annata memorabile” ma per colpa delle “bizzarrie del tempo la qualità delle uve e dei vini è stata piuttosto eterogenea”. In arrivo, per fortuna, ci sono “bianchi interessanti” e “ottimi vini prodotti dalle uve vendemmiate precocemente e da quelle raccolte tardivamente”.

[Fonte: economiaweb.it, winenews.it, coldiretti.it Foto: viagginews.com]

10 Commenti

  1. …volevo astenermi da commenti, ma un “chissenefrega” sorge talmente spontaneo che più che una tentazione è proprio un’esigenza fisica……

  2. ha risposto a vinogodi: Sì infatti, fottiamocene degli spread e dei francesi che con i loro vini hanno un’immagine nel mondo un pelino più alta di quella nostra. Persino i cinesi li valorizzano andando ad acquistare i domaine mentre da noi spoglieranno i contadini…. così va il mondo!

  3. ha risposto a Gennaro Maglione: …ti rispondo citando Vizzari, che non è un frillo :
    “Viene in mente il commento di Enzo Vizzari, un anno fa, nei giorni del sorpasso sulla Francia: “Un primato senza significato”, in un comparto dove “il problema vero è spuntare prezzi migliori”, e dove occorre “vincere con la qualità in un mercato competitivo in cui si affacciano paesi terzi che producono magari vini senza identità ma tecnicamente irreprensibili”.

    PS: da appassionato io guardo le espressioni migliori qualitativamente, non se la CIV o Zonin avranno un incremento di fatturato e un margine che gli permetta un risultato d’impresa soddisfaciente che inciderà maggiormente sul PIL vinicolo italico rispetto a Pontoni con il suo Calvari oppure Conterno con il suo Monfortino … anche se non posso che rallegrarmi con loro, eventualmente, per il risultato ottenuto…

  4. …PS: io del balletto delle cifre che intonano peana per il milione di ettolitri in più o in meno prodotti me ne faccio un baffo , così dei report che magnificano questi risultati li traduco in carta igienica potenziale…

  5. Ancora a chiederci se siamo primi o secondi….che tristezza…purtroppo di strada da percorrere, noi italiani, ne abbiamo tanta da fare….Domandiamoci perchè in Italia regaliamo le Doc e le Docg a prodotti che non li meritano..Il mercato non è stupido…Impariamo da nostri cugini, purtroppo.

  6. ha risposto a vinogodi: Quello dell’appassionato non è l’unico sguardo possibile sul vino. C’è quello dell’operatore, dell’economista, del cronista e del semplice simpatizzante. La possibilità che una notizia come questa (il sorpasso “quantitativo” della Francia sull’Italia) diventi poi anche il la per una discussione sulla qualità del vino, è naturalmente ben accetta.

  7. ha risposto a Lorella Franci: …oooooookkkkeyyyy… sono tuttorecchi: avanti con le vostre disquisizioni sui vari dati statistici produttivi, economici ed anche commerciali dei vari distretti d’Italia e Franza. Son qui trepidante, ma tiratene fuori tanti, che qui mica si pettinano le bambole…
    PS: muoio dalla voglia di un bel confronto fra i bilanci di Frescobaldi vs Rothschild: chi ha fatto più utile , l’anno scorso? E il conto economico del Masseto , tolto CIV e costi fissi, al netto delle tasse , ha avuto un margine di contribuzione migliore dello Chateau Lafite? Dio mio , svelti che sono in fremito …eppoi, il Tavernello, che ha fatturato 677 volte più del Pergole Torte , sarà 677 volte più buono? Magari mi possonmo rispondere l’operatore, l’economista, il cronista e il semplice simpatizzante assai più interessati a questi aspetti…

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