Vino biologico. In Europa arriva l’etichetta

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Arriva il nuovo regolamento europeo sui vini biologici. Il Comitato Permanente per la produzione biologica (SCOF) ha approvato le nuove norme che consentiranno ai coltivatori dell’Unione Europea di utilizzare il termine “vino biologico” sulle etichette. Una novità di rilievo visto che finora la certificazione biologica era prevista soltanto per le uve e l’unica dicitura consentita era “vino ottenute da uve biologiche”. L’Europa colma così una lacuna che ne faceva un’eccezione nel panorama dei grandi produttori vitivinicoli. Si erano già dotati di una regolamentazione in materia Stati Uniti, Cile, Australia e Sudafrica.

I viticoltori biologici che rispettano tutte le norme previste per la coltivazione e la vinificazione biologica potranno usare il termine “vino biologico” sulle etichette dei loro prodotti, riportando anche il logo ‘bio’ dell’Ue e il numero di codice del competente organismo di certificazione.

Il regolamento stabilisce le tecniche enologiche e le sostanze autorizzate per il vino biologico e fissa il tenore massimo di solfito per il vino rosso (100 mg per litro, per il vino convenzionale la soglia è di 150 mg/l) e per il vino bianco e rosé (150 mg/l a fronte dei 200 mg/l consentiti per il vino convenzionale). E’ ammesso un differenziale di 30 mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 g/l. Non saranno consentiti l’acido sorbico e la desolforazione e il contenuto dei solfito non deve esser inferiore a 30-35 mg per litro.

Le nuove norme entreranno in vigore dalla vendemmia 2012 ma il regolamento, precisa Aiab, “consente di etichettare anche il vino delle annate precedenti, purché se se ne possa dimostrare la conformità alle norme europee”.

[Fonte: helpconsumatori.it, aiab.it Foto: ansa.it, tmnews.it]

4 Commenti

  1. Sono daccordo con Andrea ,i livelli di solforosa sono un pò alti.E questo lo trovo ridicolo. Rispetto chi fa agricoltura biologica,e questo regolamento non li aiuta. Purtroppo la gente che si occupa di prodotti agroalimentari su a Bruxelles ,non sa distinguere tra un vino e una birra. Siamo alle solite bassezze. Non ho parole……

  2. Anche se il regolamento non è ancora stato ufficialmente pubblicato, credo che si possa escludere la presenza di un limite inferiore di 30-35 mg per i solfiti, che escluderebbe i vini “zero solfiti aggiunti” dalla possibilità della certificazione biologica. In un altro sito ho trovato invece questa formulazione, non del tutto chiara ma più plausibile di quanto riportato nel vostro articolo: “il tenore dei solfiti nel vino biologico deve essere di almeno 30-50 mg per litro inferiore al livello dell’equivalente vino convenzionale (a seconda del tenore di zucchero residuo)”.

  3. @ Lorenzo Gatti
    I valori elevati di solfito ammessi si spiegano con la natura politica di questa decisione che ha cercato di mettere d’accordo paesi mediterranei e paesi del Nord Europa e Francia dove, per ragioni climatiche, i solfiti vengo usati in quantità maggiore.
    @ gp
    30 mg per litro è la differenza minima ammessa tra il tenore di solfiti nel vino convenzionale e quello ammesso nel vino biologico. Soglia che riguarda riguarda però soltanto i paesi del Nord Europa. Per gli altri, che non hanno “scuse” climatiche, il differenziale minimo è di 50 mg per litro.

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