Gastrocrazia. Napolitano fa salvare l’Italia a Eataly Roma e a Farinetti

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Hanno da gioire i capitolini gastro-strippati che ogni mattina si inchinano in direzione della nuova mecca del cibo. A Eataly Roma sono entrati nei primi 5 giorni di apertura 100 mila persone, cioè se sono ancora bravo a fare di conto, 20 mila al giorno, ben più delle dichiarazioni dello stesso Farinetti.

Un patrimonio di seguito impressionante per qualsiasi politico. E così a Eataly si è rivista per la quarta volta in veste ufficiale (ma hanno specificato che non la conteggiano negli accessi) la pimpante governatrice del Lazio Renata Polverini che ha acompagnato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nel ristoshop (quasi orrida questa definizione), spiega Laura Serloni su repubblica.it, Giorgio Napolitano ha visitato il lunapark del gusto (e daje) e poi si è seduto con Oscar Farinetti al tavolo del ristorante Italia dove opera lo chef Gianluca Esposito.

Sono chiari segnali di cosa serva per salvare l’Italia mentre dobbiamo scoprire ancora quale è stato il percorso gastronomico del Presidente della Repubblica.

[Immagini: Franz Benvenuti/F3Press]

33 Commenti

  1. Uno come Farinetti che riceve il Presidente della Repubblica e Consorte in maniche di camicia mi suscita un simpatico senso di stima…
    parla della sua semplicità e immediatezza.
    E mi pare anche un bel successo… e farà rosicare ancor di più i tanti rosicatori… 😉

    • Io invece la penso in maniera diametralmente opposta.

      Di Farinetti e di Eataly si può e si deve dire tutto il bene possibile.
      Anche io ne ho parlato spesso e con toni entusiastici. L’uomo, l’imprenditore, il suo credo politico e sociale andrebbero clonati per quanto sono in linea con i tempi e le reali necessità del Paese.
      Il grande Presidente Napolitano lo ha capito ed ha omaggiato da par suo l’Oscar nazionale ed internazionale.
      Per questo penso che in quella foto un giovane Farinetti in maniche di camicia, per giunta arrotolate, colletto sbottonato, senza giacca, senza cravatta, stoni rispetto al quasi ottantasettenne Presidente Napolitano (venerdì ricordatevi di fargli gli auguri di compleanno), che si presenta in giacca e cravatta nonostante la pesante calura estiva romana.
      .
      E’ vero, l’abito non fa il monaco, ma certe convenzioni, certe forme di rispetto, certi automatismi istituzionali, secondo me non andrebbero persi, anche loro fanno parte di quel Made in Italy da esportare.
      .
      Ciao

      • In parte condivido,
        ma Farinetti ha un suo stile che me lo mostra smarcato dai formalismi… un po’ come il Marchionne (che non stimo affatto) sempre con il suo maglioncino blu girocollo, sia che vada all’Onu sia che vada a Rapallo…
        Sarà che sono allergico a giacche e cravatte… 😉

      • Sono d’accordo su tutto: sull’ opportunita’ di attenersi a certe regole di abbigliamento, sul fatto che questo e’ un ingrediente del made in Italy e sulla grande, impeccabile classe del nostro Presidente. Il quadro d’insieme pero’, cioe’ la foto con Napolitano, la first lady e Farinetti, mi sembra molto tenero… :-))))

  2. Ieri ero ad Eataly e devo dire che c’era una folla immensa, forse anche troppa visto le file ai ristorantini che, dato l’afflusso, forse risultano anche sottodimensionati.

    Avanti così!

    • Non so se vi interessa ma hanno vinto un premio per la comunicazione

      (ASCA) – Roma, 27 giu – I vicnitori del premio ”Comunicatore” dell’anno 2012, che si svolge nell’ambito del premio Ischia Internazionale di giornalismo, sono Sandra Trabucco, responsabile comunicazione Eataly, Giovanna Boda, direttore generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione del ministero dell’Istruzione, dell’universita’ e della ricerca e Alessandro Cossu, responsabile comunicazione Cittadinanzattiva.

      La giuria del premio, riunita sotto la presidenza di Patrizia Rutigliano, e composta da Franco Bechis, Thanai Bernardini, Cristina Corazza, Francesco Delzio, Arnaldo De Pietri, Gianni di Giovanni, Bianca Frondoni, Marco Magheri, Alessandro Magnoni, Anna Martina, Enrico Romagna Manoja, Mariacristina Modonesi, Giorgio Mule’, Gerardo Orsini, Giancarlo Panico, Paolo Peluffo, Michele Renzulli, Filippo Ungano, Elio Valentino, Sarah Varetto, Andrea Zagami, ha assegnato il premio Comunicatore dell’anno 2012 nelle tre categorie: imprese, amministrazione pubblica, organizzazioni sociali noprofit.

      I premi verranno consegnati a Ischia sabato 30 giugno nell’ambito delle manifestazioni della XXXIII edizione del Premio Ischia Internazionale di giornalismo.

  3. Notizia flash: Berlusconi lo ha già sondaggiato e lo vede bene al ministero dell’agricoltura insieme al re dei gelati Grom

  4. Con procedura di copia e incolla, le note che sono state postate su facebook 🙂

    Stefano Rossi Tutti ai piedi del Filantropo piemontese,nessuna nota stonata fa tutto bene!!!

    Antonio Scuteri Ma che filantropo, è un imprenditore che fa i suoi interessi. E visti i risultati direi che è un grande imprenditore. Le note stonate sono varie, (dai prezzi un po’ random a un po’ di disorganizzazione, dai parcheggi ad alcuni problemi di orari) e mi sembra che se ne parli abbondantemente sui vari blog

    Nico Pisanelli la vera nota stonata secondo me sono i romani, sia tra i clienti sia tra i dipendenti
    (ed essendo romano posso dirlo, ma non lo dicano gli altri)
    ma Farinetti ne avrà ragione, essendo Roma abituata a inchinarsi alle eccellenze piemontesi

    Fabio Spada a Beverly Hills sarebbero stati 200.000. In pratica un mezzo flop 🙂

    Antonio Scuteri Mi hanno però detto che alle 22 molti ristorantini chiudono. La cosa non è bella, spero sia solo temporanea

    Stefano Rossi Ho già vissuto l’ esperienza bolognese se pur piccola, lui fa un suo mercato esse ne frega delle altre attività esistenti sul territorio che smettono di tenere i prodotti in conflitto.I prezzi e le forme di pagamento li fa lui o cosi’ o pomi’.Il personale poi non e’ assolutamente preparato!!!

    Antonio Scuteri Appunto, è un imprenditore e fa i suoi interessi. E io che ho detto?

    Stefano Rossi Io sono pero’critico con queste operazioni, e trovo esagerato che Il presidente pranzi con lui.Ricordati Marchionne.Sono sempre piemontesi.

    Antonio Scuteri Il discorso è complesso, e coinvolgerebbe libero mercato, capitalismo, sottomissione della politica all’economia ecc ecc. Scendendo più terra terra, io abito abbastanza vicino a Eataly, e ti assicuro che non metterò più piede negli alimentari sotto casa che mi hanno rapinato per anni vendendomi prodotti da schifo a prezzi da boutique solo perché non avevo alternative a portata di mano. I grandi imprenditori sono squali, ma i commercianti, nel loro piccolo, fanno esattamente lo stesso

    Nico Pisanelli ‎”il personale non è preparato” siamo sicuri?
    Marchionne e Napolitano non sono piemontesi, credo

    Stefano Rossi Mi riferivo all’ influenza sulla politica della Fiat naturalmente.Io invece continuo a comprare nei negozi del centro storico di Bologna e nelle piccole enoteche. Farinetti a Bologna non vende assolutamente il territorio ma iil Piemonte.

    Antonio Scuteri A Roma non è così, anche il Lazio è molto rappresentato, come tutte le altre zone d’Italia.. Ma se anche fosse non vedrei dove sarebbe il problema: le cose di territorio le prenderei nei negozi locali, quelle di altre zone da Eataly. Senza considerare che il Piemonte ha straordinarie eccellenze che sono bel lieto di trovare tutte in un unico posto

    Stefano Rossi Mi sembra proprio che non ci vogliamo capire ne riparliamo fra un paio di anni quando venderà tutto come ha fatto con Unieuro.La cosa buffa e’ che il mondo 2.0 non accetta nessuna critica che non provenga dal vostro mondo.Sapete tutto voi siete bravi solo voi voi decidete dove mangiare cosa bere,questo non buono.ciao

    Vincenzo Pagano ‎Antonio potresti riprendere il commento sotto Scatti. O possiamo copia incollarli? Altrimenti me li perdo e non si vede che c’è un sacco di gente che legge Sdg 🙂

    Antonio Scuteri Copia e incolla tranquillamente!!

    Vincenzo Pagano Questa cosa del territorio a tutti i costi non la capisco. I mercati sono stati inventati per mettere insieme merci e persone, non per fare riunioni di condominio….

    Vincenzo Pagano Grazie, va bene a tutti?

    Nico Pisanelli vabbè, se Farinetti vende tutto faremo una colletta

    Nico Pisanelli però, se fossi Stefano Rossi mi porrei un dubbio: magari Farinetti con Eataly si diverte di più che con gli elettrodomestici e magari ha voglia di tramandare l’azienda ai figli
    boh, vedremo

  5. Mi copio incollo da solo:

    Ma anche se vendesse tutto tra due anni, cosa che non credo, cosa proverebbe?
    2 minuti fa · Mi piace

    • Per un po’ non vende di sicuro perchè ci sono i figli, sicuramente lui non si occuperà più in prima persona di eataly: Opzione 1: si occuperà solo delle sue cantine Borgogno e Fontanafredda. E questo gli piace molto. Oppure, opzione 2, crea una società che si occupa di “tirare” fuori dai guai altre aziende, cioè di risollevare le sorti di aziende mal messe.

  6. Per Stefano Rossi

    Non ho capito, lo vuoi decidere tu dove devo andare a fare la spesa? Ma questa è proprio bella 😀

  7. intanto prosegue la discussione su faccialibro:

    Alfonso Isinelli
    Ieri sera ristoranti stracolmi, che alle 22,30 hanno dato forfait perchè era finita proprio la roba, ma anche alla stessa ora reparto frutta e verdura con pochissima roba, pane quasi esaurito, pesce rimaneva quello boccheggiante, si vende anche e non poco…

    Vincenzo Pagano
    Dici che non ci fanno entrare più? 🙂

    Alessandro Bocchetti
    C’è il rischio 😀

    Alfonso Isinelli
    Quanto a Farinetti, certo la sua capacità di fuoco è imparagonabile…è bastato che dicesse: “Vi lascio la balena arenata lì, con 500 e passa persone già assunte da rimandare a casa” o che minacciase: “o si apre il 21 giugno o ci si incatena alle case, con supporto media da guerra del Golfo” perchè tutto magicamente diventasse con tempi quasi scandinavi…

    Vincenzo Pagano
    Ci sono andati i miei e mi hanno detto che il problema è il traffico di persone 🙂

    Alfonso Isinelli
    Ci andate in troppi effettivamente, dovreste lasciare più spazio alla clientela del quartiere :-))

    Vincenzo Pagano
    Cmq Napolitano ha fatto prima di tutti i critici :-))))

    Alfonso Isinelli
    Il Presidente fa sempre prima di tutti :-))

  8. No, non abbiamo fatto foto, e provo a sintetizzare le nostre sensazioni, premettendo che siamo consapevoli che un ristorante ha bisogno di tempi di rodaggio, e che quindi alcuni difetti si aggiusteranno nel tempo: non è un ristorante in cui torneremmo o che consiglieremmo ad un amico: caro, con servizio da migliorare MOLTO, con porzioni da dieta ed una cucina che trasmette poche emozioni. Mi viene da dire che sembra un ristorante destinato ai turisti strainieri ricchi o a pranzi di lavoro di uomini d’affari.

    Ripeto, non abbiamo mangiato male (e ci mancherebbe pure, avendo speso 228 euro in due) ma a quelle cifre certe carenze di servizio non sono giustificate dalla recente apertura, e la scelta dei 20 piatti “classici” a rappresentare le 20 regioni d’Italia, se è originale, imbriglia la capacità dello chef Esposito, limitandola alla tecnica (a volte ottima, a volte buona) di esecuzione di pietanze tradizionali, senza nessun respiro, ricerca, innovazione. Per intenderci, se si può solo ordinare un piatto che si trova, a roma, in qualunque ristorante regionale (che so le trofie al pesto di un ristorante di cucina ligure o le sarde a beccafico di un ristorante siciliano) allora quel piatto deve essere di una tale eccellenza da far dire “cavoli … ed io che pensavo di aver già mangiato delle trofie al pesto (o delle sarde a beccafico, invece erano un’altra cosa”, deve far pensare “come farò a mangiare lo stesso piatto domani in qualche altro posto ed ad evitare di fare impietosi paragoni?”. Invece, con le dovute eccezioni, questo non è avvenuto.

    Anche sulla location e sulla fruibilità delle opere di Modigliani esposte, ci sono diverse ombre. Tutto sommato, ad oggi, ci pare una occasione persa

  9. Non vorrei passare per quella del braccino corto, ma a 115 euro cadauno che avete mangiato e bevuto. Cominciamo ad essere su cifre da degustazione di stellati…

    • appunto … e non è un ristorante stellato. 228 euro così divisi: 200 per 2 menù degustazione, 8 per 2 bottiglie di acqua, 20 per 1 abbinamento di vini

      Antipasto: Sarde a beccafico e Granceola alla veneziana (buona)

      Primi: Trofie al pesto(ottime) e Ferritielli calamaretti, peperoni, fiori di zucca, limone e peperoncino

      Secondi: Brodetto di pesce all’anconetana (buono) e Porceddu al forno

      Dolci: Bunet al cioccolato (buono) e Ciambella di patate, frutti con crema pasticciera, limone e mandorle

        • in aggiunta, se vogliamo essere precisi, ci è stata offerta una piccola caprese con delle bollicine (nazionali) come benvenuto, un assaggio di tortellini al brodo (piatto non certo estivo ma di livello …. credo che sia uno dei cavalli di battaglia dello chef, che credo sia emiliano nonostante il cognome campano) dopo i primi, e un assaggio finale di dolcetti serviti, quelli si, con il braccino molto corto 🙂

          • Vabbè se tutto dal buon all’ottimo e con quel menù, 100 euro ci possono pure stare…

          • Se leggi bene c’è (a mio modesto parere) un ottimo e 3 buoni, altri 4 piatti tra il normale ed il sufficiente. Ovviamente se il conto fosse stato la metà il rapporto q/p ne avrebbe guadagnato 🙂

            Devo anche precisare che i prezzi del menù, incluso il degustazione, sono on-line (bonus), quindi già prima di andare avevavmo chiaro cosa ordinare e quanto avremmo speso, quindi da quel punto di vista niente sorprese, per fotuna.

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