Eco-sostenibilità del vino: forse non sarà mai una priorità per i degustatori più intransigenti ma potrebbe diventare un criterio di scelta per la ben più vasta platea degli eno-consumatori. Per i quali, però, occorre un bollino che la certifichi. Ecco il punto: certificare il vino eco-sostenibile. Ci sta lavorando il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che ne ha parlato davanti alla platea del Vinitaly durante un incontro sul tema.

L’iniziativa, ha spiegato Clini, “è stata avviata nel giugno scorso e riguarda il calcolo dell’impronta ambientale del vino italiano”. Una valutazione che tiene conto “del consumo d’acqua, di energia e del suolo” con lo scopo di “certificare la cultura ambientale di un prodotto che è una bandiera del made in Italy”.

Alla vigilia dell’incontro sul nuovo regolamento europeo sul vino biologico, previsto per oggi alle 15,30 presso l’area del Mipaaf (Sala grande, piano terra del Palaexpo) i tempi sono ormai maturi per parlare di “foot print” del vino, cioè di impatto della produzione vitivinicola sull’ambiente. “Abbiamo selezionato 11 imprese pilota per partire”, ha spiegato il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia”. Si tratta di un’iniziativa che parte dalla campagna e arriva alla bottiglia e al consumatore: si vuole calcolare, per la prima volta, il foot print del vino e dello spumante”, per elaborare un modello “che possa poi essere esportato a livello europeo e mondiale”.

Il progetto è destinato a monitorare, nel giro di 6 mesi/1 anno, e per le aziende coinvolte, “tutta la filiera produttiva, dalla pianta, alla logistica, al consumo” con l’obiettivo ambizioso di “arrivare a un protocollo unico per tutti, così che i consumatori possano avere un unico simbolo e un unico segnale per sapere che l’azienda è sostenibile”.

[Fonte: agi.it Foto: wwf.it]

5 Commenti

  1. “Un bollino per il vino eco-sostenibile”
    “…arrivare a un protocollo unico per tutti…”
    Già me viè da ride.

  2. Sarà stata pure una mossa “mediatica” del ministro e non se ne farà nulla però io non escluderei a priori l’idea che in un giorno non troppo lontano il quid sostenibilità possa essere tenuto nel debito conto dagli acquirenti (per alcuni prodotti è già un po’ così sennò come spiegare la moda del km 0?). Magari come criterio di scelta accanto agli altri, quelli classici che orientano oggi il consumo di vino (qualità, prezzo). Fabrizio, ti fa ridere il ministro o l’idea in se?

  3. L’idea del bollino, ma soprattutto quella del “protocollo unico per tutti”, da morire.
    Chi certifica? Ahahahah!

  4. Credi davvero che il bollino ministeriale e soprattutto “un protocollo
    unico per tutti” possano essere ipotesi sostenibili e praticabili?
    A me sembrano solo battute per la brilla platea del Vinitaly.

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