La Rufina è una piccola enclave del Chianti a Est di Firenze che produce Sangiovese di grande eleganza e finezza nei sui 750 ettari. Il Consorzio rappresenta 25 produttori e 3 milioni di bottiglie. Piccoli numeri che si riferiscono però a vini che si caratterizzano sempre più e sempre meglio, sopratutto nella tipologia riserva.

La tradizionale anteprima del Rufina si è svolta a Palazzo Borghese di Firenze con un programma che è iniziato con l’inedita comparazione tra Rufina Riserva 2008 e Pinot Noir dell’Ontario – ebbene si! – del 2009. Maestro di cerimonia è stato Ian Dagata, di sicuro l’unico in grado di far intervenire quattro aziende canadesi alla degustazione: chi altri ci sarebbe riuscito? Davanti a una platea di giornalisti internazionali e produttori di Rufina Ian e Stephen Brook di Decanter hanno raccontato le zone, le aziende e i vini.

Gli assaggi sono stati i seguenti.

Rufina Riserva 2008. Si tratta di un’annata difficile in cui la primavera piovosa ha messo a dura prova i produttori. Complessivamente i vini mi sono piaciuti e in qualche caso molto.

Le Coste. Bella freschezza, carattere un po’ rustico e media intensità. 2 scatti

Marchesi de’ Frescobaldi Nipozzano. Naso fresco e accattivante, struttura equilibrata ma un poco leggera per la tipologia. 1 scatto

Il Pozzo. Piacevole sorpresa, vino di carattere e intensità. Ottimo equilibrio e bella personalità. 3 scatti

Il Lago. L’unica nota stonata della serata.

Fattoria di Lavacchio il Cedro. Esuberante nota di legno al naso, vino intenso, e strutturato. Ancora crudo ma di ottima fattura. 3 scatti

Frascole. A mio giudizio la migliore espressione tra le riserve 2008 assaggiate, elegante e intenso con una perfetta definizione del frutto in armonico equilibrio con l’acidità. 4 scatti

Castello del Trebbio Lastricato 2004. Maturo intenso brillante, un perfetto esempio dalla longevità di questi vini. Acidità e frutto si compongono con precisione senza alcuna sbavatura. 4 scatti

Molto interessante e divertente la batteria dell’Ontario, non darò punteggi perché si tratta del mio primo contatto con la tipologia e perché la regione è ancora in una fase di sviluppo tumultuoso. Si tratta di vini molto accattivanti, fruttati e non ancora floreali, espressivi delle note varietali anche se talvolta imprecisi nella definizione. Sono tutti ottenuti da vigneti molto giovani situati nella zona di Niagara (quella delle cascate) e Prince Edward County. Segnalo l’attenta classificazione delle zone nella provincia dell’Ontario che individua quattro Designated Viticultural Areas e al loro interno ulteriori microzone particolarmente vocate; per approfondimenti consultate il sito istituzionale dell’Ontario ricco di dettagliate informazioni.

Ecco tutti i pinot nero del 2009:
Malivoire Wine Company Mottiar Pinot Noir – Beamsville Bench
Cave Spring Cellars Estate Pinot Noir – Beamsville Bench
Flat Rock Cellars Gravity Pinot Noir – Twenty Mile Bench
Flat Rock Cellars Pinot Noir Reserve – Twenty Mile Bench
Norman Hardie Winary County Pinot Noir – Prince Edward County
Norman Hardie Winery Cuvée “L” Pinot Noir
Cave Spring Pinot Cellars Estate Pinot Noir 2002: il valore di una testimonianza, purtroppo come ha detto il produttore, si tratta di “an old wine from young vines” e non vicevers!

L’anteprima vera e propria si è svolta sabato mattina con la degustazione dei Rufina 2010 e 2009 riserva. Due annate molto diverse tra loro, affascinante e complessa la 2009 soprattutto nella versione riserva, essenziale e snella la piovosa 2010.

Ecco le migliori riserve 2009 secondo le mie note e quelle dei miei vicini di banco.

Colognole Don. Complesso profondo avvolgente, molto giovane (campione di botte) ma già pienamente godibile. Migliorerà nel tempo tanto che è previsto in commercio alla fine del 2012. 4 scatti + secchio

Castello del Trebbio Lastricato. Intenso e austero, l’equilibrio è la sua nota caratteristica. 4 scatti

Fattoria di Lavacchio Il Cedro. Ricco e carnoso, la materia più concentrata assorbe meglio l’intensità del legno, il più caldo e avvolgente del gruppo. 3 scatti

Frascole. Succoso dinamico elegante, più leggero del previsto. 3 scatti

Veroni. Al mio primo assaggio lo trovo molto interessante, elegante intenso e preciso nella definizione del frutto. 3 scatti

Marchesi de’ Frescobaldi Montesodi. Il vino più potente della denominazione, carnoso e molto ben definito, netta nota di legno che ancora sovrasta l’insieme. 2 scatti

5 Commenti

  1. sono ancora sotto l’effetto dell’anteprima: ieri sera ho bevuto una straordinaria bottiglia di Colognole Don riserva 1999, veramente una bellissima evoluzione!

  2. bravo paolo la zona merita attenzione anche perche sebbene un po arretrata dal punto di vista tecnico , sopratutto sul parco botti, ha delle potenzialità interessantissime ed è estremamente interessante come territorio molto riconoscibile. ma perche continuano a chiamarsi chianti????? Rufina e basta sarebbe un segno di indipendenza

  3. ha risposto a lucio cornelio silla: concordo sulla denominazione, penso che la zona meriti un risalto maggiore
    l’assaggio delle rieserve 2009 è illuminante sui progressi tecnici delle aziende, restano alcuni aspetti da migliorare ma il livello è elevato

  4. Bravo Paolo! Mi piace leggerti, indipendentemente dall’argomento che in questo caso non mi appassiona. Scrivi bene e in maniera molto fluida, riesco ad arrivare in fondo ai tuoi pezzi. 😉 Un complimento da parte mia, come sai vale doppio!

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