Garofoli e l’evoluzione del Verdicchio tra eccellenza e convenienza

Vino dalle grandi capacità di invecchiamento, il Verdicchio non finisce mai di stupirci. L’occasione di parlarne è doppiamente ghiotta: incontriamo Carlo Garofoli, padre fondatore della ormai DOCG dei Castelli di Jesi e i suoi grandi Verdicchi, anche con le bolle. Mettetevi comodi per questo piccolo percorso gustativo di grande interesse che ha come parola chiave l’eleganza e la longevità di cui vi raccontiamo alcune emozioni.

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Podium 2009 – Garofoli
Si inizia dall’ultima annata della versione affinata lungamente in acciaio: complesso e strutturato, fresco e sapido, si apre al naso con sentori di fiori bianchi e pietra focaia. Al gusto ricco e polposo. Di grande profondità e piacevolezza con tipico finale di mandorla. 15 euro a scaffale davvero ben spesi.
½

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico La Selezione Gioacchino Garofoli Riserva 2006 – Garofoli
Versione speciale editata per l’anniversario aziendale con un lungo affinamento in vasca, prima dell’imbottigliamento. Note minerali, di nespola matura e di erbe officinali, si uniscono ad una non bellissima nota di medicinale. In bocca potenza ed eleganza rendono il vino piacevole , creando un equilibrio tra freschezza e contenuto glicerico. Chiude con ricordi di pesca bianca ed erbe aromatiche.
½

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Podium 2001 – Garofoli
Paradigma dell’evoluzione del Verdicchio. Bellissimi sentori di camino spento e fumè si uniscono a sensazioni di fiori e frutta secca. L’entrata in bocca è da applausi. Complesso, elegante, ancora giovane, lungo e sapido. Mandorla in chiusura di bocca e grande bevibilità.
e secchio

Spumante Metodo Classico Gran Riserva 2002 – Garofoli (sboccatura autunno 2011)
Versione lungamente (quasi 10 anni) affinata sui lieviti per un Metodo Classico in grado di stare al passo con la migliore spumantistica nazionale. Vitigno versatile il verdicchio. Come vediamo anche nella spumantizzazione dà i suoi risultati. Nespola ed agrume , insieme a crosta di pane e sentori speziati, ci raccontano di un naso abbastanza ricco di profumi. Fresco e complesso con mineralità sul finale.
½

Spumante Metodo Classico Gran Riserva 2001 – Garofoli (sboccatura autunno 2011)
Apre con erbe officinali, note minerali (quasi gessose) e di frutta secca . Di grande eleganza e complessità. Strutturato e suadente, invita al riassaggio.
e secchio

Ha collaborato Stefano Ronconi

2 Commenti

  1. Mi permetto di dissentire sulla valutazione del “Riserva Gioacchino Garofoli 2006” che trovo sia forse frutto di una bottiglia problematica. Nelle svariate volte che l’ho bevuto l’ho sempre trovato un verdicchio monumentale, da antologia, in assoluto uno dei più buoni verdicchi degli ultimi vent’anni, quindi uno dei vini bianchi italiani più buoni degli ultimi vent’anni.
    .
    Ciao

  2. ricordo in degustazione quest’anno la selezione garofoli come uno dei migliori tre verdicchio provati… monumentale, malgrado non sia propriamente il mio stile 😉

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