Assaggi di vino. Bianchi italiani entro i 7 euro

Vino

Oramai, siamo sfacciatamente filo-Monti, sentire parlare di crisi, spread, default e sacrifici vari, ci ha contagiato e forse anche per scontare le colpe della nostra eroina Black Mamba, le cui bottiglie ammontano per valore ad una finanziaria, circa, ci stiamo convertendo alle ‘gioie’ del basso costo.

Beh… gioie non sempre però siamo sempre più convinti che in Italia si possa bere assai bene ad un rapporto qualità prezzo interessante. Quindi il solo input per la degustazione di oggi è stato: vini bianchi entro i sette euro sullo scaffale e via.

Come al solito la degustazione si è svolta presso il Trimani Wine Bar con l’abituale commissione composta da me, Paolo Trimani, Cristiana Lauro e Jovica Todorovic (Teo). Sei i vini in assaggio: un fly super classico. Vini diversissimi tra loro, sia industriali che artigianali, ma con in comune il prezzo.

I risultati sono stati altalenanti, tra gioie e dolori, Vediamoli:

Diciamo subito che quello che ci ha convinto di più è stato il Pievalta 2010, un Verdicchio Castelli di Iesi dal prezzo interessante, che già ci aveva conquistato nel passato. Proveniente da uve coltivate secondo i principi della biodinamica e seguendo tecniche di cantina assolutamente poco invasive, il millesimo 2010 sembra un poco meno felice dello strepitoso 2009, ma comunque convincente. Al naso profumi intensi di frutto e tipici, in bocca piacevolmente vinoso e fermentino, la beva è piena e succosa, un poco grezza ma piacevolissima. 2 scatti con secchio. € 6.90

Convincente anche il Bertani, Soave Doc Sereole 2010 dal bel colore giallo brillante. Il naso è molto enologico: esteri e lieviti dal profumo di caramella alla frutta, anche una nota di ananas sopra. In bocca è piu dinamico, con anche una discreta struttura. Una nota di agrume lo regge e anche un accenno minerale, un discreto vino, magari un poco costruito ma piacevole. 2 scatti. € 6,48

Buono il Falerio Colli Ascolani, Collemura 2010 di Sansavino, l’azienda marchigiana convince sempre con i suoi vini piacevoli e ben fatti. Questo semplice bianco non delude: al naso è abbastanza neutro, un po’ cedrino, in bocca piuù dinamico e fresco, un vino da cozze a Fiumicino, ma piacevole e frizzante, la beva è corroborante. 1 scatto. € 3.90

Il Satrico 2010, di Casale del Giglio, vero campione laziale di vendite appare abbastanza dimenticabile. Già il colore è giallo slavato, aromi molto dolci e tirati di frutto bianco, in bocca molto tecnico e lineare. Anche un accenno di struttura, ma interessa poco e chiude amaro. € 5,28

Il Regaleali Bianco 2010 è il vero campione di Tasca d’Almerita, tradizionalmente un porto sicuro dove attraccare nei marosi della grande distribuzione. Questo 2010 non convince già dal colore slavato e sbiancato. Al naso profumi enologici e tirati, stupiscono gli aromi di caramella alla frutta, che poi si ritrovano in una beva fin troppo morbida e tecnica. € 6,90

Chiudiamo la serie con un altro laziale, campione di vendite: il Bigi, Orvieto Doc Torricella 2010. Colore giallo paglierino chiaro, il naso è alcolico, cartonato e cedrino, molto lineare, in bocca terribile, attacca dolce di fiori passati e poi entra l’acidità di alcol denaturato. € 4,98