Roma. Da Pierluigi e incontri Mark Zuckerberg con la moglie fuori da Facebook

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La notizia è rimbalzata dal twitter di Darek Rusajczyk a BuzzFeed. Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan sono stati immortalati e spediti in rete mentre visitavano la Cappella Sistina.

”Avevano voglia di stare un po’ per i fatti loro per qualche giorno. Ma gli occhi multilingui di Twitter sono ovunque: nella Cappella Sistina, lungo la scalinata di Trinita’ dei Monti, dentro il Colosseo, e nel ristorante Pierluigi”.

Eh già, perché i due sposini in viaggio di nozze a Roma se ne sono andati al ristorante Pierluigi. Le cromache ci dicono anche il menu scelto per la cena romana a pochi passi da Campo de’ Fiori: Catalana di gamberi, ostriche e carpaccio di pesce come antipasto, bombolotti all’aragosta per primo e pesce San Pietro alla cacciatora come secondo, il tutto accompagnato da un chardonnay Gaia e Rei Gaja&Rey.

Ora, immagino che se foste il personal fooder della coppia di Facebook avreste suggerito altro.

13 Commenti

  1. Questo fa il paio col campione di tennis che va alla taverna Trilussa… Se fossi il personal fooder di Zuckerberg sarei molto contento
    :-))

  2. Tutti gli americani in gita gourmet a Roma vanno da Cristina Bowerman al Glass Hostaria e questi lo mancano? Sfortunati…

  3. Sono romano e da sempre vado spessissimo da Pierluigi…
    Il locale è stato recentemente ristrutturato e devo dire con risultati straordinari…..Da segnalare (oltre alla sala superiore davvero bellissima) una zona inferiore tipo cantina con volte in legno, suggestiva e unica nel suo genere; è stato anche costruito un bar in marmo gestito da un barman che dire bravo e professionale sarebbe riduttivo…a sua disposizione liquori e distillati anche rari e ….Il suo Martini extra dry è memorabile…forse uno dei migliori di Roma!
    Per quanto riguarda il la cucina consiglio il filetto al limone e senape, davvero imprendibile (si tratta di una sorta di carpaccio di filetto marinato), e l’haché di manzo (fuori-lista) davvero eccellente….Ottime anche le orecchiette!!
    Il pesce è sempre fresco ma sono preferibili i crudi, piuttosto che le ricette più elaborate e un po’banali…forse capaci di incontrare il gusto internazionale della sua clientela cosmopolita.
    Pierluigi è un must per i turisti americani e non anche perché la location esterna è davvero unica…
    Cercate di entrare in contatto con Roberto (il boss), suo figlio e naturalmente il barman e vi troverete benissimo….potrebbe fare la differenza!
    I prezzi sono salati ma passerete una bellissima serata.
    Mi dispiace non vedere mai Pierluigi segnalato nelle guide italiane, visto che è un ristoratore che fa sold out tutte le sere avendo inventato e consolidato una formula davvero di successo…basata su una cucina non difficile da capire ma con materie prime sempre , secondo me, ottime.
    Ieri sera (era domenica) ero solo per un Martini e ho avuto modo di incontare Mark Zuckerberg ….è stata un emozione! Anche se la moglie mi ha un po’ deluso…Lui è poco più di un bambino, ha chiesto – fra l’altro, un bianco Gaia – l’ho visto con i miei occhi.
    Per avere un posto c’è la fila anche di domenica sera…..incredibile per un ristorante con prezzi non proprio economici…anzi…
    Pierluigi è una bandiera e in questo paese abbiamo il difetto di non valorizzare mai chi costruisce cose che rappresentano il meglio di quello che l’Italia sa produrre…ossia secondo me la capacità di fare stare bene i clienti grazie alla qualità del servizio e più in generale
    all’esperienza che viene offerta. W Pierluigi…
    Sarebbe bello che qualche appassionato potesse testarlo per condividere i miei pensieri.
    Certo non propone l’alta cucina del Pagliaccio, il pesce del San Lorenzo o la pasta super gastrochic di Roscioli, ma l’ambiente è decisamente più allegro, vivo e sempre ricco di persone interessanti e spesso di caratura internazionale……Una serata da Pierluigi in una bella serata d’estate è davvero uno dei piaceri romani che tutti dovrebbero provare. Non fidatevi troppo di coloro che lo snobbano sostenendo che è solo un posto per turisti ricchi.

  4. “Gaia e Rei”?

    Il “Giove tonante dell’enologia italiana” non sarà felice, lassù nell’Olimpo, di leggere il suo nome e quello del suo vino “GAJA & REY” trattati in questo modo, in un blog enogastronomico per di più.

    Correggete o un fulmine vi colpirà immantinente.

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