Assaggi di vino. Bianchi italiani entro i 7 euro

Tempo di lettura: 3 minuti

Oramai, siamo sfacciatamente filo-Monti, sentire parlare di crisi, spread, default e sacrifici vari, ci ha contagiato e forse anche per scontare le colpe della nostra eroina Black Mamba, le cui bottiglie ammontano per valore ad una finanziaria, circa, ci stiamo convertendo alle ‘gioie’ del basso costo.

Beh… gioie non sempre però siamo sempre più convinti che in Italia si possa bere assai bene ad un rapporto qualità prezzo interessante. Quindi il solo input per la degustazione di oggi è stato: vini bianchi entro i sette euro sullo scaffale e via.

Come al solito la degustazione si è svolta presso il Trimani Wine Bar con l’abituale commissione composta da me, Paolo Trimani, Cristiana Lauro e Jovica Todorovic (Teo). Sei i vini in assaggio: un fly super classico. Vini diversissimi tra loro, sia industriali che artigianali, ma con in comune il prezzo.

I risultati sono stati altalenanti, tra gioie e dolori, Vediamoli:

Diciamo subito che quello che ci ha convinto di più è stato il Pievalta 2010, un Verdicchio Castelli di Iesi dal prezzo interessante, che già ci aveva conquistato nel passato. Proveniente da uve coltivate secondo i principi della biodinamica e seguendo tecniche di cantina assolutamente poco invasive, il millesimo 2010 sembra un poco meno felice dello strepitoso 2009, ma comunque convincente. Al naso profumi intensi di frutto e tipici, in bocca piacevolmente vinoso e fermentino, la beva è piena e succosa, un poco grezza ma piacevolissima. 2 scatti con secchio. € 6.90

Convincente anche il Bertani, Soave Doc Sereole 2010 dal bel colore giallo brillante. Il naso è molto enologico: esteri e lieviti dal profumo di caramella alla frutta, anche una nota di ananas sopra. In bocca è piu dinamico, con anche una discreta struttura. Una nota di agrume lo regge e anche un accenno minerale, un discreto vino, magari un poco costruito ma piacevole. 2 scatti. € 6,48

Buono il Falerio Colli Ascolani, Collemura 2010 di Sansavino, l’azienda marchigiana convince sempre con i suoi vini piacevoli e ben fatti. Questo semplice bianco non delude: al naso è abbastanza neutro, un po’ cedrino, in bocca piuù dinamico e fresco, un vino da cozze a Fiumicino, ma piacevole e frizzante, la beva è corroborante. 1 scatto. € 3.90

Il Satrico 2010, di Casale del Giglio, vero campione laziale di vendite appare abbastanza dimenticabile. Già il colore è giallo slavato, aromi molto dolci e tirati di frutto bianco, in bocca molto tecnico e lineare. Anche un accenno di struttura, ma interessa poco e chiude amaro. € 5,28

Il Regaleali Bianco 2010 è il vero campione di Tasca d’Almerita, tradizionalmente un porto sicuro dove attraccare nei marosi della grande distribuzione. Questo 2010 non convince già dal colore slavato e sbiancato. Al naso profumi enologici e tirati, stupiscono gli aromi di caramella alla frutta, che poi si ritrovano in una beva fin troppo morbida e tecnica. € 6,90

Chiudiamo la serie con un altro laziale, campione di vendite: il Bigi, Orvieto Doc Torricella 2010. Colore giallo paglierino chiaro, il naso è alcolico, cartonato e cedrino, molto lineare, in bocca terribile, attacca dolce di fiori passati e poi entra l’acidità di alcol denaturato. € 4,98

58 Commenti

  1. In pratica se non si spendono almeno 30 € è meglio bere coca cola. Ma perché non vi continuate a bere le vostre super bottiglie e lasciate in pace i comuni mortali che per la crisi non stavamo mica aspettando Monti che ce lo dicesse…

    • ha risposto a Marione: mah, veramente entro i sette € è un’altra roba e anche qui come vedi c’è Roberta mica male, Pievalta per esempio me lo sgargarozzo di gusto… Poi con 30 € caro marione ce n’è un botto di roba buona…

  2. … quindi, se domenica ho bevuto Clos D’Ambonnay, Clos Du Mesnil, Collection, Vieilles Vignes Francaises, Oenoteque e un’altra mezza dozzina di sciampi di quel livello, sono uno che di Monti se ne frega?…

      • ha risposto a Alessandro Bocchetti: Però che senso ha giocare a fare la degustazione cieca quando su 6 bottiglie 3 sono imbevibili o quasi? Sarebbe stato meglio avere una lista di 10-15 opportunità dopo averne scartate quante ne volevate. Così abbiamo un campione ristrettissimo a 2 bottiglie. La terza è già conosciuta (basta inserire il nome nella ricerca ed esce fuori). Se questa è la vostra capacità di scoprire bottiglie accessibili, mi vien da ridere 😉

        • ha risposto a Mi vien da ridere: Comunque a me il Soave di Bertani piace. Ogni volta che bevo un vino di Bertani in degustazione coperta, indipendentemente dal prezzo, gli assegno un buon punteggio. Mi riconosco una certa coerenza! 😉

        • ha risposto a Mi vien da ridere: mah, secondo me non ci siamo proprio e mi viene poco da ridere… Quando mi siedo alle nostre degustazioni io non so niente, conosco solo il titolo. In questo caso era vini bianchi entro i 7 € tutto lí e come me i miei compagni di bevuta, tutte le tue elucubrazioni le capisco pochissimo! 😉
          Ps lo scopo delle degustazione cieche e valutare un vino, non fare a gara a chi ne azzecca di piu 😛

        • ha risposto a Mi vien da ridere: ultima cosa ricordo a tutti che uno scatto è già un vino consigliabile, il fatto che la metà non lo raggiungono non significa che siano inbevibili… Solo per chiarire le regole d’ingaggio

    • ha risposto a ugola d’oro: …bando alle ipocrisie. Hai linkato uno dei più belli e lucidi articoli letti fin’ora, tra l’altro ti ricordo che tal Trimani e Bocchetti che lo fecero, se ricordo bene, sono tutt’altro che enosprovveduti. Mi risulta più insulso, e lo dico personalemnte, il populismo che a volte attanaglia i prmotori di questo bel blog che spaziano da grandi eccellenze a vini tutt’altro che memorabili, al limite della mediocrità: a che pro? Più coerente mi sembra Black Mamba che non si fa vergogna di bere alla grande, che poi non è altro che un punto d’arrivo di un percorso alla ricerca del piacere. E non mi si venga a dire che è difficile permetterselo. Una boccia ogni tanto over 50 Euro non è certo come andarsi a comprare un Pateck Philippe incastonato di diamanti o una Aston Martin…

    • ha risposto a ugola d’oro: Il Suv no però, ti prego!!!!!!!!!!!!! Amiamo le auto sportive, quelle che corrono, anzi volano, che ti sembra di decollare con il Falcon 7X di Dessault! Quelle basse che passano sotto alle staccionate…Quando sopra alle stesse ti passano un bicchiere di Chambertin Rousseau (questa a parte me, la capiscono solo Bocs, Trimani, Teo e Umberto)…Andiamo!

  3. ha risposto a vinogodi: mah, grazie per i complimenti. Però penso che del vino faccia parte tutto, da Jayer, giù, giù fino a certi Montepulciano da 3 €. È parte del fascino di questo sport e noi ce lo becchiamo per intero… Non è populismo, ma proprio che pievalta lo scorso anno mi fece impazzire e ne bevvi a secchi… Black Mamba invece no, ma è un supereroe e i supereroi li disegnano così, cristiana invece è della nostra idea…
    Pensa che noia “pernice, tutti i giorni pernice” 😀

    • ha risposto a Alessandro Bocchetti: …più che i vini descritti, allora, mi interessa il criterio di scelta di un Orvieto di Bigi in mezzo a 67.981 vini della stessa categoria che affollano il panorama enobanale su cui attingere dallo scaffale di qualsiasi GDO-Hard-Soft-Cash discount. Poi, di eccezioni a basso prezzo potabili, sai quante ce ne sono. Di primo acchito mi sembra un “sono sceso al suprmercato sotto casa e quel che ho trovato ho trovato, basta che costasse poco”….

      • ha risposto a vinogodi: Esattamente… Più o meno… Non era il supermercato all’angolo, ma l’enoteca Trimani che ci ospita e l’ indicazione data al sommelier che gestiva è stato il prezzo e la diffusione… L’ho anche scritto 😉
        Una logica secondo me interessantissima, vogliamo vedere cosa beve chi va in enoteca (quindi fa parte di quel 20% che beve vini consapevolmente), mi interessa assai questo ragionare 😀

        • ha risposto a Alessandro Bocchetti: Più che ragionare sragiona. Che senso ha andare in un’enoteca accorsata e comprare un vino da supermercato semmai spendendo qualche decina di centesimi in più? E soprattutto perché un’enoteca accorsata come Trimani mette sui suoi scaffali una bottiglia da supermercato? Mi sembra una logica da bazar e non da selezionatore!

          • ha risposto a Gennaro Maglione: la scelta dei campioni ha seguito una logica di diffusione e notorietà, ci siamo limitati a 6 vini per questione di spazio
            le aziende che li producono non sono “da supermercato” ma di grandi dimensioni
            per quanto riguarda le scoperte penso che Pievalta e soprattutto Sansavino siano ancora abbastanza poco note
            sto imparando che on line non si riesce mai a far contenti tutti: se è caro perchè è caro, se costa poco perchè costa poco 😉

        • ha risposto a Alessandro Bocchetti: …anzi mi avete fatto venire in mente un’idea… Tornando a casa passo dal supermercato e prendo sei vini, ma di quelli veri da grande distribuzione, chiamo Paolo e poi vi raccontiamo 😉

          • ha risposto a Alessandro Bocchetti: Ho da fare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😀 a parte gli scherzi hai ragione. Qui non ci si rende bene conto cosa siano veramente i vini da supermercato. Fetecchie!!! Altro che! Be’ a parte quello sotto a casa mia che ha anche Castello di Ama e Fontalloro. Vero Bocs???

      • ha risposto a vinogodi: In effetti il criterio è stato un po’ quello. Qualcosa del genere. Come dico spesso, guardate che la maggior parte delle persone ( e molti anche fra i nostri lettori) scelgono i vini solo in base al prezzo. Soprattutto nella fascia bassa, cioè quella più venduta. Per me a maggior ragione ha senso fare assaggi di questo tipo…Anzi, vi prego datemi voi una ragione perchè se penso che ogni tanto mi toccherà rifarli, mi si scatena l’inferno depressivo in questo mio povero corpo malato nell’animo! :-(((

        • ha risposto a Cristiana Lauro: e ti pareva che anche il supermercato non fosse tres chic :-))
          mi sorprende comunque che abbia Ama, azienda che finora ha sempre curato meticolosamente la distribuzione comunque io ci sto e prossima settimana tocca ai vini GDO
          che Bacco ce la mandi buona

          • ha risposto a paolo trimani:

            A mio avviso nella GDO si possono trovare buoni vini a prezzi accettabili, e forse proprio in quel contesto sarebbe più interessante leggere dei pareri di sostanza. E’ sufficiente (a Roma) andare in una grande Coop, o Panorama, o Carrefour (per citare solo i primi che mi vengono in mente, anche se non vi ho mai visto i prodotti del castelo di ama) per trovare oltre al Tavernello ed al Castellino anche vini più decenti (mi verrebbe tra l’altro da dire che il Satrico è più un vino da GDO che da enoteca) . Quindi non dubito che si possano aprire bottiglie GDO di livello mediamente migliore di quelle indicate nell’articolo, pur mantenendo la soglia dei 7 euro, e aspetto di leggere il resoconto con curiosità

  4. ma perché tu qualificheresti il blog? ma allora sei anche simpatico!!!! vedi che sorpresa! una battuta strepitosa, sono molto contenta…

    • ha risposto a piccola ketty: …io forse no, ma per quel cheti rgurda, lo escluderei di certo, “oggettivamente”.Sei talmente antipatica che manco ti immagino come femmina. Indipendentemente dal gusto del paradosso, tipico della figura parmense dello “sbragone” che tanto mi diverte, ogni tanto di vino si parla. Finora te ti ho solo letto come acida parentesi fra un discettamento e l’altro…

  5. buon dì ma che ne so un friulano o un trentino/altoatesino no? credo siano i migliori bianchi italiani con tutto il rispetto per la selezione presentata…..e a quei prezzi se ne possono trovare a centinaia……

      • ha risposto a vinogodi: Azz! Vengo anch’io…Poker? Briscola? Rubamazzetto? Io ogni tanto faccio cassa anche nel cestino in parrocchia o con gli scambi dei buoni da 1 euro per i detersivi e le saponette al supermercato. Siccome non li uso perchè non mi lavo, con questo sistema svolto bocce della madonna alla Pergola dell’Hilton…

    • ha risposto a Pappa&ciccia:ha risposto a natale amodio: Da vomito! Ma chiedetegli come sono i vini, no? Che cacchio ve ne importa di come li paga e perchè li paga? Non li ruba, vi basta? Che domanda da sora Franca del terzo piano. Siete becere, volgari comarelle. Bleah!

    • ha risposto a Marco M.: Visto? Ho varcato anche la soglia della censura con questo piccolo stratagemma…Rutto era peggio di rigurgito e di vomito e ciufolo più ridicolo di cacchio…Insomma, la cassazione ha dato ragione a Black Mamba. E andiamo!!! ;-)))

      • ha risposto a Cristiana Lauro: Forse non abbiamo ancora capito che il sistema va in moderazione in automatico se mettete 2 LINK. E due link sono anche se rispondete a 2 persone nello stesso commento (sono link ai rispettivi numeri dei commenti) o se mettete enne volte rispondi alla stessa persona nello stesso commento.

        Qui banniamo solo se si dice cazzo e figa a sproposito (e non sempre è così). Chiaro? 😈

  6. La Sora Franca è mia sorella, poveretta! Pensate cosa le fa passare la Lauro… Comunque non è male l’idea del poker, ci si giocano le bottiglie e via, che dite si organizza? Io ho una certa sfiga, però ci sto… Porto qualche bottiglia di Parma così non protesta nessuno e me le gioco!

  7. Ahhhh… Ci sto anche io! Possiamo fare da me. Zona villa Ada… C’è anche il fioraio sotto casa, non si mai, venisse la Lauro mica ci si può presentare senza quattro tulipani!

    • ha risposto a Cristiana Lauro: Devono prima superare la verifica del Grande Capo, cioè io.

      Mi hanno mandato un monte di mail per chiedere almeno un altro bianco che sia accettabile. Ne va della vostra reputazione se non tirate fuori una boccia accettabile.

      Io ho detto Giulia (poi emetto fattura al Cataldi Madonna ahahhahahahahah) barando sul prezzo o scrivendo che è meglio arrivare a 10 € e bere meno 🙂

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