Vinitaly 2012. Elogio del legno da Venica al Giappone pro terremoto

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Chi ha paura di Virginia Woolf?, recitava il titolo di un vecchio film della premiata coppia Burton-Taylor. E chi ha paura del legno? Un sacco di gente, pare. Schiava delle mode quanto lo erano quelli che, quando andavi in cantina, non avevano pace se non ti inginocchiavi a pregare nella loro “chiesa della barrique”. Chi è laico invece, ricorda, confronta, analizza, decide. E cerca di fare il vino al meglio. E se il legno ci sta, e non c’era, vivaddio, ce lo rimette.

Un quinto del prodotto passato in botti da 27 hl per la prima volta, per il Friulano di casa, il Ronco delle Cime, che ha forza, calore, ma anche una piccola grippe materica che segnala quanto e quanta voglia ha di andare avanti nel tempo migliorandosi (3 scatti pieni, intanto) è la scelta, meditata, dei Venica.

C’è addirittura la metà in legno grande (l’altra ovviamente in acciaio) nella Ribolla Gialla dedicata da sempre a papà Adelchi da Ornella e Gianni, e dalle cui pratiche tradizionali viene fuori il pensamento e recupero sul legno grande. Pronta un po’ prima del solito quest’anno, acida ma non pizzuta in modo estremo, è buona e si strabeve (3 scatti, secchio). C’era da un tot e non è una novità il 20% (sempre legno grande) nel Ronco delle Mele, il Sauvignon che è un po’ il bandierone bianco (il winner di casa quanto a premi) della maison, e che è accogliente, ampio, e senza alcuna esasperazione varietale tendente al verde (3 ½ pieni). Ultima considerazione, oltre che per il bon Pinot Bianco (un pallino dei Venica, che si becca 3 scatti solidi e sicuri) per il “lavoro” fattto con il Merlot.  Uno di quei Merlot friuani (ricordate Radikon prima volta, 1990?) che si fabbricano per la leggenda e l’ambizione e si aspettano un numero di anni fuori regola.

Beh, dopo una decade di sosta perché fosse ottimo, il fuori regola di Venica & Venica è finito, in misura di 5.000 bottiglie, ad alimentare l’incasso che ha nutrito un assegno da 51.000 euro, consegnato ieri al Console generale del Giappone Jomori e destinato ad aiutare uno dei centri più danneggiati dal terremoto con un progetto ad hoc. Bella prova, ragazzi…

Foto: Turismo Friuli Venezia Giulia

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